OBIETTIVO LAVORO

IN PRIMO PIANO
I distretti del Biomedicale assumono

BOLOGNA

SONO 150 le assunzioni in programma nel settore biomedicale in tutta Italia, molte delle quali in Emilia Romagna: i distretti del Modenese e di Bologna rappresentano un’eccellenza a livello nazionale. Come segnalato dalla società di recruiting online Monster, le aziende del settore cercano soprattutto manager di prodotto e addetti al controllo della qualità. Opportunità anche per progettisti e addetti alle macchine a controllo numerico. Il requisito primario per la candidatura è il possesso di una laurea in discipline tecnico-scientifiche oppure del diploma di perito industriale. In Emilia Romagna e nelle Marche, Monster sta cercando risorse con un’esperienza di almeno 5 anni in aziende del settore diagnostico, dei dispositivi medici del biomedicale in generale, in grado di gestire i clienti diretti (cliniche private, laboratori, pubbliche amministrazioni) e il canale indiretto (agenzie, distributori; per info www.monster.it). «Le esigenze di personale del settore biomedicale in Italia – fa sapere Assobiomedica, federazione di Confindustria che rappresenta le imprese fornitrici di dispositivi medici alle strutture sanitarie – si stanno specializzando sempre più. Il livello di tecnologia dei prodotti realizzati dalle 4mila aziende presenti sul territorio nazionale impone di dotarsi di figure come ingegneri biomedici, chimici, fisici, biologi. Si sta affermando l’esigenza di attrarre talenti che abbiano competenze di robotica, ingegneria genetica, nanotecnologie, genetica e biologia molecolare».

Giuseppe Catapano


La città dei talenti per Industria 4.0
«Tra stampanti 3D e realtà virtuale
formiamo i professionisti digitali»

Claudia Marin

ROMA

INDUSTRIA 4.0 non è una rivoluzione che riguarda solo le imprese: a fare i conti con nuove competenze, nuove professionalità e nuove metodologie sono anche i lavoratori. Per Carlo Scatturin, vice-presidente e direttore generale di Quanta, nelle dinamiche che stanno trasformando il rapporto tra domanda e offerta di lavoro si aprono inedite occasioni per creare nuova occupazione, più qualificata. Priorità, quindi, alla formazione, chiamata a modellare le professionalità del mercato del lavoro.

Industria 4.0, intelligenza artificiale, robot in azienda. Come cambia il rapporto tra domanda e offerta di lavoro?

«L’impatto della trasformazione digitale ha avuto effetti diretti anche sull’occupazione. Le tanto temute macchine non hanno sottratto posti di lavoro, come profetizzato da molti, ma hanno creato nuova occupazione. Un dato su tutti: oltre 175mila annunci di lavoro presenti sui portali web, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016, evidenziano una crescita media annua del 26% della domanda di professioni ICT. Un’esigenza dettata dalla necessità di potenziare e rinnovare le competenze legate all’innovazione di prodotti, processi e strategie, in chiave digitale».

Quali sono le nuove figure professionali di cui hanno bisogno le aziende?

«Sono figure spesso difficili da reperire sul mercato, soprattutto negli ambiti legati all’innovazione e alla sicurezza. Le imprese hanno fame di business analyst, architet engineer, responsabili della sicurezza informatica, sistemisti e database administrator. Ma anche di nuove competenze legate al mondo del marketing e della comunicazione, dai responsabili del social agli storyteller. Le ultime ricerche promosse per i nostri clienti vanno in questa direzione, dai sales digital&- new media ai service engineer».

Come si formano questi profili?

«È chiaro che nel nuovo contesto la formazione assume un ruolo prioritario. Il gruppo Quanta investe su questa direttrice da tempo e proprio per rispondere alle nuove esigenze del mercato abbiamo realizzato Quanta ICity – La città dei talenti. È qui, in un vero e proprio Fab Lab, che formiamo le nuove professioni per il digitale. I corsi sono promossi in collaborazione con importanti realtà del settore Ict, ingegneristico e della formazione. Abbiamo dotato i nostri corsisti della possibilità di utilizzare stampanti 3D e strumenti per il virtual training».

Un’offerta per i più giovani?

«Non solo. Quanta ICity, così come tutti i percorsi formativi promossi dalla nostra agenzia, sono aperti a tutti i lavoratori. Che si tratti di persone che hanno perso il lavoro o in carca di una nuova sfida professionale, la formazione rappresenta la leva strategica per essere sempre aggiornati e in linea con le competenze richieste dal mercato».

La formazione traina anche l’integrazione?

«Certo, proprio partendo da questa consapevolezza abbiamo dato vita ad Anabasi. Si tratta di un progetto, insignito del Welcome – Working for refugee integration, prestigioso riconoscimento assegnato dall’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) finalizzato a favorire l’inserimento professionale dei rifugiati. È un’iniziativa rivolta a migranti richiedenti asilo politico che, grazie alla realizzazione di appositi percorsi di politiche attive, integrati a corsi di formazione professionale qualificante e certificata, ne favorisce l’inserimento in società. Il progetto, nello specifico, si propone di soddisfare il fabbisogno di professionalità difficili da reperire sul territorio italiano, in particolare nel settore della cantieristica navale».

 

SOCIAL NETWORK

Linkedin accende i riflettori sul candidato giusto
‘Spolights’, tre categorie per aiutare i recruiter aziendal

MILANO

LINKEDIN, uno dei principali canali online per trovare lavoro – che accoglie 227 milioni di utenti attivi –, ha aggiornato il servizio Recruiter tramite la nuova funzionalità Spotlights («fascio di luce»). Uno strumento che nasce con il preciso intento di migliorare il filtro di ricerche per capire quale sia il miglior candidato in base ad una precisa tipologia di lavoro. L’intelligenza artificiale collabora così con gli Human Resources per restringere, accorciare i tempi e facilitare le modalità di ricerca, trovando così il profilo del candidato potenzialmente più adatto. Linkedin è uno dei social network più grandi al mondo e abbraccia un bacino di utenza tale da richiedere un filtro di selezione, senza il quale l’incontro tra recruiter e candidato sarebbe più lento. Spotlights facilita il servizio suddividendo i candidati in tre gruppi. Il primo, ‘Open Candidates’. Qui, tutti i candidati sono «aperti a nuove opportunità», ossia hanno condiviso i loro interessi di carriera. Stando alle statistiche di Linkedin, gli utenti che hanno attivato l’opzione Open Candidates hanno fino al doppio di probabilità di ricevere nuove offerte. Poi c’è il secondo gruppo, ‘Past Applicants’ che identifica i talenti che hanno avviato, ma potrebbero non avere completato, una domanda di lavoro. Il terzo gruppo è quello dei ‘Talent brand’, che comprende quelli con maggiore possibilità di risposta: si prendono in considerazione le interazioni del candidato su LinkedIn tramite le career page, i post o gli aggiornamenti delle aziende e si filtrano quelli con la maggiore probabilità di rispondere ai messaggi InMail. Tale procedimento accorcia notevolmente i tempi.

 

 

Di | 2018-05-22T13:39:00+00:00 22/05/2018|Lavoro|