MARCO BERNARDI

Mille euro per ogni figlio che nasce
Rimborsi per i mutui e spesa in azienda
Benvenuti a Illumia, capitale del welfare

Antonio Del Prete
BOLOGNA

meclizine hcl buy UN PREMIO per ogni bimbo che nasce, contributi per viaggi e cultura e una serie di altri servizi. «Perché i collaboratori si devono sentire supportati dall’azienda». L’azienda è l’operatore elettrico Illumia: sede a Bologna, nel 2017 vanta ricavi per circa un miliardo di euro, il doppio di contratti acquisiti del 2016 ed EBITDA in crescita del 13%. «Non siamo un’azienda del Mulino Bianco, come tutti abbiamo i nostri problemi », sottolinea il presidente Marco Bernardi. Ma è difficile credergli.

Bernardi, quanto investite nel welfare aziendale?

«È una realtà che abbiamo inaugurato quest’anno investendo quasi 500mila euro. I nostri collaboratori hanno il 3% all’anno della ral (la retribuzione annua lorda, ndr) in più da spendere per godere di vari servizi». Ci faccia qualche esempio. «C’è la possibilità di ottenere rimborsi per le spese di istruzione, per i mutui e i prestiti, borse e servizi di assistenza, voucher, contributi per i viaggi e in generale per il tempo libero. Inoltre, ci si può far recapitare la spesa in azienda, si può usufruire del servizio lavanderia e del bike sharing elettrico gratuito. E c’è un premio di ulteriori 1.000 euro per ogni bimbo nato».

Così ribaltate il luogo comune secondo il quale la maternità sarebbe un problema per le aziende.

«Il nostro è un family business nato in un ufficio di due metri per due. Io ho quattro figli. Per noi la maternità è un valore aggiunto, non un elemento di criticità».

Di che tipo di ritorno beneficia l’azienda?

«Si crea un ambiente in cui il lavoratore non ha paura di sbagliare, si sente protetto. Matura un sentimento di appartenenza, è motivato e quindi partecipa in prima persona al processo di innovazione. Insomma, anche il welfare contribuisce alla formazione di una cultura aziendale».

I dipendenti sono soddisfatti?

«Assolutamente sì, ci chiedono di incrementare i servizi».

Come dimostra l’età media dei dipendenti, 33 anni, credete molto nei giovani.

«I giovani hanno entusiasmo, apertura mentale. E possono colmare il gap di esperienza con la motivazione».

Che cosa significa per voi innovare?

«Imparare dalla realtà. La prima innovazione è culturale. Le faccio un esempio: noi abbiamo capito prima degli altri che sul mercato il prezzo non è l’unica variabile. Così abbiamo materializzato il servizio, abbinando alla vendita di energia e gas prodotti che consentono di risparmiare sui consumi, come le lampadine a led».

Si parla tanto di industria 4.0. Quali sono le opportunità da cogliere?

«Scherzando tra noi, diciamo che avremmo voluto partecipare alla seconda rivoluzione industriale, quella dell’elettricità. Ad ogni modo, consideriamo la digitalizzazione una sollecitazione continua che viene innanzitutto dall’interno dell’azienda. La vediamo come un’opportunità culturale, poiché il digitale può portare vantaggi a un mercato ancora molto tradizionale come quello dell’energia».

I numeri del 2017 confermano la crescita di Illumia. Com’è cominciato il 2018?

«In continuità con il 2017, periodo nel quale abbiamo migliorato tutti i parametri. Il 2018 non è un anno facile, perché permangono criticità come le incertezze che riguardano il futuro della liberalizzazione del mercato e la composizione della nuova Autorità dell’energia, o la crescita dei prezzi all’ingrosso dovuta alla situazione geopolitica. Ad ogni modo, abbiamo le idee chiare e vogliamo crescere per vie esterne, ma non solo: puntiamo sui canali diretti e sulla collaborazione con punti vendita che offrono prodotti e servizi ad ampio raggio».

Dopo l’acquisizione di un ramo d’azienda di Electra state pensando ad operazioni analoghe?

«Sì, è una conseguenza strategica della situazione di incertezza del mercato. Per seguire gli obiettivi di piano è necessario crescere anche per vie esterne. Stiamo vagliando diversi dossier, speriamo di chiudere un’altra operazione entro la fine dell’anno».

Qual è il vostro target?

«Valutiamo le operazioni che ci possano portare più clienti e più capacità di mercato nei segmenti nei quali siamo poco presenti o non lo siamo per nulla».

Insomma, da startup Illumia è diventata un punto riferimento del mercato: come avete fatto?

«Restando startup nello spirito. Cioè mantenendo una certa flessibilità rispetto alle sollecitazioni del mercato: negli ultimi 10 anni abbiamo sbagliato molto e in fretta, e ogni volta abbiamo ricominciato. Questo approccio ci dà un vantaggio competitivo rispetto alla lentezza dei colossi».

Di |2018-07-09T13:09:50+00:0009/07/2018|Imprese|