OBIETTIVO LAVORO

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Sogei si rinforza con 100 neolaureati

BOLOGNA

È PARTITA la selezione di 100 giovani neolaureati under 30 anni da inserire nelle aree tecniche e corporate della società Sogei. Tra i diversi profili ricercati dalla società di Information technology ci sono 32 solution engineer, 22 system engineer, 16 Ict consultant, 17 data e model analyst e 13 corporate. Il processo di selezione prevede test attitudinali e colloqui di gruppo e individuali. Le candidature dovranno essere presentate entro il 19 febbraio unicamente on line attraverso la sezione ‘Lavora con noi’ del sito aziendale www.sogei.it SU INDIRIZZO del ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista unico della società, Sogei svolge ogni attività di gestione e sviluppo del sistema informativo della fiscalità e del sistema informativo dell’economia e, in collaborazione con altre amministrazioni pubbliche, partecipa a progetti It ad alto contenuto tecnologico a livello nazionale. Per quanto riguarda le candidature, dopo aver compilato le pagine dedicate all’invio della candidatura, è previsto obbligatoriamente il caricamento del curriculum vitae (doc/pdf); tale operazione è necessaria per la registrazione di tutti i dati inseriti e, se non eseguita correttamente, determina la perdita delle informazioni. Non saranno presi in considerazione i file che presentano testi in formato immagine


Industria 4.0, la rivoluzione è nel vivo
«Le grandi occasioni sono nel digitale
Sbagliato rifiutare un posto all’estero»

Giuseppe Catapano

MILANO

«INDUSTRIA 4.0 è un’opportunità da cogliere. Però ci si deve adeguare, perché sta portando alla nascita di nuove professioni e alla fine di altre». Vincenzo Trabacca è managing director di Antal Italy, società leader in ricerca e selezione del personale di livello impiegatizio e manageriale.

A che punto è la rivoluzione digitale?

«È cominciata e sta già producendo i suoi effetti, anche se è in una fase iniziale. La digitalizzazione ha un impatto forte sul mercato del lavoro, perché sta portando alla nascita di nuovi profili facendone sparire altri. Sono sempre più richiesti specialisti dell’Iot, l’internet delle cose, oppure della It security e sviluppatori. Qualche anno fa era difficile persino immaginare che potessero esserci queste opportunità. Come oggi è difficile immaginare quali potranno essere i nuovi sbocchi tra dieci anni».

Come ci si adatta?

«Con il desiderio di rimettersi in gioco e con la formazione continua. I candidati non devono essere spaventati da questi cambiamenti. Molti si domandano se, con Industria 4.0, ci sarà bisogno dell’uomo…».

Risposta?

«Certo che sì! La rivoluzione digitale è un’occasione, proprio perché genera nuove professionalità».

Il livello di specializzazione è ancora inadeguato?

«Le università stanno proponendo nuovi corsi di laurea proprio perché non c’è una formazione accademica per profili nati da poco».

E che quindi sono difficili da trovare.

«È così. E consideriamo che più una professionalità è rara, più viene riconosciuta con una retribuzione alta. Le società di recruiting anticipano i tempi: ci troviamo quindi di fronte a richieste di profili che le aziende fanno fatica a trovare…».

Un consiglio ai giovani: specializzarsi il più possibile?

«Le imprese chiedono competenze sempre più trasversali. Da un lato serve una specializzazione sempre più marcata, dall’altro una visione d’insieme. Il consiglio è scegliere le università ‘giuste’ e cominciare a lavorare al più presto per creare un know how rivendibile alle aziende».

Si dice che i giovani non si accontentino e che abbiano una scarsa propensione alla gavetta.

«Qualcuno effettivamente ha questa tendenza. Negli anni Novanta la laurea era già ottimo punto di partenza, oggi bisogna aggiungere esperienze extrascolastiche per essere appetibili. E bisogna valutare l’estero non come via di fuga, ma come occasione per crescere. I giovani non abbiano timore a lasciare l’Italia, magari per tornare più preparati».

La crisi economica ha cambiato il vostro modo di fare e quello di chi si propone?

«Prima eravamo impegnati solo nel mondo del cambio lavoro, oggi viene valutato anche chi parte da una condizione di non occupazione. Noi siamo più flessibili, ma lo sono anche i candidati e le stesse aziende: quando presentiamo short list e non si trova il 100% delle competenze richieste, le imprese sono pronte comunque a fare una scelta. Si accontentano del 70-80% e colmano il gap con la formazione».

Quali sono i settori in cui c’è più fermento?

«Si cercano profili tecnici della produzione manifatturiera, ma anche analisti, sviluppatori. E sempre più medici, non solo per attività ospedaliera, ma anche per aziende farmaceutiche. C’è molta richiesta in tal senso».

Lei guarda i social quando deve scegliere un candidato?

«I social professionali come Linkedin sono un bacino dal quale attingiamo. Lì bisogna esserci».

E i vari Facebook e Twitter?

«Ammettiamolo: chi si occupa di risorse umane spesso va a dare un’occhiata al profilo social di una persona. E magari, se nota qualcosa di strano, cambia scelta…».

INDAGINE DI MODIS E JOB PRICING

Un impiego nella cyber security garantisce uno stipendio alto
E per diventare dirigenti o quadri serve una laurea

BOLOGNA

«LA LAUREA non determina differenze retributive rilevanti, ma impatta in maniera significativa sulla carriera lavorativa: conseguire una laurea quinquennale o un master aumenta la probabilità di diventare dirigenti o quadri». Il dato emerge dalla ‘Guida alle retribuzioni dei professionisti nell’ambito Ict’ (Ict è l’acronimo di Information and Communication Technologies) realizzata da Modis, società di The Adecco Group che offre servizi di ricerca e selezione di profili specializzati nel settore dell’Information and communication technology, in collaborazione con Job Pricing. Sono stati analizzati 300mila casi tra lavoratori subordinati del settore privato e aziende in Italia. Dall’analisi è emerso che, tra le competenze analizzate, quella che determina un salario maggiore è quella relativa alla cyber security. Influiscono sull’aumento della retribuzione la grandezza dell’azienda e la seniority ovvero gli anni di esperienza nel ruolo. Si raggiunge con la competenza cyber security una retribuzione più alta del 48,2% tra piccola e grande azienda. L’esperienza e l’età pesano maggiormente sugli stipendi degli impiegati: un impiegato con più di 5 anni di esperienza arriva a percepire il 65,5% in più rispetto a un collega con meno di 2 anni – 15,2% se si tratta di quadri, 28,8% se si tratta di dirigenti –, mentre un impiegato ultra sessantacinquenne arriva a percepire il 48,6% in più in busta paga rispetto a un collega tra i 25 e i 34 anni (21,2 % tra i quadri, 32,6% per i dirigenti). Le differenze di genere riguardano anche i profili Ict e la differenza più significativa riguarda i dirigenti: gli uomini arrivano a guadagnare il 13,4% in più delle donne (foto di repertorio).

Benedetta Andreoli

 

Di |2018-10-02T09:24:49+00:0012/02/2018|Lavoro|