MAURO MICILLO

«Il futuro è innovazione e mercati esteri
Intesa cresce con la visione globale»

Alessia Gozzi
DUBAI

«QUANDO viaggio per il mondo per capire se un Paese può offrire opportunità di sviluppo e crescita, guardo sempre verso l’alto: se ci sono le gru, significa che l’economia è in espansione». Mauro Micillo, alla guida della divisione Corporate e Investment banking di Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Banca Imi, qui a Dubai ne ha trovate parecchie di gru. Nel cuore economico degli Emirati Arabi, la divisione ha uno dei suoi quattro hub principali e, dopo avere chiuso diversi deal importanti, punta ai nuovi business del futuro. Le parole d’ordine sono diversificazione e sviluppo sostenibile.

Qual è l’obiettivo di Intesa Sanpaolo negli Emirati?

«Puntiamo a diventare un solido partner per il futuro che verrà, supportando la crescita e la diversificazione dell’economia araba. Qui abbiamo trovato un’eccellente rete di servizi, infrastrutture all’avanguardia e trasparenza nelle relazioni con le istituzioni. Sviluppo sostenibile ed economia circolare sono le chiavi del nostro impegno nella regione».

Il futuro sostenibile come driver di crescita?

«Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire la transizione verso l’economia circolare: il piano d’impresa 2018-2021 ha, infatti, attivato un plafond di cinque miliardi per concedere migliori condizioni di accesso al credito alle aziende che adottano questo modello di sviluppo ».

L’espansione dell’attività corporate del Gruppo è un ulteriore passo nella sua diversificazione internazionale.

«Siamo un Gruppo internazionale senza dimenticare che restiamo una banca italiana. All’estero i ricavi del business con la clientela stanno crescendo a doppia cifra, i proventi operativi netti della Divisione Cib nei primi nove mesi del 2018 hanno raggiunto i 2,9 miliardi, pari a circa il 21% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo. Lavoriamo con la clientela locale ma aiutiamo anche le imprese italiane, grandi e piccole, ad entrare ed espandersi nei mercati ».

Come Divisione Cib, quali sono i Paesi dai quali vi aspettate le maggiori soddisfazioni?

«Tutti i nostri quattro Hub hanno ottime prospettive. Evidenzierei però due aspetti peculiari riguardanti quello di Dubai: la velocità della crescita in termini di volumi e lo scenario futuro di un’area particolarmente vivace. Da un lato, infatti, poter operare in valuta locale grazie alla filiale on-shore di Abu Dhabi ci consentirà di partecipare alle operazioni negli Emirati sia come arranger che come finanziatori. Dall’altro, siamo pronti a cogliere tutte le opportunità che presenteranno i cantieri in corso per Expo 2020, i mondiali in Qatar e la crescente economia del continente africano, dove siamo la prima banca al mondo per operazioni di structured export finance».

In questo contesto è cruciale il ruolo di Banca Imi quale ‘banca prodotto’. Nei primi nove mesi ha registrato numeri in forte crescita, quali sono gli ingredienti di questo risultato?

«La Divisione Cib e Banca Imi hanno registrato nel periodo una crescita a doppia cifra grazie al lavoro di tutte le persone che operano nelle diverse aree della divisione, a partire proprio da Banca Imi. Nonostante un trimestre estivo caratterizzato dal deciso aumento del premio al rischio, la banca d’investimento del Gruppo ha registrato un risultato netto consolidato di 602 milioni, in aumento di oltre il 40% rispetto al 30 settembre 2017».

Guardando all’Italia, vede il rischio di una riduzione del credito a famiglie e imprese a causa dello spread in salita?

«Un rendimento più elevato dei titoli di stato comprime i coefficienti patrimoniali delle banche e fa salire il costo della raccolta delle banche. Gli intermediari bancari, nel caso in cui la situazione dovesse protrarsi, potrebbero essere costretti a trasferire questo maggior costo sul credito all’economia».

L’incertezza ha frenato le quotazioni a Piazza Affari, che scenario si aspetta nel 2019?

«Mi auguro che il clima si rassereni e che il mercato torni su valori più in linea con i fondamentali. Ci sono molte aziende che intendono affacciarsi al mercato dei capitali che hanno rinviato i loro piani per via delle quotazioni depresse. Quando le condizioni lo consentiranno, Banca Imi è pronta ad accompagnare le nostre imprese in questo percorso».

Le banche italiane hanno superato bene i test Eba, le autorità mettono però in guardia per quando riguarda gli istituti più piccoli mentre si parla di nuovi interventi del fondo interbancario. Possono riaccendersi focolai di instabilità?

«Il contesto attuale si innesta in un quadro di maggior solidità di tutto il sistema bancario, in grado di affrontare anche situazioni di stress. Tuttavia, le sfide tecnologiche e i maggiori costi di compliance richiedono una crescita dimensionale. Mi aspetto, quindi, un processo di consolidamento tra le banche di minori dimensioni».

Vede rischi per la crescita del Paese? L’1,5% nel 2019 è a suo avviso un target realistico?

«Il raggiungimento dell’obiettivo governativo dipenderà dai tempi di attuazione di alcuni provvedimenti per loro natura non semplici e dal contesto globale che in questa fase vede una contrazione del commercio internazionale e una generale minor crescita per tutta l’Europa. Non deve quindi stupire che il target dell’1,5% possa essere considerato, tenuto conto di quanto detto, un po’ sfidante ».

Di |2018-11-19T11:58:12+00:0019/11/2018|Primo piano|