Il rally dei metalli industriali
trainato dalla Cina
Per le nuove infrastrutture
servono ferro, rame e acciaio

Elena Comelli
MILANO

ADISPETTO dei timori per il rallentamento della crescita cinese, i prezzi dei metalli industriali continuano a correre. Materie prime come rame, nichel, alluminio, zinco, piombo e acciaio proseguono così il rally già avviato a gennaio, mettendo a segno una performance del +7,3% rispetto a un anno fa sull’indice S&P Gsci Industrial Metals, nella prospettiva di una rapida risoluzione della disputa fra Stati Uniti e Cina sui dazi. Stando a quanto riporta il Financial Times, che cita funzionari americani e cinesi, i negoziatori dei due Paesi avrebbero infatti trovato un’intesa sulla maggior parte delle questioni in sospeso, ma starebbero ancora discutendo sul modo di attuare e far rispettare l’accordo.

MYRON Brilliant, vicepresidente esecutivo per gli affari internazionali presso la Camera di commercio degli Stati Uniti, ha detto ai giornalisti che il 90% dell’accordo è già concluso e manca solo il 10%, che richiede compromessi da entrambe le parti.

NEL FRATTEMPO, anche il prezzo dei minerali ferrosi ha sfondato il tetto dei 90 dollari alla tonnellata, con un balzo del 7% in una settimana, per una crisi delle forniture dei tre principali produttori, Vale, Rio Tinto e Bhp, messi in ginocchio da incidenti ed eventi naturali, da un lato il crollo di una diga in Brasile e dall’altro il ciclone che ha sconvolto la costa occidentale dell’Australia il mese scorso. Allo stesso tempo, le nuove misure di protezione ambientale messe in atto dalla Cina minacciano la produzione domestica del gigante asiatico: nella provicia di Hebei, quest’anno chiuderanno 40 miniere.

PER TUTTE queste ragioni, il prezzo dei metalli sembra ora inarrestabile, dopo che lo scorso anno «i metalli industriali sono stati eccessivamente sottopesati, in quanto il mercato temeva le ripercussioni sulla domanda causate dall’attrito commerciale» fra Stati Uniti e Cina, ricorda Nitesh Shah, direttore della ricerca di WisdomTree. Certo, prima della firma effettiva di un accordo l’incertezza non sarà del tutto eliminata: fino ad allora «i prezzi dei metalli potrebbero oscillare intorno ai livelli attuali», prosegue il gestore. «Tuttavia, per la maggior parte dei metalli di base i fondamentali rimangono molto forti e ci aspettiamo che i prezzi continuino a salire una volta raggiunto l’accordo».

ALLE considerazioni commerciali si aggiunge il fatto che la maggior parte di questi materiali si trova attualmente in una situazione di deficit di offerta e difficilmente la situazione si invertirà in tempi brevi. «Le scorte del London Metal Exchange sembrano molto scarse di zinco, rame e nichel. Ciò indica che al deficit di offerta di questi metalli si aggiunge il prelievo dalle scorte. Invece quelle dello Shanghai Futures Exchange sono in aumento. Questo potrebbe essere il risultato di una domanda di stagione bassa, che potrebbe però cambiare», sostiene Shah.

SULLO sfondo, c’è la ripresa del boom delle infrastrutture in Cina, che era stato rallentato da una crisi del credito. Nelle ultime settimane, grazie a una politica monetaria e fiscale accomodante, il credito sta riprendendo fiato. «Storicamente, gli stimoli in Cina sono sempre stati indirizzati a progetti infrastrutturali. Se la storia si dovesse ripetere, si potrebbe registrare una forte crescita nel settore delle costruzioni ad alta intensità di materie prime», prevede Shah, aggiungendo altro vento nelle vele dei metalli industriali.

PER IL RAME, spesso visto come un fattore determinante per l’economia globale a causa della sua vasta gamma di usi nell’edilizia e nell’industria, le prospettive sono di una stagione particolarmente favorevole. Dopo aver guadagnato oltre l’8% nell’ultimo anno, arrivando a quasi 6.500 dollari la tonnellata, il rapido calo delle scorte, dovuto all’interruzione delle forniture in Cile e Perù per le proteste dei lavoratori, sta fornendo ulteriori motivi di ottimismo. Potrebbero aiutare a tirare il mercato, aumentando i margini di grandi produttori come Glencore, Freeport-McMo- Ran e Bhp.