OBIETTIVO LAVORO

EDITORIA SCOLASTICA
Txt Group recluta 200 addetti

OCCHIOBELLO (Rovigo)

DUECENTO posizioni stagionali destinate ai residenti di Rovigo, Ferrara e zone limitrofe. Le ha aperte Txt Group, l’azienda di Occhiobello (Rovigo) che da oltre vent’anni distribuisce testi scolastici – tanto da essere realtà di riferimento sia per la grande distribuzione che per il canale retail nel segmento educational – e offre soluzioni per marketing e formazione a scuole e aziende. Dagli addetti all’help desk telefonico ai magazzinieri, passando per operai generici, sviluppatori e autisti, sono diversi i profili ricercati da Txt Group. L’azienda si è avvalsa della consulenza della società di selezione del personale bolognese Open source management: insieme è stato sviluppato un innovativo metodo di selezione che permette, attraverso un test attitudinale di circa 240 domande, di fotografare le attitudini personali e professionali di ogni singolo candidato.

«CERCHIAMO di offrire un lavoro, anche se per un periodo di tempo limitato alla stagione estiva, alle persone del territorio ferrarese e rodigino in un periodo in cui molte aziende fanno fatica ad assumere» l’analisi di Mauro Padovani, presidente di Txt Group.

«SIAMO A CACCIA dei migliori profili per professioni che non sono meno importanti di altre – aggiunge – e che, anzi, sono fondamentali per il successo di un’azienda». Per candidarsi alle offerte di lavoro occorre visitare il sito internet dell’azienda, www.txtspa.it, alla sezione ‘job’: per ogni posizione aperta è necessario compilare il questionario di selezione.


Il sito che ha rottamato il curriculum
«Candidati scelti in base alle idee
Metodo che piace alle multinazionali»

Giuseppe Catapano

MILANO

IL CURRICULUM? Oggettivo, ma anche freddo e schematico. Meglio un’idea, figurarsi se vincente: può garantire un’assunzione. È il cambiamento portato da Just Knock, la piattaforma online che avvicina domanda e offerta di lavoro in modo innovativo. L’idea al posto del curriculum. «Perché ‘parla’ davvero di una persona. Fa emergere la qualità» premette la ceo e fondatrice Marianna Poletti. Milanese, 28 anni, ha creato Just Knock nel 2015 come startup che mirava a introdurre un nuovo metodo nelle fasi di candidatura e reclutamento.

TRE ANNI DOPO, il risultato può dirsi pienamente raggiunto. Perché quello che si chiama digital blind recruiting – cioè la ricerca di personale senza conoscerne immediatamente l’identità – ha trovato terreno fertile in aziende del calibro di Enel, Ferrero, Gucci, Adidas, Unilever, Bosch, Danone, Esselunga e Decathlon. Just Knock – il cui team è costituito da tre socie e cinque dipendenti – vanta oltre cinquanta clienti, molte multinazionali ma anche startup, 15mila utenti iscritti e 50mila follower sui social. «L’intuizione – ricorda Poletti – è venuta quando, al termine del percorso universitario, mi sono trovata anche io a cercare lavoro inviando il curriculum. Mi sono resa conto che un documento di quel tipo non tiene conto di motivazioni, attitudini o soft skills, è standard e poco rappresentativo. E così l’obiettivo è diventato trovare un altro modo per mettere in contatto giovani motivati e aziende». Per le quali la gestione delle candidature richiede una rilevante mole di lavoro. «Una multinazionale in Italia riceve in media 200mila curriculum all’anno e 300 per una singola posizione aperta. Un primo screening – spiega Poletti – avviene su base algoritmica, con determinati parametri impostati: succede che molti candidati, magari di talento, vengano scartati in automatico. Noi utilizziamo il digitale per riportare il focus sul lato umano, il processo di selezione prevede che un’azienda all’inizio valuti solo il progetto senza conoscere l’identità del candidato. Questo aiuta a eliminare ogni forma di pregiudizio, facendo emergere davvero il talento».

FUNZIONA COSÌ: un utente può candidarsi per un’azienda inviandole un’idea sulla base di determinate linee guida, oppure può farlo per le singole posizioni risolvendo un business case; a quel punto chi vuole proporsi invia un progetto attraverso il sito (Just Knock valuta che i contenuti siamo in linea con le richieste), in una prima fase il reclutatore valuta le idee, solo in seguito – se interessato – dà uno sguardo ai profili, incontra i candidati e sceglie. «È successo – racconta la ceo – che qualcuno sia stato assunto tramite Just Knock dopo non essere stato preso in considerazione inviando il curriculum in forma tradizionale. E noi abbassiamo dell’80% il numero di candidature ricevute da un’azienda, perché valorizziamo il fattore motivazionale».

I PROGETTI di sviluppo per il futuro sono ambiziosi. «Tra un mese ci sarà la nuova release del sito internet, poi è prevista una campagna di crowdfunding a fine giugno, in modo da provare a muovere i primi passi all’estero. Questo renderebbe possibile scambi tra i vari Paesi». Tre anni fa, quando l’avventura è cominciata, «pur avendo fiducia non mi aspettavo che Just Knock potesse ricevere un simile apprezzamento. Funziona, sono soddisfatta». Tanto che tra i clienti c’è anche Randstad, la multinazionale delle risorse umane leader del settore. Che, dovendo assumere una persona per sé, si è rivolta proprio a Just Knock.

 

TAG INNOVATION SCHOOL

Il ruolo dei professionisti specializzati in risorse umane
«Saranno i protagonisti della rivoluzione digitale»

MILANO

PUÒ SEMBRARE un paradosso, ma non è così: la trasformazione digitale è un’opportunità per rimettere le persone al centro delle imprese. È l’istantanea che emerge dalla prima edizione nazionale della ricerca ‘La digital transformation nella gestione delle risorse umane’ realizzata da Tag, la scuola dell’innovazione di Talent Garden, e da BearingPoint Italy in collaborazione con Talentsoft. Non solo: l’indagine, che ha visto il coinvolgimento di oltre 600 aziende italiane ed è stata presentata nei giorni scorsi a Milano, testimonia che d’ora in poi sarà sempre più importante il ruolo degli Hr, cioè dei responsabili delle risorse umane. Per il 61% degli intervistati saranno proprio questi professionisti, al fianco dei Ceo, a guidare il processo di trasformazione digitale. Saranno i leader di un cambiamento che vedrà protagoniste innanzitutto le persone. «Perché prima di essere software, applicazioni, programmi e soluzioni – spiega Alessandro Rimassa, cofondatore e ceo di Tag innovation school (nella foto)– la digitalizzazione è ridefinizione dei processi, riassetto degli equilibri, introduzione di nuove figure, evoluzione delle competenze. In questo contesto, l’evoluzione tecnologica impatta sull’amplificazione delle competenze dei professionisti delle risorse umane e, quindi, ne definisce la sempre maggior strategicità del ruolo guida del cambiamento. Tuttavia siamo ancora all’inizio della rivoluzione…». Le figure di punta che le aziende ritengono di dover inserire o stanno già inserendo sono gli analisti e gli specialisti di digital marketing e comunicazione. g.c.

Di | 2018-05-14T13:14:03+00:00 23/04/2018|Lavoro|