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La carica dei 300 animatori turistici

SENIGALLIA (Ancona)

VI SENTITE pronti per fare un’esperienza lavorativa come animatori turistici e sportivi? Se la risposta è positiva, allora potete candidarvi subito per partecipare alla selezione di 300 animatori per l’azienda Obiettivo Tropici, in programma mercoledì dalle 10 al Centro per l’impiego di Senigallia in via Campo Boario. Oltre agli animatori sono richieste altre figure professionali per lavoro in 72 villaggi turistici tra la stagione invernale 2017–2018 in Trentino, Lombardia e Veneto (sotto una foto di repertorio di animatori) e la stagione estiva in Paesi Esteri. Si ricercano 300 profili tra animatori sportivi, istruttori fitness e yoga, responsabili settore mini e jr. club, ballerini, coreografi, tecnici suono luci, cantanti, accompagnatori sci. I candidati devono avere un’età minima 18 anni, diploma, buona conoscenza delle lingue inglese e tedesco, buona cultura, attitudine al contatto con il cliente e buona comunicativa. «Le condizioni contrattuali – rende noto il Centro per l’impiego di Senigallia – prevedono un contratto a tempo determinato con vitto e alloggio a carico dell’azienda» I candidati possono partecipare alla selezione inviando entro oggi il curriculum aggiornato a info@obiettivotropici.it e per conoscenza a lucia.pianelli@regione.marche.it inserendo nell’oggetto la dicitura ‘Selezioni Senigallia 22 Novembre ‘17’. È consigliato anche portare curriculum e foto alle selezioni mercoledì a Sengallia. Per info: www.obiettivotropici.com


Cespim guida la nuova frontiera
«Serve una banca dati europea
per scegliere le persone giuste»

Giuseppe Catapano

MODENA

UN FILO diretto tra Italia e Germania – e in particolare tra Emilia Romagna e i lander dell’Assia – in un mondo globalizzato che ha cambiato anche il modo di fare recruitment. Le ricerche di personale sono sempre più internazionali, soprattutto per i profili medio-alti. Osvaldo Gorini, fondatore e vertice dello Studio Cespim, sede a Modena, conosce bene il ‘nuovo’ mondo. Esperto di risorse umane, da oltre 35 anni nel settore, si divide tra Italia e estero. Una necessità, di questi tempi. «Per questo – dice – ci vorrebbe una banca dati delle risorse umane quantomeno di dimensione europea».

La diversa disciplina della privacy nei Paesi dell’Ue potrebbe essere un ostacolo.

«Infatti lo è, ma il cambiamento può essere portato avanti nel rispetto delle leggi sulla privacy. Bisogna adeguarsi».

Grandi aziende italiane stanno aprendo filiali all’estero: un modo per contrastare la ‘colonizzazione’ dei gruppi internazionali?

«È l’effetto della globalità del mercato: vale per gli stranieri che vengono in Italia così come per le nostre aziende che guardano oltreconfine. E sono tante, soprattutto nel comparto delle macchine automatiche, fiore all’occhiello dell’Emilia Romagna».

Quali gli effetti nella ricerca del personale?

«Una grande impresa, quando approda all’estero, in linea teorica ha due possibilità: affidarsi a persone del posto oppure scegliere un italiano. Ma c’è una terza via: optare per un italiano che già vive e lavora nel territorio di riferimento. La presenza di realtà italiane in Germania è emblematica in tal senso: non è semplice trovare un italiano che parli tedesco e disponibile al trasferimento in Germania, come non lo è reclutare un tedesco che scelga di vivere e lavorare in Italia. Una banca dati europea sarebbe d’aiuto».

Quali sono i profili più richiesti?

«Dalla biofisica alla logistica, passando proprio per le macchine automatiche, Cespim ha attivato diverse ricerche proprio in Germania: cerchiamo specialisti di prodotto, ingegneri, dirigenti…».

Come si è evoluto il vostro lavoro?

«Servono profili, a livello europeo e mondiale, con un grado sempre maggiore di preparazione. E le decisioni vanno prese in fretta, anche con pochi elementi a disposizione: vale per noi, così come per i dirigenti delle aziende».

Per i profili medio-alti, è richiesto un grado di preparazione sempre più alto.

«Persone capaci, in grado di gestire il budget e di raggiungere gli obiettivi».

E la conoscenza delle lingue?

«Fondamentale. Non basta solo l’inglese, è importante parlare una seconda lingua: spagnolo, francese o tedesco».

La Brexit produrrà effetti nel vostro settore?

«L’Irlanda diventerà un Paese chiave, anche nel recruitment».

L’Italia è attrattiva per i dirigenti stranieri?

«Oggi sì, in particolare certe regioni: Emilia Romagna e Lombardia sono trainanti».

Cespim ha ideato il progetto ‘Back to Italy’ per agevolare il rientro in Italia dei professionisti. Come sta andando?

«Bene, il servizio funziona. Lo realizziamo attraverso l’assistenza di consulenti del lavoro, l’assistenza contrattuale in caso di definizioni, l’analisi delle opportunità professionali e un collegamento costante via Skype».

L’ISTANTANEA DI WYSER Informazione e comunicazione verso il 4.0
«Contano flessibilità e capacità di collaborare»

MILANO

DALL’automazione industriale, passando per robotica collaborativa per arrivare a sicurezza e sorveglianza. La manifattura e il mondo dei servizi alle prese con l’evoluzione al 4.0 trainano la richiesta di professionisti delle tecnologie di informazione e comunicazione ai quali, oltre a un bagaglio tecnico sempre aggiornato, si richiedono capacità di collaborazione, flessibilità e capacità di adattamento per gestire progetti trasversali in contesti mutevoli. Lo sostiene Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali e secondo cui c’è una crescita significativa della domanda ‘trasversale’ nei diversi ambiti della programmazione, delle infrastrutture, della gestione, sicurezza e analisi dati, anche da parte di società di consulenza e piccole-medie software house che operano in ambito bancario e assicurativo. «Si richiede sempre più un bilanciamento tra hard e soft skill (competenze tecniche e trasversali) ricercando il potenziale, la capacità e l’apertura mentale per gestire agilmente cambiamenti tecnologici e mutamenti di scenari», l’istantanena di Carlo Caporale, amministratore delegato Italia di Wyser.