Il soffio di Eolo arriva nei piccoli comuni
«Connettiamo la provincia con il mondo
E il progresso viaggia sulla rete veloce»

Giuliano Molossi
MILANO

PORTA Internet ultra veloce dove gli altri non arrivano, nei piccoli comuni lontani dai grandi centri, nelle zone di campagna. La chiave del successo di Eolo, fra i primi cinque operatori italiani, principale fornitore di banda ultra larga wireless per i segmenti business e residenziale, è tutta qui. I numeri parlano di un successo crescente. Ricavi per 127 milioni (+27% rispetto all’esercizio precedente), più di un milione di persone connesse con una crescita costante di oltre 10 mila nuovi clienti al mese, presenza in 6000 comuni italiani, 470 dipendenti (età media 32 anni). In agosto Eolo è stato il miglior Internet provider, cioè il più veloce, per lo streaming di Netflix, lasciando alle spalle Vodafone, Fastweb, Telecom e Wind. Un operatore wireless che batte tutti i grandi della fibra ottica. Luca Spada, 45 anni, grande appassionato di trail running (corsa in montagna), è il fondatore, presidente e ceo di Eolo.

Dottor Spada, nella mitologia greca Eolo era il re dei venti. Oggi nel mondo delle telecomunicazioni Eolo che cosa rappresenta?

«Il re della provincia italiana. Siamo nati nel 2006 per portare la connettività veloce nei piccoli comuni italiani che sono sempre stati dimenticati. Oggi nei comuni sotto i diecimila abitanti ci siamo noi».

È sempre questa la vostra mission? Andare dove gli altri non ci sono?

«Sì, oggi grazie ad una rete di collegamenti radio che utilizzano le migliori tecnologie, siamo l’unico operatore in grado di offrire fino a 100 mega anche all’utenza residenziale nei piccoli comuni dove col cavo si arriva a malapena a 4 o 5».

I collegamenti radio cos’hanno in più di quelli via cavo?

«Il cavo va bene se è in fibra ottica e arriva fino in casa. Ma la rete in rame, soprattutto fuori dalle grandi città è ormai obsoleta, la velocità in Adsl è inversamente proporzionale alla distanza dalla centrale mentre via radio le frequenze che abbiamo acquisito in maniera esclusiva ci consentono di far passare tanti dati in modo sicuro e controllato, senza interferenze, con prestazioni veramente notevoli».

La concorrenza è molto agguerrita, cosa potete vantare più degli altri?

«Noi puntiamo sulla qualità dell’offerta».

Per chi fa il vostro mestiere qualità è sinonimo di velocità?

«Sì, ma parliamo anche di qualità dell’assistenza».

E la guerra sui prezzi?

«Non ci riguarda, sotto un certo limite non si può andare. Per un servizio basilare, essenziale per tutti i componenti di una famiglia, non si può scendere sotto i 30 euro al mese, meno del prezzo di un caffè al giorno. E poi consideri che anno dopo anno i nostri clienti consumano il 60 per cento in più perché si guardano contenuti sempre più pesanti ma il prezzo resta sempre lo stesso».

Voi siete presenti in tutta la penisola o ci sono ancora aree inesplorate?

«Al Nord siamo capillari, al Centro siamo ben presenti e dall’anno scorso copriamo anche il Sud. Siamo in tutte le regioni italiane con tremila ripetitori radio».

Quali sono gli ultimi investimenti?

«Abbiamo previsto di investire 300 milioni da qui al 2021, gran parte dei quali per sviluppare le reti nel Sud dove abbiamo una fortissima richiesta».

Immagino soprattutto nei piccoli comuni. A questo proposito, portare Internet veloce nelle zone più remote è utile per contrastare lo spopolamento?

«Assolutamente sì. Noi vogliamo arrivare con la connessione ovunque. In molte zone dove siamo andati a portare la rete abbiamo trovato una sorta di ‘ghost town’, frazioni abbandonate, in un contesto naturalistico bellissimo. Portare la rete veloce in queste zone significa stimolare la riapertura di esercizi commerciali, bar, ristoranti, bed and breakfast, stimolare il turismo. Ne abbiamo avuto la prova. Proprio per questo abbiamo lanciato il progetto benefico ‘Eolo missione comune’ che donerà un milione di euro all’anno per tre anni a 300 piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti in Italia per accompagnare questi piccoli centri nel processo di digitalizzazione, per farli diventare smart cities».

Come funziona?

«I cittadini possono registrarsi sul nostro portale e votare il Comune che vorrebbero veder premiato. L’esempio veramente emblematico è quello di Esino Lario, nel Lecchese, che qualche anno fa, grazie alla coraggiosa iniziativa di una bravissima ragazza, ospitò la convention mondiale di Wikipedia. A noi quell’idea piacque molto, gli abbiamo praticamente infrastrutturato il paese, portando fibra ottica, collegando tutti i punti cruciali dell’iniziativa. L’evento ebbe una risonanza mediatica pazzesca. E da quel giorno quel comune che stava morendo è rinato»