LOMBARDIA E EMILIA ROMAGNA

Sanpellegrino, un sorso di futuro
Il nuovo stabilimento nel verde
è disegnato dall’archistar danese

Luca Balzarotti

SAN PELLEGRINO TERME (Bergamo)

IL RENDERING è il biglietto da visita. Un mix di design e industria, un assaggio di quello che sarà il nuovo stabilimento in Valle Brembana (Bergamo), dove viene imbottigliata S. Pellegrino, l’acqua minerale ambasciatrice del made in Italy con un miliardo di bottiglie vendute nel mondo. L’obiettivo è trainare investimenti in aree a bassa presenza industriale e valorizzare i territori, assicurando vantaggi economici, turistici, sociali e occupazionali per le comunità locali e l’intera Regione Lombardia. Per realizzarlo il gruppo leader delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, controllato da Nestlé, ha deciso di partire dalla ‘casa’. Un investimento da 90 milioni di euro. La prima pietra dell’innovativa S.Pellegrino Flagship Factory sarà posata nel 2018. La priorità è la costruzione del ponte che collegherà lo stabilimento alla variante di Zogno. Poi verrà realizzato il parcheggio multipiano per i mezzi pesanti. Dal 2019 l’attenzione sarà concentrata sugli uffici e sulla parte nord della fabbrica e sarà costruito il S. Pellegrino Experience Lab, un luogo avveniristico dove i visitatori potranno scoprire non solo i valori dell’acqua minerale ma anche rivivere il viaggio che l’acqua S. Pellegrino compie prima di entrare in commercio.

LO STABILIMENTO verrà inserito in modo armonico nel verde che lo circonda. A disegnarlo sarà il famoso archistar danese Bjarke Ingels, a capo dello studio di architettura internazionale Big (Bjarke Ingels Group). «Il progetto di Big – sottolinea il Gruppo Sanpellegrino – è stato quello che più di tutti si è avvicinato ai valori della marca e all’impegno dell’azienda: rilanciare il ruolo di ambasciatori del Made in Italy raccontando un bene straordinario e non delocalizzabile quale l’acqua minerale; generare valore e benefici concreti per le comunità in cui operiamo; migliorare la qualità del lavoro, e quindi incrementare la produttività, delle nostre persone». «La nostra proposta – sottolinea l’architetto danese – non punta a dare un altro volto alla fabbrica esistente quanto a far emergere la sua identità: la nuova S.Pellegrino Factory e l’Experience Lab affioreranno dall’ambiente naturale così come l’acqua minerale sgorga dalla sorgente. Abbiamo voluto eliminare la tradizionale separazione tra linee di produzione e uffici tipica delle fabbriche per dare una continuità tra produzione e consumo».

IL MAXI investimento in provincia di Bergamo arriva al termine di un periodo positivo per il gruppo (1.500 dipendenti e prodotti esportati in 150 Paesi del mondo). Il 2016 si è chiuso con un fatturato di 895 milioni di euro e 3,7 miliardi di bottiglie prodotte. Oltre la metà del giro d’affari è stato conseguito grazie a un continuo e costante incremento delle vendite estere. Le performance realizzate sui mercati internazionali, in crescita del 6,9% rispetto al 2015, sono state trainate da S. Pellegrino e Acqua Panna. Le esportazioni delle due acque minerali e le bibite a marchio Sanpellegrino rappresentano oggi il 54% del giro d’affari. Il 2016 è stato un anno record per l’acqua minerale S. Pellegrino, che con un miliardo di bottiglie vendute nel mondo, è cresciuta del 5% rispetto al 2015. Anche Acqua Panna ha chiuso il 2016 con il segno più rispetto all’anno precedente. Sul mercato nazionale il Gruppo Sanpellegrino ha registrato un fatturato di 416,5 milioni di euro. In Italia le vendite sono state spinte dal marchio Levissima che è cresciuto del 4% nel 2016. A Castrocielo (Frosinone) è stato inaugurato il nuovo sito produttivo Nestlé Vera, brand che ha registrato un incremento dell’1,3% a volume. Un progetto industriale del valore di 16 milioni di euro per conciliare sostenibilità e sviluppo economico.


Levissima La fabbrica che verrà è condivisa

VALDISOTTO (Sondrio)

LE RAGIONI dell’industria e del progresso. La difesa dell’ambiente. Due contendenti impegnati in un eterno confronto, alla ricerca disperata di un punto di equilibrio. A Cepina, frazione di Valdisotto in Alta Valtellina, ci prova l’acqua a trovarlo con un investimento di 30 milioni. La sfida di Levissima (marchio del Gruppo Sanpellegrino) si chiama sharing factory, fabbrica condivisa. Un progetto finalizzato a una sintesi proficua tra le esigenze di un’attività imprenditoriale che ha sede nel cuore delle Alpi lombarde e quelle di una comunità impegnata nella difesa della vocazione turistica e del territorio. La conferma arriva da Federico Sarzi Braga, presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino: «La sharing factory di Levissima è il frutto di un percorso di ascolto e collaborazione che ha radici nel nostro modo di fare impresa, ma inaugura una fase nuova. Da sempre lavoriamo in sinergia con le comunità in cui operiamo perché quella che portiamo alle persone è una risorsa unica, frutto del territorio di origine e non delocalizzabile: da oltre 10 anni in Valtellina sosteniamo l’Università di Milano nello studio dell’ambiente da cui nasce Levissima e dei ghiacciai e siamo al fianco del Parco Nazionale dello Stelvio per tutelare l’ambiente in maniera intelligente e produttiva». La sharing factory è un nuovo stabilimento che punterà a sviluppare una logistica sostenibile e a migliorare la qualità del lavoro. Gli spazi della fabbrica di imbottigliamento saranno rinnovati. Alcune aree saranno aperte e polifunzionali. Una decisione finalizzata a migliorare l’interazione con i ricercatori dell’Università. «Il sostegno di Levissima in questi anni ci ha permesso di affrontare temi di ricerca poco o mai sviluppati in Italia – afferma Antonella Senese, professore a contratto presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano -. Il nuovo percorso che inauguriamo con Levissima ci aiuterà ancora di più a proseguire gli studi e ad avvicinare la montagna a grandi e piccoli per insegnare loro ad amarla e rispettarla».l. b.


L’ultima idea del gruppo Ferrero
Ecco la merendina alla pesca Igp
«Eccellenza servita a colazione»

Giuseppe Catapano

BOLOGNA

LA TRADIZIONE dice che sono frutti fatati. Simbolo di buon augurio, ricchezza e vita. Le pesche e nettarine di Romagna Igp fioriscono una sola volta durante l’anno, sono controllate in tutte le fasi della produzione e tutelate per la loro tipicità. Un’eccellenza. Che tra qualche giorno sarà anche parte di una merendina: dal 18 dicembre, sugli scaffali dei supermercati, comparirà Kinder Brioss con pesca e nettarina di Romagna Igp. È il risultato di un accordo tra la più grande azienda italiana del settore dolciario, il gruppo Ferrero, e il consorzio che valorizza un prodotto di pregio del comparto ortofrutticolo italiano, primo a ottenere il riconoscimento Igp. La produzione del nuovo snack è in corso nello stabilimento di Irpinia di Balvano (Potenza). «Lo sforzo che vogliamo fare – le parole di Raoul Romoli Venturi, direttore della comunicazione di Ferrero Italia, durante la presentazione dell’intesa nella sede della Regione Emilia Romagna – è quello di avvicinarci al consumatore e, grazie alla nostra esperienza, far percepire la qualità delle materie prime».

PER FERRERO si tratta del secondo accordo con un consorzio di tutela finalizzato ad arricchire la propria gamma di prodotti per la colazione: un anno fa, con il marchio Kinder, era stato lanciato CereAlé Agrumi con limone di Siracusa Igp. Qualità è la parola d’ordine, l’attenzione alle materie prime è costante. Ed ecco che il pan di spagna lievitato naturalmente con latte, che dà sostanza alla merendina Kinder Brioss, sarà arricchito con un doppio strato a base di pesche e nettarine di Romagna Igp. «Siamo orgogliosi due volte – l’analisi Paolo Bruni, presidente del Centro servizi ortofrutticoli (Cso Italy) –, sia per essere riusciti a cogliere l’importanza di questo progetto, sia perché viene dimostrato il valore del nostro prodotto. La pesca è stato il primo prodotto con riconoscimento Igp assieme alla pera e all’arancia rossa di Sicilia nel 1998 e dal 2017 il consorzio si è trasformato anche in tutela del prodotto stesso». Per Paolo Pari, presidente del Consorzio della pesca e nettarina di Romagna Igp, «l’accordo con Ferrero ha l’obiettivo di aumentare ancora di più la conoscenza del nostro logo, allargando la panoramica dal solo prodotto fresco ad un utilizzo industriale. Avremo ulteriori spazi di crescita in futuro, attuando soprattutto attività di valorizzazione efficaci e di grande impatto sui consumatori». Secondo il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si tratta di «un accordo che premia ancora una volta un nostro prodotto di eccellenza in una terra che detiene il record europeo delle certificazioni Dop e Igp, con ben 44 prodotti. Non siamo né produttori di merendine, né raccoglitori di pesche, ma per il marketing territoriale non possiamo che salutare positivamente un’iniziativa volta a dare più slancio a un prodotto che con la denominazione Igp vuole evitare di omologare l’alimentare di qualità».

IN EMILIA ROMAGNA la produzione di pesche e nettarine nel 2017 è stata di circa 276mila tonnellate, pari al 20% della produzione nazionale, con un calo del 3% rispetto al 2016. La zona tipica di coltivazione delle Igp attraversa le province di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Sono i frutti fatati che daranno gusto alla nuova merendina Kinder.

Di | 2018-05-14T13:14:19+00:00 12/12/2017|Focus Agroalimentare|