NON SOLO BUSINESS

Maggiori rendimenti e investimenti solidi
Banor promuove le imprese responsabili

Andrea Telara
MILANO

CONVIENE INVESTIRE nelle aziende socialmente responsabili, che prestano attenzione alla tutela dell’ambiente, al rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, alla trasparenza del business e della governance? È l’interrogativo che ha fatto da sfondo a un convegno che si è tenuto a Milano il 20 settembre scorso al Forum per la Finanza Sostenibile e che ha avuto come punto di partenza un recente studio realizzato dal Politecnico di Milano e Banor Sim, una delle maggiori società italiane di intermediazione mobiliare specializzata nella gestione di grandi patrimoni.

SI TRATTA di un report in cui è stato analizzato, nel periodo tra il 2012 e il 2017, l’andamento di 882 titoli dell’indice Stoxx Europe 600, che include le più importanti aziende quotate sulle borse europee. Lo studio di Banor Sim ha dimostrato che le imprese socialmente responsabili e con un elevato rating Esg (acronimo che identifica le tre parole inglesi Environmental, social and governance, ndr) hanno messo a segno performance migliori della media, sia in termini di risultati di bilancio sia nell’andamento sui mercati finanziari, regalando così soddisfazioni agli investitori che ne hanno acquistato i titoli. Fare business seguendo determinati principi etici, insomma, alla fine è un fattore premiante per le aziende. Illustrando i contenuti della ricerca Matteo Bonaventura, analista di Banor Sim, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del fatto che le imprese elaborino un rendiconto completo delle informazioni sulla sostenibilità del loro business. In questo modo, si può fornire agli investitori uno strumento utile per formulare meglio le proprie scelte.

«ALLA BASE della nostra ricerca ci sono i driver fondamentali di creazione di valore per le società – ha detto Bonaventura – e sono anche gli stessi fattori fondamentali che un investitore vorrebbe avere a disposizione per decidere al meglio su come allocare il proprio capitale ». Tale considerazione vale soprattutto per piccole e medie imprese (pmi), che sono la spina dorsale del sistema produttivo italiano, ma sono ancora poco presenti sul mercato borsistico e dei capitali », ha aggiunto Alessandra Franzosi di Borsa Italiana tra relatori del convegno con Giancarlo Giudici, professore della School of management del Politecnico di Milano il quale, invece, si è soffermato sui vantaggi che le imprese ricavano adottando i cosiddetti standard Esg. «Sono sempre più le società che integrano al proprio interno queste buone pratiche, nella convinzione di avere così un vantaggio competitivo di medio e lungo termine». Dello stesso parere è anche un’ altra relatrice intervenuta alla conferenza: Arianna De Leo, responsabile dell’area Filantropia Strategica di Unicef Italia che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare, all’interno dei rating Esg, alcuni fattori di carattere sociale come il rispetto dei diritti umani o dei bambini, visto che finora sono stati preponderanti gli aspetti legati alla trasparenza della governance e alla tutela dell’ambente. Proprio in tema di infanzia, l’Unicef nel 2017 ha avviato una collaborazione con Banor. Nei mesi scorsi è nata infatti con la classe Unicef del fondo Banor Sicav Euro Bond Absolute Return che devolve una parte delle commissioni di Banor a sostegno alla campagna «Lotta alla mortalità infantile».

Di |2018-09-24T12:22:49+00:0024/09/2018|Focus Sostenibilità|