IL BUSINESS LUDICO

Mattel rilancia la sfida digitale
«La Barbie non tramonterà mai
Ma ora Babbo Natale usa il web»

Giuliano Molossi
MILANO

IL GIOCO non è solo divertimento. Educa e forma i bambini, dà sfogo alla loro creatività, li aiuta a crescere. La rivoluzione digitale cambia i modi del gioco, non i suoi scopi. Da oltre settant’anni Mattel, oggi presente in 40 Paesi del mondo, accompagna con i suoi prodotti il cammino dei più piccoli, li stupisce, li meraviglia, li fa sorridere. La filiale italiana della multinazionale del giocattolo ha nominato Andrea Ziella, 32 anni, head of marketing. Dopo un’analoga esperienza in Sudafrica, Ziella torna in Italia per prendere la guida dell’intera divisione marketing (brand, trade e digital).

Com’è cambiato il mercato dei giocattoli con la rivoluzione tecnologica?

«La rivoluzione tecnologica ha evoluto il mercato del giocattolo. Ha contribuito ad una maggiore interazione fra il classico toys e a quello dell’epoca moderna che è legato tantissimo ai contenuti e alla parte experience».

Lei ha lanciato la piattaforma digital della scatola dei giocattoli Mattel, che offre la possibilità a chiunque di cercare e scegliere il giocattolo su misura. Come giudica questa esperienza?

«Molto positivamente. È stato un nuovo progetto completamente italiano che ha portato un approccio diverso. Questa piattaforma è nata dopo che abbiamo scoperto che in Italia, su sette regali natalizi, solo uno rispecchiava le aspettative e i desideri del bambino: l’obiettivo è cercare il regalo perfetto. Ora si è allargata a tutte le promozioni Mattel per l’infanzia e questo ci permette di avere un database per iniziative mirate sui nostri clienti».

Quali sviluppi per il processo di digitalizzazione intrapreso da Mattel?

«È un punto chiave della nostra strategia per raggiungere il nostro target di riferimento. Realizziamo contenuti ad hoc per il mondo digital per esser sempre più consumer centric»

È cambiato il modo di scegliere un giocattolo. Ma è cambiato anche il modo di giocare? E quali sono i giocattoli intramontabili?

«Il modo di scegliere un gioco è cambiato per gli input che riceviamo. Un tempo c’era la classica lettera a Babbo Natale sotto l’albero, oggi la lettera in qualche modo c’è sempre ma viaggia sul web, o attraverso una foto condivisa con i genitori su WhatsApp o Instagram. Viviamo in una realtà digitale , piena di input che riceviamo ogni giorno da diversi device, e per questo la scelta di un gioco è influenzata da mille fattori. Il modo di giocare ovviamente si collega a questi cambiamenti. Però ci sono anche gli evergreen. Nel nostro portafoglio, ad esempio, abbiamo Barbie che farà 60 anni il prossimo anno e altri brand iconici come Hot Wheels e Fisher-Price, che hanno alle spalle anni di storia e di successi ».

Barbie è ancora il brand più forte per Mattel?

«Sì, insieme agli altri che ho citato rappresenta il core business della nostra azienda».

Nell’era digitale un negozio di giochi tradizionale ha chances di sopravvivere?

«Non solo di sopravvivere, ma di diventare sempre di più un punto di contatto dove poter vivere l’esperienza del brand a 360 gradi. Il punto vendita tradizionale deve vivere l’evoluzione digitale come un’opportunità per potersi riposizionare nel mercato e per offrire ai nostri piccoli clienti la possibilità di interagire con i giochi preferiti».

Fra tre mesi è Natale. Quanto incide il periodo natalizio sul vostro fatturato?

«Circa il 65%. Questi mesi per noi sono decisivi per raggiungere gli obiettivi di fine anno».

Lei ha fatto esperienze anche all’estero, la più recente in Sudafrica. Quali sono le aree dove Mattel cresce di più?

«Le aree in cui cresciamo a doppia cifra sono quelle dei Paesi emergenti, per non parlare della Cina dove stiamo facendo investimenti importanti anche con Alibaba, quindi a livello di e-commerce, ma anche di contenuti specifici per quelle aree. Nordamerica ed Europa sono mercati molto più competitivi, le crescite sono più contenute».

Quali obiettivi si pone per il suo incarico in Italia?

«Quello che mi sono proposto per la fine dell’anno è sicuramente quello di tornare in Italia fra le prime tre aziende del mercato, riconquistare il podio, per poi iniziare un 2019 ricco di novità».

Export Continua il Roadshow Ice: «Aiutiamo le imprese che si affacciano all’estero»

MILANO È UN FUTURO di crescita e opportunità, nonostante le incertezze, quello che attende l’export italiano nei prossimi 4 anni. Forte della profonda evoluzione realizzata negli ultimi 10 anni e dell’eccellente performance del 2017, l’export italiano ha tutto il potenziale per non arrestare la sua crescita e cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri anche in un contesto oggettivamente complesso. L’internazionalizzazione, quindi, si configura come leva strategica di crescita anche per le Pmi che, non solo da un punto di vista numerico, costituiscono l’ossatura del sistema produttivo italiano. Il Roadshow ‘Italia per le Imprese’, organizzato da Ice-Agenzia, Sace e Simest con il contributo di Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia e Alleanze delle Cooperative Italiane (con il patrocinio di del Mise e del Ministero degli Affari esteri), ha proprio l’obiettivo di accompagnare e seguire le imprese nel loro sviluppo internazionale.

DURANTE LE PRIME TAPPE – da Ragusa a Cesena, da Benevento a Genova, passando per Cremona e Prato – sono stati forniti strumenti e servizi per spingere le pmi e consentire loro di vincere la sfida dei mercati globali, realizzando nuove opportunità di sviluppo. In questo modo si punta ad aumentare il numero delle imprese che esportano stabilmente o che si affacciano per la prima volta sui mercati esteri. A primi 5 appuntamenti dell’anno hanno partecipato oltre 400 imprese, «registrando una notevole soddisfazione». Aderire a questi appuntamenti (il prossimo è a Foggia il 14 novembre) «significa poter usufruire di una serie di servizi per approcciare i mercati globali – spiegano gli organizzatori –, tra cui momenti di formazione per le aziende che ancora non si sono affacciate all’estero, informazioni complete e aggiornate sul contesto mondiale, assistenza nella ricerca di partner sull’area prescelta, per coloro che già operano fuori dai confini nazionali». I risultati sono certificati dai numeri: nel 2017, oltre il 90% delle aziende che si sono sedute ai tavoli Ice (nella foto Francesco Alfonsi, dirigente ufficio servizi alle imprese di Ice Agenzia) durante il Roadshow hanno continuato la relazione, usufruendo così dei servizi personalizzati. Per ulteriori approfondimenti: www.roadshow.ice.it/

Di |2018-10-08T14:41:56+00:0008/10/2018|Imprese|