NUOVE FRONTIERE

Kickoffers, l’investimento fa gol
Nasce il fantacalcio dei listini
Il bond sale se la tua squadra vince

Andrea Bonzi

MILANO

IL TIFO come investimento. Molto più di una scommessa, a metà fra il fantacalcio e la finanza, con le somme investite che crescono o calano a seconda delle prodezze o degli errori dei propri beniamini. Non poteva esordire che in Italia – patria di santi, navigatori e commissari tecnici – Kickoffers, la prima piattaforma di trading in Europa sul campionato di calcio italiano. Come funziona? Ogni società può lanciare dei titoli, detti KickBond, obbligazioni con tasso di interesse variabile, il cui valore cambia in base al piazzamento finale o alle performance dei campioni in campo.

IN PRATICA, l’investitore acquista bond di una società di calcio che, alla scadenza massima di 5 anni, verranno rimborsati; al termine di ogni stagione si incassano le cedole scaturite dai risultati in campionato e Coppa Italia, influenzate dai gol, dagli assist e (in negativo) dalle ammonizioni e dalle espulsioni del calciatore simbolo del club. Ci sono anche dei bonus fissi, come nel caso il calciatore venga venduto a fine stagione a un prezzo superiore al suo valore iniziale (stabilito con un algoritmo basato sulle sue prestazioni). Davvero molto simile al calcolo dei punteggi al fantacalcio, con la possibilità di vendere i titoli che si possiedono e acquistarne altri in base a quanto valore stanno guadagnano o perdendo a stagione in corso. «Il risultato settimanale – spiega la società – influenzerà il prezzo dei KickBond. Si crea così una vera e propria Borsa del calcio. L’acquisto minimo sarà di 100 euro, quello massimo di 5mila». I KickBond saranno acquistati e venduti attraverso il sito www.kickoffers.com, che sarà una fonte di informazioni sul rendimento delle squadre e una guida per seguire l’intero procedimento, in modo tale da permettere di acquistare le obbligazioni anche a chi meno esperto di prodotti finanziari. Attenzione, infatti, a non scambiarlo per un gioco: si tratta di un prodotto finanziario a tutti gli effetti. I titoli saranno quotati sulla piazza di Malta e seguiranno l’andamento del mercato, l’intermediario finanziario ufficiale è Calamatta Cuschieri Investment Service Ltd, che opera nel settore dal 1972.

LA PRIMA SQUADRA partner del progetto è stata il Chievo Verona, che ha effettuato un’emissione obbligazionaria per di 3 milioni di euro. Il giocatore simbolo è il trequartista Valter Birsa. Se, per dire, il Chievo vince lo scudetto, l’obbligazione guadagna il 30%; se retrocede, si prende comunque l’1%. Ogni gol segnato da Birsa, vale lo 0,5% di rendimento; ogni assist lo 0,3%, con ammonizioni ed espulsione che, invece, lo fanno calare. Il presidente clivense Luca Campedelli, che è anche maggior azionista dell’azienda dolciaria Paluani, ci crede: «Con questa iniziativa – spiega – diamo una nuova possibilità ai tifosi per partecipare alla vita della Club, con un vantaggio economico alla squadra». L’idea è venuta a due amici, Filippo Sciorini Borrelli, che è il ceo della società, e Michele Battolla, entrambi grandi appassionati di calcio. «La filosofia del progetto è quella di creare una partnership fra società e tifosi – spiega Borrelli -, dando a questi ultimi la possibilità di partecipare alla vita della squadra». Gli obiettivi a lungo termine sono ambiziosi: «Il mondo del calcio ha bisogno di finanza, eppure non è molto propenso alla novità – osserva Battolla -. Noi crediamo che, dopo aver rotto il ghiaccio, altre squadre seguiranno l’esempio del Chievo». Il fischio di inizio è stato dato.

 

Banor Capital Bergomi, il campione in difesa del risparmio

MILANO

«SUL CAMPO come negli investimenti la partita si gioca sull’errore dell’avversario. E bisogna marcarlo stretto». Beppe Bergomi, leggendario capitano dell’Inter e campione del mondo con la Nazionale nell’82, mercoledì sarà ospite di Banor Capital al Salone del Risparmio di Milano e racconterà perché, nello sport come nella finanza, una difesa solida è fondamentale per la vittoria. «Sono sempre stato un difensore, anche con i miei risparmi: bilancio gli investimenti con in mente il futuro dei miei figli, seguendo i consigli di professionisti fidati», anticipa Bergomi. E illustra così la strategia del ‘catenaccio e contropiede’ in vista dell’appuntamento col gotha della finanza al Salone del Risparmio, metafora di quella difesa del patrimonio così importante per un value investor. I cui principi saranno illustrati da Francesco Castelli, responsabile reddito fisso di Banor Capital, società di gestione patrimoniale di diritto inglese, ma con anima italiana: «Adottiamo la filosofia di investimento del guru di Wall Street, Warren Buffett, studiamo bene i titoli su cui puntare, cerchiamo di cogliere il momento giusto per comprarli e poi teniamo la posizione, senza fretta di rivenderli». Come si affrontano i mercati oggi? «I rischi sui tassi ma anche la minaccia di una guerra commerciale tra Usa e Cina hanno già riportato le Borse in rosso nelle scorse settimane. Meglio essere prudenti. Ai nostri clienti suggeriamo di aspettare, in modo da poter approfittare della eventuale correzione», spiega Castelli che, tra i settori da preferire, guarda ai finanziari. «Anche le materie prime e i settori legati a questo ambito sono tra le opportunità. Sono andati male negli ultimi mesi e tipicamente fanno bene nella fase finale del ciclo», chiude. «Poi – chiosa Bergomi – ci sono gli investimenti per il futuro, in progetti concreti che diano opportunità ai giovani. Mio figlio, ad esempio, studia chimica, è un tennista professionista e vuole aprire un centro sportivo: è un sogno che vorrei aiutare a realizzare».

 

Di |2018-10-02T09:24:40+00:0009/04/2018|Dossier Economia & Finanza|