MOBILITÀ SOSTENIBILE

La sfida di Fimer: colonnine superveloci
«Pieno di energia in meno di 10 minuti
Acceleriamo il futuro dell’auto elettrica»

Giuliano Molossi
VIMERCATE (Monza-Brianza)

IN GIAPPONE, è risaputo, ci sono più colonnine di ricarica elettriche che distributori di benzina. Quanto tempo ci vorrà perché sia così anche in Italia? Dieci anni? Forse anche di più, ma una cosa è certa: la strada è segnata, indietro non si torna. È un business enorme e muoversi per tempo, bruciare la concorrenza, è fondamentale. In Italia, i primi a crederci sul serio sono stati quelli della Fimer di Vimercate che, entro l’anno, installeranno 2.500 colonnine di ricarica, più del doppio di quelle attualmente presenti, 2mila delle quali per Enel X. Filippo Carzaniga, managing director e terza generazione della famiglia proprietaria (il padre Ambrogio è il presidente) ci spiega che l’azienda è pronta a produrre nuovi e potentissimi impianti di ricarica da 350 kwh capaci di ricaricare in 7-8 minuti auto come la Tesla o la nuova Porsche Tycan. Una rivoluzione, se si pensa ai tempi di ricarica delle poche colonnine attuali, che diventeranno obsolete di fronte a quelle nuove. Per sostenere il processo di crescita, Fimer prepara lo sbarco a Piazza Affari entro l’anno, la quotazione sull’Aim avverrà per aumento di capitale. Quello dell’e-mobility è il business più recente dell’azienda (60,5 milioni di fatturato, il 94% generato all’estero) che dà lavoro a 142 dipendenti.

LA FIMER nasce nel 1942 per la realizzazione di macchine saldatrici, ma da tempo il core business, grazie a una tecnologia che si è sviluppata negli ultimi 30 anni, è diventato quello della produzione di inverter per campi fotovoltaici. Nel solare la Fimer è oggi leader di mercato per installato e per portafoglio in Centramerica e in America latina e si appresta a espandersi in Nord Africa e in Africa sub sahariana. Ha filiali commerciali in mezzo mondo per seguire i clienti anche dopo l’installazione. Attualmente il 75% del fatturato arriva dagli inverter fotovoltaici che vengono realizzati «chiavi in mano», grazie a un modello di produzione totalmente integrato: tutte le fasi della lavorazione degli impianti, dalla progettazione alla schede elettroniche, vengono eseguite nel modernissimo «Energy Park» di Vimercate. La divisione principale resta oggi ancora quella del fotovoltaico, ma il prevedibile boom dei veicoli elettrici ha spinto Fimer a diversificare, aprendo il terzo capitolo della sua storia, quello dell’e-mobility.

«SIAMO ENTRATI nel mercato della mobilità elettrica nel 2017. Facciamo le cose sul serio per soddisfare tutte le esigenze – dice Filippo Carzaniga –. Crediamo che la principale richiesta sarà quella di avere tempi di ricarica sempre più rapidi. Noi abbiamo sviluppato una linea di sistemi di ricarica con diverse caratteristiche di potenza, da 22 a 350 kw». Oggi, a livello di produzione e infrastrutture, «siamo primi in Italia – continua Carzaniga –. Dapprima abbiamo lavorato per altri, quindi ci siamo dedicati a una colonnina di ricarica tutta nostra che sarà commercializzata a metà luglio e, contemporaneamente, siamo impegnati nello sviluppo delle nuove stazioni di ricarica iper fast, che saranno pronte nella seconda metà dell’anno».

Perché vi siete concentrati sulle ricariche super veloci?

«È uno step tecnologico degli ultimi 12 mesi. Fino a poco prima i due standard di ricarica erano la colonnina urbana fino a 22 kwh e la ricarica continua fino a 50 kwh. Per intenderci, la prima impiega 2 ore e mezza a ricaricare un veicolo, l’altra un’ora. Con quelle di nuova generazione che metteremo sul mercato entro fine anno basteranno meno di 10 minuti».

Com’è il mercato in Italia?

«Arretrato a dir poco, siamo fanalino di coda in Europa sia per veicoli elettrici circolanti sia per numero di colonnine di ricarica. Quello che è di buon auspicio è che, partendo per ultimi, il tasso di crescita è più elevato. Enel sta investendo in maniera massiccia, il che consente al Paese di iniziare un ciclo virtuoso di evoluzione. Il mercato della mobilità elettrica ha per prima cosa bisogno di infrastrutture: uno non compra un’auto elettrica se non ha un impianto comodo e veloce per ricaricare le batterie. Tutte le case automobilistiche lanceranno, non nei prossimi anni ma nei prossimi mesi, auto elettriche sul mercato. C’è un volano di crescita incredibile. Nel 2030 più della metà delle auto circolanti saranno elettriche».

E l’ibrido?

«La tecnologia ibrida è un passo intermedio. Ha senso solo finché non ci sarà un numero sufficiente di impianti di ricarica e finché il veicolo elettrico avrà costi piuttosto elevati e autonomia ridotta.»

Lei ha una macchina elettrica?

«La prima cosa che ho fatto quando siamo entrati sul mercato dell’e-mobility è stata quella di acquistare una macchina elettrica, per mettermi nei panni del consumatore».

E da Milano a Bologna ci va senza l’ansia di restare a piedi?

«Sì e no. Ma molto presto, grazie alle nostre nuove colonnine di ricarica, viaggerò in tutta tranquillità»

Di | 2018-07-06T09:47:52+00:00 06/07/2018|Imprese|