«La Borsa è un grande bluff
Volevo tornarci, ci ho ripensato
Amo le azioni solo nel volley»

SCANDICCI
«LA BORSA è un bluff. Ci abbiamo provato, ma non lo rifaremo». Nocentini spiega le motivazioni per le quali, ha scelto di non quotare più la Savino Del Bene. «Siamo stati in Borsa dal ’96 al 2003. Ovviamente l’azienda aveva tutti altri assetti societari. Con i soci di allora decidemmo di andare in borsa credendoci; del resto le quotazioni erano fatte in maniera diversa. Una volta usciti, ancora con nuovi assetti, decidemmo di riprovarci. Erano passati degli anni, era il 2013. Io e l’altro socio rimasto (Silvano Brandani n.d.r) volevamo rendere più forte l’azienda, lasciandola ai nostri figli. Abbiamo preso come advisor Monte dei Paschi, Mediobanca e Nomura. All’epoca erano i più accreditati in fatto di quotazioni per aver traghettato aziende importanti come Ferragamo e Cucinelli. Siamo andati avanti un anno e mezzo tra avvocati, banche, preparazione del prospetto informativo. Poi i meeting tra Milano, Londra, New York e Boston per incontrare gli investitori istituzionali. Una situazione pazzesca. Alla fine le azioni non si vendevano; gli investitori puntavano a raddoppiare il loro capitale in cinque anni. Io non volevo svendere».
Questione di passione. Quella stessa passione che l’ha portato a investire nel volley?
«Con Wanny di Filippo (imprenditore patron del Bisonte, l’altra squadra di Firenze nella A1 di volley femminile) siamo amici da tempo – racconta ancora Paolo Nocentini – e c’è una sana rivalità su tanti campi. Così quando mi portò a vedere una partita del Bisonte, di ritorno da quel match chiamai il sindaco di Scandicci per sapere se in città ci fosse una squadra da sostenere. È così che è nata la Savino Del Bene Volley. Ora mi piace seguire le partite delle ragazze. Chiaramente senza i risultati positivi dell’azienda, non sarebbe possibile mantenere il comparto volley, ma credo sia un modo anche giusto di restituire qualcosa sul territorio in termini di indotto e passione. C’è un movimento, ci sono tifosi che vanno a vedere le partite, c’è un attaccamento da parte di Scandicci».
È vero che ha l’idea di costruire un palazzetto tutto nuovo per il volley?
«È una decisione che dobbiamo prendere; per il momento sono esitante, perché penso ai tempi di realizzazione, alle burocrazie. Ma alla fine credo si farà. Vorrei chiamarlo Pala Savino».
Fabrizio Morviducci