MARCO PARINI

La bussola per investire di CheBanca!
«Bilanciare obbligazioni e azioni
E nei mercati volatili entrate con i Pac»

Achille Perego

MILANO

UNA prima parte dell’anno all’insegna del rialzo dei mercati frenato nelle ultime settimane da un mix di incognite economiche e politiche, dal ritorno della guerra dei dazi Usa Cina al voto europeo senza dimenticare il caso Italia. Uno scenario che porta a prevedere nei prossimi mesi una maggiore volatilità.

Ma qual è, alla vigilia dell’estate, il modo più corretto per gestire i propri investimenti?

«Comincerei analizzando quello che è successo nella prima parte dell’anno – esordisce Marco Parini, direttore investimenti di CheBanca! (gruppo Mediobanca) -. Un periodo che per i mercati finanziari è stato molto positivo e in perfetta controtendenza rispetto alla fine del 2018. Il catalizzatore di questa fase positiva di mercato è stato senza dubbio la politica monetaria della Fed (la banca centrale americana) che ha interrotto il percorso di rialzi del tasso di riferimento allentando il timore di restrizione delle condizioni monetarie negli Usa che aveva condizionato negativamente i mercati nella seconda metà del 2018. Il trend positivo ha riguardato non solo i mercati azionari ma anche quelli obbligazionari. A maggio si è tuttavia riaffacciata la volatilità in seguito al rallentamento dei negoziati commerciali tra Cina e Usa per i quali i mercati scontavano già un esito positivo”.

Quali sono le prospettive della seconda metà dell’anno tra incognite e opportunità?

«Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’evolversi delle negoziazioni sulle politiche protezionistiche tra le due superpotenze: il protrarsi dello scontro potrebbe incidere negativamente sulla fiducia di imprese e consumatori e portare a un rallentamento della crescita globale maggiore rispetto alle attese. Una seconda discriminate per il prosieguo del trend positivo sarà la capacità della Cina di stabilizzare la propria crescita in forza delle importanti misure espansive di politica economica e fiscale che sta mettendo in atto. La ricaduta di tale stimolo potrebbe stabilizzare l’area euro riportando la crescita al suo ritmo tendenziale”.

E per il nostro Paese?

«Per quanto riguarda l’Italia le incognite maggiori riguarderanno gli sviluppi sui temi di finanza pubblica dove la necessità di una manovra correttiva potrà causare ulteriore volatilità dello spread con ricadute negative sulla propensione ai consumi e sugli investimenti”.

Quindi?

«Nella seconda parte dell’anno ci si può attendere una maggior volatilità dei mercati finanziari ma ad oggi non ci sono segnali evidenti dell’avvio di una recessione a livello globale. Le banche centrali, in un contesto di attese di inflazione contenute, potranno inoltre adottare un atteggiamento più assecondante nei confronti dell’economia e dei mercati”.

Chi ha oggi una cifra da investire (10-20-50mila euro) come è meglio che si posizioni?

«Nell’attuale contesto è importante che la componente azionaria e obbligazionaria siano correttamente bilanciate ed allineate all’orizzonte temporale e al profilo di rischio dell’investitore. La regola aurea resta sempre quella della diversificazione sia geografica che valutaria del portafoglio”.

Molti italiani però stanno rifugiandosi nella liquidità: conti correnti, conti deposito. E’ una scelta corretta?

«La componente di liquidità deve essere funzionale alle necessità di spesa programmate o impreviste e tale da consentire di non essere costretti a dover liquidare i propri investimenti prima del termine, rischiando così di incorrere in perdite. Quello a cui abbiamo assistito a fine 2018 e inizio 2019 è la riprova che nei momenti di volatilità dei mercati la scelta migliore è “rimanere investiti”: i disinvestimenti sull’onda dell’emotività in fasi di ribasso precludono la possibilità di beneficiare prontamente delle successive fasi di ripresa”.

Il consiglio invece per chi sta pensando adesso a un nuovo investimento?

«Per chi intendesse investire, anche somme relativamente contenute, in fasi volatili di mercato la scelta migliore è procedere ad investimenti progressivi attraverso ad esempio dei piani di accumulo su strumenti di risparmio gestito, riducendo al minimo il rischio di ingresso in una fase sfavorevole di mercato e beneficiando del vantaggio di acquistare a prezzi inferiori nei momenti di ribasso».

PirA Londra corrono, in Italia sono di nuovo bloccati

MILANO

MENTRE l’Italia ha da poco definito i suoi Pir 2.0, introducendo l’obbligo di investire in venture capital (e lasciando ancora fuori il prestito tra privati consentito da aziende come BorsadelCredito.it), nel Regno Unito volano gli Innovative Finance Individual Savings Account (IFISA). Nell’ultimo anno fiscale l’investimento medio è cresciuto a 9.355 da 7.200 sterline (circa +30%).

E L’ITALIA? Nel 2017 lancia i primi Pir, l’equivalente degli ISA britannici, per offrire al pubblico indistinto un portafoglio focalizzato per un minimo del 70% su società italiane, di cui il 30% non quotate su Ftse/Mib. Finora pmi e startup, quelle che ne avrebbero dovuto beneficiare maggiormente, sono state pressoché escluse dagli investimenti. Ma ora, con il provvedimento pubblicato dalla Gazzetta ufficiale a inizio maggio, si stabilisce che i Pir costituiti a partire dal primo gennaio 2019 devono vincolare una quota pari al 3,5% dell’ammontare complessivo in quote o azioni di fondi per il venture capital o di fondi di fondi per il venture capital – si tratta di circa 700 milioni di euro su una raccolta complessiva che a oggi è di 20 miliardi. Una buona notizia per il mondo delle startup e dell’innovazione. Ma a restare escluse, ancora una volta sono le Pmi consolidate, micro e piccole. Nei giorni scorsi Massimo Doris(nella foto), ad di Banca Mediolanum, ha auspicato che «le norme siano riviste andando sempre nella direzione di favorire Pmi e non quotate».


La fatturazione elettronica
può innovare le imprese
Consigli e strategie
in un convegno a Bologna

Andrea Telara

BOLOGNA

C’È UNA RIVOLUZIONE alle porte su cui molti imprenditori italiani, soprattutto quelli piccoli e medi, sono ancora poco informati. E’ la rivoluzione della fattura elettronica che darà probabilmente una spinta all’adozione, da parte delle aziende del nostro Paese, di procedure digitali per svolgere in maniera agevole le più comuni operazioni amministrative e contabili. In Italia c’è già una legislazione ad hoc su questa materia con relativi obblighi per le aziende. Inoltre, c’è una normativa europea che impone di adottare uno standard comune in tutti i paesi dell’Ue sull’emissione delle fatture elettroniche. Mentre i confini tra le nazioni del Vecchio Continente scompaiono, le nuove regole rappresentano un’occasione storica per le imprese per fare un salto di qualità e diventare produttive. Ne è convinto Dimitri Zanella, business development manager di Able Tech, software house specializzata nella gestione elettronica dei documenti che ha creato anche la piattaforma ARXivar (dedicata a questo tipo di attività e integrabile con i sistemi di terzi). «Siamo vicini a una svolta epocale per il mondo delle aziende», dice Zanella, «è un po’ come se, per navigare su internet, tutto il Paese passasse in pochi mesi o anni dai vecchi e lenti modem 56 ka alla velocissima fibra ottica». Zanella sottolinea infatti come siano trascorsi più di 20 anni dalla Legge Bassanini, che per prima diede «dignità» giuridica ai documenti digitali. A distanza di ben quattro lustri da allora, però, c’è bisogno adesso di un’accelerazione nella migrazione delle imprese verso il digitale, se vogliamo che l’Italia recuperi quel gap di produttività che la separa da molti altri paesi europei. Su questo fronte, la fattura elettronica può essere un’opportunità da cogliere.

IN COLLABORAZIONE con EY (Ernst & Young) e gli Osservatori di Digital Innovation del Politecnico di Milano, Able Tech ha organizzato a Bologna un seminario informativo gratuito per supportarele aziende a valorizzare al massimo i cambiamenti, sia tecnologici che organizzativi, generati proprio dalla fatturazione elettronica italiana e, in un futuro prossimo, dalla fatturazione elettronica europea, oltre che dall’introduzione del cosiddetto eOrder, l’ invio degli ordini elettronici.

L’APPUNTAMENTO è per mercoledì nel capoluogo emiliano, alle 9.30 presso FICO Eataly World. Gli esperti del Politecnico di Milano partiranno da un inquadramento generale della fatturazione elettronica a livello nazionale nei primi mesi di avvio, per poi analizzare gli scenari e le opportunità che possono aprirsi per le imprese. Gli esperti di Able Tech e di EY passeranno poi ad analizzare la fase più operativa, dando suggerimenti agli imprenditori e ai manager su come ottimizzare tutti i processi aziendali in funzione delle nuove procedure elettroniche e su come estendere questo modello a tutte le aree dell’impresa, in nome di una vera a propria rivoluzione digitale nel mondo produttivo. Secondo le stime del Politecnico di Milano, i risparmi di costi che un’azienda po’ ottenere con l’adozione di una fatturazione elettronica strutturata si aggira sui 5-9 euro per ogni operazione ma sale a 25-65 euro se vi è la completa digitalizzazione di tutto il ciclo dell’ordine, dai contatti con i fornitori al pagamento. Conti alla mano, l’investimento in queste tecnologie è destinato a dare i suoi frutti.


Trading senza commissioni
L’offerta estiva di ActiveTrades
per la nuova piattaforma

Achille Perego

MILANO

SARÀ una dei protagonisti della ventunesima edizione dell’ITForum di Rimini. Una presenza che quest’anno si annuncia ancora più significativa e ricca di novità per AcitvTrades. Fondata in Svizzera nel 2001, oggi ActivTrades, con il quartier generale nella City londinese, è presente in diversi Paesi (tra cui un desk dedicato all’Italia e un ufficio nel cuore di Milano) come broker online indipendente tra i leader nel settore del trading online, con un’offerta di oltre mille CFD (Contratti per differenza) su Forex (valute), indici di Borsa, Etf, materie prime (oro, petrolio, gas naturale), opzioni e azioni.

Quale sarà la più importante novità che presenterete all’ITForum?

«ActivTrader, la nostra piattaforma di trading che abbiamo lanciato all’inizio dell’anno arriva a Rimini con un importante pacchetto di aggiornamenti e funzionalità innovative – risponde Carlo Alberto De Casa, Capo Analista & Italian Desk Manager di ActivTrades – Ad essa si affianca una promozione estiva per i trader appassionati di titoli azionari, che potranno operare su oltre mille CFD azionari senza commissioni fino al 23 settembre, esclusivamente su ActivTrader”.

Come si colloca l’idea di questa promozione?

«Abbiamo notato una crescente attenzione per il comparto azionario da parte dei clienti. Abbiamo dunque deciso di offrire loro tutta l’estate 2019 senza commissioni con l’idea di permettere ai trader di scoprire la nuova piattaforma, beneficiando di questo esclusivo vantaggio”.

Quali sono i vantaggi offerti da ActivTrader?

«Tra i vantaggi della nuova piattaforma (che è web-based, ossia non è richiesta l’installazione di alcun software per il suo utilizzo ed è anche disponibile per iOS e Android) spiccano il trailing stop progressivo su più livelli, oltre al pullback order. Si tratta di due innovative funzionalità che i nostri programmatori hanno ideato al fine di permettere ai trader di riuscire a migliorare i prezzi di entrata ed uscita sul mercato”.

A dieci mesi dagli obblighi imposti da Esma, cosa è cambiato nel mercato del trading online?

«La riduzione della leva è stata ormai ampiamente metabolizzata. I volumi ne hanno risentito, questo è certo, tuttavia le nuove condizioni hanno riportato i trader nell’alveo di un’operatività più ragionata. Nel solco degli obblighi Esma, ActivTrades può affermare di essere stata lungimirante, essendo il primo broker ad avere offerto la protezione dal saldo negativo già nel 2013, assieme con un ampio range di servizi per la tutela dei clienti, come l’assicurazione con i Lloyd’s di Londra e la certificazione ISO 27001”.

Quali sono i trend nell’attività di trading dei vostri clienti?

«I nostri trader sono sempre molto attivi sul mercato del Forex, dove a farla da padrone è il cambio euro/dollaro. Seguono poi gli indici di Borsa mentre fra le materie prime oro e petrolio fanno la parte del leone”.

E i punti di forza dell’offerta?

«La sicurezza che offriamo ai capitali dei nostri trader, la vasta gamma di strumenti finanziari sui quali fare trading, un’esecuzione degli ordini veloce e precisa, fra le migliori disponibili sul mercato. Ma soprattutto, un eccezionale servizio di assistenza al cliente, disponibile 24 ore al giorno in 14 lingue, dalla domenica sera al venerdì sera».

Di |2019-06-11T11:28:32+00:0011/06/2019|Dossier Economia & Finanza|