L’energia pulita arriva via mare
Il terminale Olt diventa strategico
per dare gas anche alle navi

Paola Zerboni

LIVORNO

IL TERMINALE offshore di OLT è sempre più strategico per l’Italia e per la portualità toscana. Se ne parla da tempo ma a dare ulteriore impulso al ruolo di OLT Offshore Lng Toscana è stato anche il recente convegno «L’economia va in porto», tenutosi a Roma e promosso da Assocostieri e Confcommercio Imprese per l’Italia, con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il supporto di Edison, Sodeco e della stessa OLT Offshore LNG Toscana. Un incontro per fare il punto con le istituzioni nazionali e gli operatori di settore sulla riforma della portualità e le opportunità che si prefigurano per i vari soggetti della filiera. Con 480 milioni di tonnellate di merci movimentate, nel 2016 l’Italia è cresciuta del 3,8% rispetto a due anni fa, i passeggeri hanno raggiunto i 47 milioni (11 milioni solo nel settore delle crociere), con un aumento sul 2014 del 9%, mentre il valore aggiunto del cluster marittimo italiano supera i 42 miliardi di euro, pari al 3,5% dell’intera economia. In termini generali, il settore della logistica energetica costituisce un ambito rilevante dell’economia portuale. Nei porti italiani, infatti, questo settore muove oltre 180 milioni di tonnellate di vari prodotti catalogati tra le rinfuse liquide (prodotti petroliferi, olii, GNL e altri) e rappresenta di gran lunga la principale fonte di movimentazione dei nostri porti.

E SU UN tema la convergenza è stata unanime: la strategicità delle infrastrutture energetiche da realizzare all’interno dei porti italiani che rappresentano lo snodo essenziale per l’utilizzo del Gas Naturale Liquefatto – GNL. Una direttiva europea, infatti, ne promuove l’utilizzo come combustibile pulito, idoneo ad abbattere – entro il 2025 – le emissioni dei carburanti utilizzati nel trasporto marittimo. In quest’ottica la Toscana è già pronta. Il Terminale OLT è un asset strategico per l’Italia e per la portualità dell’Alto Tirreno, che potrà beneficiare della presenza nelle nostre acque di un sistema avanzato e sicuro per l’approvvigionamento di GNL, considerata la «benzina del futuro» grazie alla sua composizione; il GNL è infatti una miscela di idrocarburi costituita prevalentemente da metano con bassissimi livelli di zolfo.

LA NUOVA frontiera è il suo utilizzo per il trasporto marittimo. Il GNL può essere trasportato e stoccato all’interno dei porti dove verranno realizzate stazioni di servizio per il rifornimento delle navi. Il Terminale di Livorno, con la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua versatilità ingegneristica, è uno degli elementi decisivi di questo piano. Uno studio preliminare di fattibilità nell’ambito del progetto «Sea Terminal», realizzato in collaborazione con la Fondazione Valenciaport e con l’Autorità Portuale di Livorno, sotto la supervisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, conferma la possibilità per il Terminale di scaricare GNL su piccole metaniere con capacità di carico compresa tra i 1.000 m3 e i 7.500 m3, una lunghezza compresa tra i 60 m e i 110 m ed una rata di caricamento tra i 250 e i 900 metri cubi.