OBIETTIVO LAVORO

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Berner assume agenti di commercio

Il gruppo cerca venditori a Ferrara, Ancona e Ascoli

BOLOGNA

OPPORTUNITÀ per professionisti della vendita-agenti di commercio in Emilia Romagna a Ferrara e nelle Marche, ad Ancona e Ascoli Piceno. Le offre l’azienda Berner che opera nei settori autotrazione, artigianato e industria, proponendo «materiali di consumo, utensili, accessori e servizi per le loro attività». Albert Berner ha trasformato la sua impresa individuale creata nel 1957 in una società di distribuzione multicanale tra le più importanti in Europa. Oggi il gruppo è composto da 60 aziende in 25 nazioni, distribuite in Europa e in Estremo Oriente, con circa 9.000 dipendenti e con un fatturato che supera il miliardo di euro. Sono oltre 800 i collaboratori in Italia. Ai candidati si chiedono conoscenza del pacchetto Office, ambiente Windows e strumenti digitali (tablet), preferibile diploma tecnico-commerciale, curiosità e motivazione all’apprendimento, competenza commerciale e imprenditoriale. L’azienda propone «rimborso spese, provvigioni fisse e variabili legate al raggiungimento di obiettivi quantitativi e qualitativi della vendita, strumenti informatici per ottimizzare l’attività in zona, affiancamento costante del proprio responsabile per il raggiungimento degli obiettivi, formazione continua e possibilità di crescita professionale in base ad attitudini e potenzialità, attività di supporto per favorire le fasi della vendita». Gli interessati possono candidarsi sul sito www.monster.it.


L’oroscopo delle ricerche per il 2018
«Caccia ai profili commerciali
I giovani siano più umili e flessibili»

Monica Pieraccini

SIAMO alle porte di un nuovo anno. I dati sull’occupazione migliorano e da recenti ricerche saranno soprattutto le nuove professioni digitali ad essere richieste dalle aziende. È davvero così? Lo abbiamo chiesto a Vito Gioia, cacciatore di teste con oltre trent’anni di esperienza nella ricerca diretta e selezione di amministratori delegati, direttori generali e direttori di funzione per aziende italiane e multinazionali.

I profili più ricercati nel 2018?

«Saranno i commerciali. Non è una novità ed è un trend che non cambierà mai. Anche il prossimo anno saranno i più ambiti e i più pagati. Al secondo posto le nuove attività professionali legate al mondo del digitale. Tutti i giovani millennials che sanno fare cose innovative con il digital avranno tante opportunità di lavoro. Durante i colloqui, di solito, faccio questa battuta al candidato: se tua madre o tua nonna non capiscono il lavoro che stai facendo significa che sei sulla strada giusta. Se invece lo capiscono subito, stai diventando obsoleto».

Lei è autore di un libro dal titolo ‘È facile trovare un lavoro se hai voglia di lavorare’. È un concetto ancora valido?

«Il titolo voleva essere una provocazione. Però è certo che non è impossibile trovare ‘un’ lavoro. Non esattamente quello che abbiamo in mente, sotto casa, ben pagato, facile. Ma ‘un’ lavoro c’è per tutti. Bisogna accontentarsi ed essere disponibili ad accettare di dover fare dei sacrifici, magari di trasferirsi. Esattamente come si faceva una volta. In questo non c’è niente di nuovo».

I candidati di oggi sono pretenziosi?

«Alcuni hanno pretese eccessive rispetto alla realtà, altri sono poco disponibili, altri ancora sono, dal loro punto di vista, troppo preparati per accettare lavori più umili. Invece è importante lavorare, qualunque lavoro, basta sia onesto. Tanti giovani arrivano a una certa età senza aver fatto neanche un’esperienza lavorativa. Io invece consiglio sempre di sbrigarsi a finire gli studi, magari rinunciando ai 30 e lode, perché prima i giovani si sporcano le mani, prima capiranno come funziona il mondo del lavoro».

Cosa consiglia invece a chi non è un giovane, ma magari un dirigente che ha perso il lavoro?

«Di reinventarselo, un lavoro, anche andando a fare qualcosa di completamente diverso dall’occupazione precedente. Negli Stati Uniti ci sono esempi di grandi manager che poi si sono riposizionati facendo i postini. È solo una questione di elasticità mentale».

Prendendo a prestito il titolo di un’altra sua pubblicazione, come farsi cacciare dai cacciatori di teste?

«È il cacciatore di teste che deve scovare la preda. Quest’ultima, però, non deve nascondersi. Se chi cerca lavoro si rende visibile, è più facile che venga contattato. Quindi, usare i social, Linkedin in particolare. Ma usarli con attenzione, nel modo più professionale possibile. Perché oggi i selezionatori vanno a guardare come una persona si presenta. E se pubblica solo fesserie, come i piatti che ha mangiato, o se si fa vedere in costume, viene scartato, anche se ha un ottimo curriculum. È inoltre opportuno dosare gli interventi sui social, commentando solo argomenti pertinenti alla nostra professione».

La rivoluzione industriale 4.0 cambierà o toglierà il lavoro?

«L’impatto a breve termine potrebbe essere negativo, ma nel lungo periodo le nuove automazioni faciliteranno il lavoro dell’uomo, che si troverà di fronte a mansioni sempre più specializzate. Tutti noi dobbiamo rientrare nell’ordine di idee che il lavoro che facciamo oggi, tra 5, 10 o 15 anni non ci sarà più. E dovremo adeguarci. Il mercato del lavoro ci considera articoli di un negozio. Alcuni si vendono bene, altri restano nel magazzino. Dobbiamo essere molto attenti a quello che chiede il mercato per diventare articoli interessanti, consapevoli che la nostra maggiore ricchezza sono i valori umanistici, gli unici che salvano, permettono di agire e trovare soluzioni. Detto in una frase: tanto più sei filosofo, tanto più te la cavi».


IL RICONOSCIMENTO «Aiuta laureati e studenti a inserirsi»
Umana premiata dall’Università di Padova

MILANO

L’AGENZIA per il lavoro Umana (nella foto la presidente Maria Raffaella Caprioglio) è stata premiata dall’Università di Padova come ‘Miglior recruiter on campus’ con il ‘Best talent hunter 2017’. Per il secondo anno consecutivo l’Ateneo ha assegnato il riconoscimento a Umana perché «è stata l’unica agenzia per il lavoro fra le aziende premiate nell’edizione 2017, in ragione della particolare attività svolta per la promozione di azioni e strategie di inserimento lavorativo verso i giovani, gli studenti e i neolaureati dell’Ateneo padovano». La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi a Padova: hanno partecipato oltre 50 aziende. La collaborazione fra Umana, agenzia per il lavoro che conta 130 filiali operative nel territorio nazionale e occupa oltre 23mila persone ogni giorno, e l’università padovana risale al 1998. Solo l’anno scorso, grazie a questa collaborazione, Umana ha incontrato oltre 1.200 studenti: dal 1998 è interlocutore riconosciuto a livello nazionale dalla Scuola, dall’Università e, dal 2010, dagli Istituti di formazione tecnica superiore come soggetto attivo nella promozione del dialogo scuola-impresa.

Di | 2018-05-14T13:14:18+00:00 19/12/2017|Lavoro|