L’UNIONE FA LA FORZA

Società elettriche sempre più green
«Diamo energia al nostro Paese
La strategia? Mobilità pulita»

ROMA

«YOUR FUTURE is whatever you make it. So make it a good one» diceva il Doc Brown di Ritorno al Futuro. Una frase che ben s’addice al nostro momento storico, in cui il settore energetico, come altri, si sta riposizionando, puntando su efficienza, mobilità sostenibile, reti intelligenti, condivisione dei dati e fonti rinnovabili. In questa fase appare emblematico il ruolo di Elettricità futura, associazione di categoria nata un anno fa dall’unione di due mondi diversi, quello della produzione di energia elettrica convenzionale e quello delle fonti rinnovabili. «L’obiettivo – esordisce Simone Mori, presidente di Elettricità futura – è ripensare l’intera filiera del settore elettrico in un’ottica di collaborazione e potenziamento del nostro Paese».

La transizione energetica e il raggiungimento dei target di decarbonizzazione sono delle sfide che il nostro Paese ha già intrapreso. Qual è il contributo del settore elettrico in questo processo?

«Il settore elettrico ha un ruolo decisivo nel processo di decarbonizzazione a livello globale, non solo in Italia. Gli obiettivi che ci ha dato l’Unione europea sono sfidanti ma fattibili: dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020 e del 40% entro il 2030. Un percorso che ha dato dei riscontri positivi, se si pensa che, dal 1990 al 2015, le emissioni di anidride carbonica nel settore energetico italiano sono già state tagliate del 26%».

Quali sono i settori che possono maggiormente contribuire a questo processo?

«Il settore trasporti e quello residenziale (i sistemi di riscaldamento/ raffreddamento o le cucine a induzione ad esempio) sono due settori centrali. Non può essere un processo immediato, ma è il cambio di paradigma culturale, legato ad aspetti quali l’innovazione tecnologica. Una sfida che sta dando conferme, basti pensare al miglioramento delle fonti rinnovabili, in grado di competere con le più efficienti tecnologie alimentate da fonti fossili».

Quali altre variabili tecnologiche accompagnano questa evoluzione?

«I sistemi di storage e la digitalizzazione sono due elementi che giocano un ruolo cruciale. L’abbassamento del costo delle batterie è un trend fondamentale per la transizione energetica, in quanto queste ultime continuano a raddoppiare le prestazioni ogni due anni dimezzandone i costi. La Commissione Europea ha promosso un’alleanza per le batterie che ha l’obiettivo di rilanciare l’innovazione e la filiera tecnologica in Europa. Infine capillari sono le nuove tecnologie come l’Internet of things, il cloud, i big data che permetteranno di aggregare e valutare meglio le informazioni, portando un miglioramento dei servizi e un abbassamento dei costi».

Con il decreto legislativo per la riduzione delle emissioni è partita la preparazione del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. Quali le misure da portare avanti a livello politico?

«La Strategia energetica nazionale rappresenta un ottimo punto di partenza per poter delineare iniziative concrete per il conseguimento degli obiettivi. Il consiglio europeo dei Ministri ha dato da poco l’indicazione di alzare dal 30% al 40% la riduzione delle emissioni nel settore automotive. La mobilità elettrica e l’implementazione di infrastrutture adeguate sono cruciali per un Paese come l’Italia, in cui esistono aree con condizioni drammatiche di inquinamento, specialmente per le polveri sottili. Bisogna investire in una mobilità low carbon per il miglioramento della qualità della vita, ma anche per la crescita di un comparto importante, in grado di assicurare lavoro e valorizzare l’industria italiana».

Bisognerà ripensare anche il ruolo del cittadino…

«La transizione energetica ma anche la liberalizzazione del mercato mette al centro le persone nei loro molteplici ruoli di cittadini, ma anche consumatori o lavoratori. Questo nuovo paradigma sta modificando il funzionamento delle aziende e, di conseguenza, richiede uno sforzo di adattamento nei modelli di professionalità e di relazioni industriali. Elettricità Futura sta già lavorando in questa direzione con altri stakeholder, per preparare i nostri colleghi e i ragazzi che entrano nel mondo del lavoro alle nuove competenze che la transizione offre».

Angelo Raffaele Marmo

Enel Vince il Diversity Award, riconoscimento per l’inclusione

MILANO

IL GRUPPO ENEL, da sempre impegnato nella diffusione della cultura dei valori di diversità e dell’inclusione, è stato premiato agli LC Diversity Awards 2018, nella categoria Corporate social and sustainable management. I premi targati LC Publishing Group valorizzano le aziende che favoriscono la diversità e la garanzia dei diritti, impegnandosi nel dare le stesse opportunità a tutti i dipendenti. IL

RICONOSCIMENTO è stato assegnato ad Enel in quanto «dal 2013 il gruppo conduce progetti e iniziative utili per valorizzare la diversità in tutte le sue forme e promuovere l’inclusione a livello di gruppo. Tra gli impegni presi spiccano la policy sui diritti umani e quella sulla diversity & inclusion, che si fonda sui valori di inclusione, non discriminazione, pari opportunità e uguale dignità per tutte le forme di diversità.

TRA LE DIVERSE INIZIATIVE avviate in ambito people care anche quella di favorire la genitorialità: sono stati aperti un asilo nido aziendale presso la sede di Roma e tre centri ludico-educativi per i figli dei dipendenti (due a Roma e uno a Palermo) e avviati programmi specifici a tutela della maternità ma anche della paternità. Fra le altre iniziative concrete, i parcheggi riservati alle dipendenti in attesa e l’organizzazione di conferenze, corsi e altri eventi sul tema della maternità. Enel promuove anche il bilanciamento tra vita privata e professionale: un principio in cui il gruppo crede e che mette in pratica con numerose proposte rivolte ai dipendenti, fra cui la flessibilità oraria, il part time, il telelavoro, lo smart working e la banca ore.

Di |2018-10-02T09:24:23+00:0016/07/2018|Imprese|