NUOVE TECNICHE

Nobili, 73 anni di storia industriale
Ma oggi le sue macchine sono 4.0
Funzionano con app e sensori laser

Matteo Radogna
BOLOGNA

L’AGRICOLTURA del futuro passa da strumenti di alta tecnologia e da una forte automazione dei processi che, pur continuando a prevedere la presenza umana, possono favorire interventi agronomici di alta precisione per migliorare la qualità delle produzioni. Per sviluppare questo settore servono competenze e programmazione, ma anche adeguati investimenti sia da parte delle aziende che da chi acquista strumenti innovativi. È proprio in questa nuova frontiera che si innesta il lavoro della Nobili, azienda nata 73 anni fa, con sede a Molinella nel Bolognese, leader nella produzione di nebulizzatrici e irroratrici (portate e trainate), trinciasarmenti e trinciastocchi.

L’IMPRESA, guidata dal presidente Mario Rossi e dai figli Guido e Giancarlo, investe da sempre il 2 per cento del fatturato nella ricerca e innovazione. Le macchine create da questo esempio di eccellenza del ‘Made in Italy’ vengono scelte per la tecnologia e l’affidabilità, non per il prezzo, più elevato ma commisurato a quanto ogni macchina è in grado di offrire. La prossima edizione di Eima vedrà questa realtà superare ogni aspettativa: verranno lanciati 10 nuovi prodotti, che costituiranno un’anteprima mondiale di macchine destinate a lasciare il segno sul mercato. L’industria 4.0, che è già insita nell’impresa, viene così applicata anche ai nuovi prodotti della Nobili. Attualmente fra le macchine che si saranno esposte alla prossima manifestazione, c’è l’irroratrice Adaptive (già premiata a Eima 2016) con sistema di controllo in base alla densità e posizione delle piante da trattare.

ANCHE a Eima 2018 Nobili sarà protagonista: con Adaptive 2, evoluzione della 1, proporrà innovazioni quali ad esempio il sistema di rivelazione con sensori laser che è georeferenziato e crea dati su bande verticali ogni 5 centimetri realizzando un modello digitale che sta alla base del sistema. La sua azione sa riconoscere in forma tridimensionale la vegetazione e comanda l’attività di tutte le parti funzionali, gestendo la miscela aria, acqua e prodotto per il trattamento dosandone la quantità e la disposizione laddove serve. Quindi minima deriva e spreco di prodotto. Per le trince, invece, una delle novità è il sistema Nmi conncetion system, che grazie ai sensori con applicazione per i cellulari Android/ Ios è in grado di monitorare in tempo reale tutti i parametri del funzionamento.

MARIO Rossi e i figli Guido e Giancarlo sono uno dei segreti della Nobili: il padre ha tramandato valori importanti ai suoi successori, che hanno fatto crescere la forza lavoro (90 collaboratori), il fatturato (oltre 25 milioni di euro) e ottenendo risultati lusinghieri sull’export (si parla dell’80%). L’azienda di Molinella è attenta ai dipendenti: i collaboratori sono il fulcro dello sviluppo costante e progressivo che ha portato a sfornare 5mila attrezzature all’anno, tra trince, irroratori e elevatori. Non è un caso, infatti, che l’azienda di Molinella sia stata una delle prime imprese a introdurre, oltre vent’anni fa, i premi di produzione pari a una mensilità oltre a un “bonus” aggiuntivo di 100 euro per rimborso spese o benzina. L’evoluzione e lo sviluppo di tutti i vari reparti produttivi, che si arricchita di altri 2.000 metri quadrati di superficie coperta che verranno ufficialmente presentati ai clienti durante la prossima Eima (7-11 novembre), ha goduto dell’accordo di collaborazione, sottoscritta oltre trent’anni fa (1986), con la multinazionale francese Kuhn.

«DALLA Kuhn ho appreso moltissimo – dichiara Mario Rossi – in fatto organizzativo e industriale. Ogni volta che tornavo dalla Francia mi sembrava di tornare da una lezione all’Università e cercavo di applicare gli insegnamenti acquisiti. Ho così tanto riversato nella Nobili Spa i modelli dei nostri partner che, in occasione dell’ultima vista a Molinella, il presidente della Kuhn ha esclamato che gli sembrava di essere in una fabbrica del loro gruppo ».


Nuove tecniche d’irrigazione
e sicurezza in primo piano
Business da oltre 11 miliardi

Andrea Ropa
BOLOGNA

UN’ATTENZIONE particolare alla sicurezza, ma alle tecniche per l’irrigazione e a tutte le novità del settore delle macchine per l’agricoltura. A Bologna, dal 7 all’11 novembre torna Eima, la fiera punto di riferimento del settore, organizzata da FederUnacoma, l’associazione confindustriale del comparto. I numeri sono da record: circa 300mila visitatori attesi (sono stati 285mila nel 2016) da oltre 140 Paesi, 1.950 aziende espositrici e 200 in lista d’attesa, 80 delegazioni estere ufficiali da 70 Paesi e cinque continenti, 50mila modelli di macchine e attrezzature esposti.

EIMA torna a Bologna, nella sua ormai tradizionale cadenza biennale, anche per inaugurare i nuovi padiglioni della fiera, realizzati proprio pensando alle vaste necessità espositive delle aziende che producono macchine agricole. Per l’edizione 2018 FederUnacoma ha individuato quattro temi chiave: sicurezza, agricoltura 4.0, giovani e risorse idriche. La manifestazione è suddivisa in 14 settori espositivi, con 5 saloni specializzati (Green, Componenti, Energy, Mia e Idrotech), per oltre 1.100 voci merceologiche. Legata a BolognaFiere da un contratto fino al 2030, Eima sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore. I dati 2017 parlano di un valore della produzione di trattori e macchine agricole sul territorio nazionale di 7,8 miliardi di euro, più 2,5 miliardi della componentistica e 800 milioni delle macchine da giardinaggio. Un comparto da oltre 11 miliardi di fatturato, di cui il 70% sviluppato all’estero. Principali mercati di sbocco sono Francia, Germania e Usa, ma crescono le vendite verso paesi emergenti come Sud Africa, Australia e stati dell’Est Europa. Nei cinque giorni della manifestazione ci saranno anche numerose iniziative collaterali, dalle assemblee di categoria a momenti di formazione per i giovani. Un tema portante di Eima sarò la sicurezza, visto che ogni anno muoiono oltre 200 agricoltori in incidenti con le macchine agricole. A proposito di sicurezza, tra le innovazioni più interessanti c’è quella della 4e-Consulting., azienda ferrarese che ha progettato e costruito il primo trattore a motore ibrido (metà diesel e metà elettrico). Si tratta di una vera e propria rivoluzione per il mondo agricolo: «È una soluzione che dà enormi vantaggi dal punto di vista ecologico – spiega il titolare Paolo Patroncini – perché non vi sono emissioni. Inoltre consente agli agricoltori di usare il trattore anche indoor, ovvero all’interno delle stalle, delle serre o dei magazzini frigoriferi ».

IL TUTTO con un occhio particolare alla sicurezza degli operatori. «Abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione su questo aspetto – aggiunge Patroncini – realizzando un motore che non si incendia, anche utilizzando un tipo di batteria già in uso nel settore dei sottomarini». Infine l’aspetto della versatilità: oltre al mondo dell’agricoltura, questo motore può essere utilizzato anche in tanti altri campi, come quello dei carrelli elevatori.

Di |2018-11-05T13:32:54+00:0005/11/2018|Focus Agroalimentare|