Nascita di un colosso

Tramaco entra in DCS
«Big della logistica tra Adriatico e Tirreno»

Sull’asse Adriatico-Tirreno è nato un nuovo big nazionale della logistica portuale legata al trasporto dei prodotti refrigerati: è DCS-Tramaco.

VIAGGIA sull’asse AdriaticoTirreno la nascita di un nuovo big nazionale della logistica portuale legata al trasporto dei prodotto refrigerati e deperibili, in particolare ortofrutta. Si è infatti perfezionata in questi giorni l’acquisizione da parte del gruppo livornese Del Corona & Scardigli (DCS)  del 51% di Tramaco, azienda di logistica ravennate leader a livello nazionale nel settore dei trasporti marittimi refrigerati. «L’operazione – commenta Luigi Del Corona, presidente e principale azionista di DCS – rientra in una strategia di crescita e consolidamento che è quello che chiede ilmercato, dove è in atto una forte strategia di concentramento dellele imprese. Tramaco avràl’opportunità di espandersi utilizzando il network DCS che conta 49 uffici in tutto il mondo».  «Probabilmente – gli fa eco il fondatore di Tramaco, RiccardoMartini, oggi ad di DCS-Tramaco – alla fine del 2017, a parte piccole compagnie di valenza regionale, avremo 6 o 7 grandi  gruppi armatoriali, frutto di quotidiane aggregazioni ed acquisizioni, che si dividerannole rotte mondiali nel trasporto container. Nasce quindi – prosegue l’ad – l’esigenza di creare sinergie per aumentare i volumi. Poter contare su un network di uffici esteri, strutturati anche con propri magazzini di distribuzione in Paesi importanti per i traffici di ortofrutta come Usa, Canada, Brasile, Cile, Spagna, India, Cina e Australia, ci apre nuovi ed interessanti scenari».

DEL CORONA & Scardigli è oggi trale prime cinque case di spedizioni italiane. Fondata 150 anni fa, DCS conta oltre 500 dipendenti, 350 milioni di euro di fatturato, 260mila teu (la misura standard di volume nel trasporto dei container, circa 40 metri cubi, ndr) annui movimentati fra Italia e estero. Può essere considerata market leader per le spedizioni di prodotti chimici, annoverando tra la sua clientela le principali multinazionali del settore, ma è anche fortemente presente in altri importanti settori industriali come quello meccanico, ceramico, della carta e dei prodotti alimentari. Acquisendo il 51% di Tramaco entra pesantemente nel settore ‘reefer’, dei container refrigerati. L’azienda ravennate, nata 25 anni fa, registra un fatturato di 30 milioni di euro, una ventina di dipendenti e movimenta ogni anno 20 mila teu, per un totale di circa 190mila tonnellate di ortofrutta fresca. È partner primario dei produttori egiziani di ortofrutta, rispedita principalmente sui mercati di Germania, Olanda, Regno Unito e Paesi Scandinavi.

MA GLI OBBIETTIVI di DCS–Tramaco sono anche altri. Da una sempre crescente attenzione agli standard di sicurezza alimentare all’implementazione dell’assistenza doganale e documentale, anche attraverso di un’apposita piattaforma digitale, che sarà messa a disposizione della clientela tramite i più comuni sistemi operativi mobili.

Nuove frontiere In arrivo navi e camion intelligenti

POTRÀ sembrare fantascienza, ma tante indicazioni su come si svilupperanno le autostrade del mare nel Mediterraneo – e non solo, concediamolo – sono venute dall’ultima edizione del Ces di Las Vegas. Che è considerata la capitale mondiale dell’auto, ed ha improntato il recente Consumer Electronics Show proprio sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale delle auto, primo passo verso la guida autonoma o quasi. Che c’entra l’auto intelligente con le autostrade del mare? Centra, perchè i più importanti armatori del comparto ro/ro – e anche quelli dei grandi vettori car-ferry per il trasporto oceanico delle auto nuove – stanno lavorando su una generazione di traghetti a loro volta in grado di ‘colloquiare’ con i mezzi rotabili, caricandoli, scaricandoli e piazzandoli nei garage in modo sempre più autonomo. Oggi sui ro/ro tradizionali i tir e i semirimorchi imbarcano e sbarcano guidati dai propri autisti, oppure – per i rimorchi – movimentati da apposite ‘ralle’, trattori guidati da personale di bordo o di terra. Eppure anche nel campo dei tir, l’automazione della guida sta avanzando e non sono lontane generazioni di mezzi pesanti capaci di svolgere in modo pressochè autonomo, guidati dall’intelligenza dei bit di bordo, manovre relativamente semplici. Le navi che saranno in grado di colloquiare a loro volta con i mezzi da trasportare, riducendo al massimo l’intervento dell’uomo, avranno una chance in più sul piano dell’economia dei costi e anche della sicurezza.

SE N’È parlato anche la scorsa settimana a Milano, nella sede di Assolombarda, nella prima edizione della manifestazione ‘Shipping, Forwarding & Logistic meet Industry’ promossa dal Propeller International, Federazione del mare, Alsea, Assologistica e la stessa Assolombarda. Quattro workshop e cinque seminari tematici con oltre 700 esperti da tutta Europa, perchè la logisticaovvero il sistema nazionale del trasporto delle merci – si integri sempre più nel tessuto produttivo. In parole più povere: trasportare merci dev’essere non la derivata successiva al produrle, ma deve far parte del sistema concettuale della stessa produzione. Così l’industria è invitata a sviluppare la propria produzione anche in funzione di come i prodotti saranno trasportati più celermente e più economicamente. In attesa dei grandi droni – o dei dirigibili, come qualcuno ipotizza – dalle nuove navi sempre più intelligenti delle autostrade del mare di domani.

Di |2018-10-02T09:25:31+00:0008/02/2017|Focus Autostrade Mare|