LISCIA, GASSATA E SOSTENIBILE

Dalle bollicine al cioccolato di qualità
«Cresce l’export in Francia e Russia
Ora il mercato ha voglia di dolcezza»

MILANO

Dottor Pontecorvo, Ferrarelle è il quarto produttore in Italia di acque minerali. Come si fronteggia la concorrenza, numerosa e agguerrita?

«Certamente non si batte con la politica dei prezzi. Noi creiamo valore, meglio vendere un litro d’acqua in meno ma venduto meglio».

Avete una percentuale modesta di export…

«Fino ad ora ha rappresentato una percentuale minima del nostro volume d’affari. L’export richiede grandi risorse. Prima ci siamo concentrati sul mercato italiano. Ora, in un piano strategico di tre o quattro anni, c’è un’attenzione diversa ai mercati esteri. Alla Francia, che è uno sbocco naturale perché Ferrarelle è stato un marchio francese quando era di Danone, però andiamo molto bene in Russia, a Malta, siamo anche presenti negli Stati Uniti e nel Far East».

Due anni fa avete acquisito Amedei. Come mai il cioccolato?

«Non è stata la prima volta che ci siamo occupati di qualcosa di diverso dall’acqua. A Riardo abbiamo un’azienda agricola, la Masseria delle Sorgenti, con 15mila piante di ulivo, 5.000 di nocciole, 150 arnie. Produciamo olio e miele a chilometro zero. E’ sostenibilità anche questa. Lei mi chiede: perché il cioccolato? Innanzitutto noi cerchiamo marchi ai quali si associano prodotti di valore. Non tutti i prodotti mi piacciono, ma c’è un prodotto nobile che a me piace più di altri, il cioccolato. Amedei è un grande marchio e il prodotto ha un’assonanza totale con l’acqua Ferrarelle perché l’acqua Ferrarelle è al 100% naturale e Amedei è fatto al 100% dalle fave di cacao. Grandi marchi del mondo del cioccolato usano le ganasce, e cioè olio, burro, strutto, e cioè tutto ciò che rende l’impasto del cioccolato cremoso e gradevole al palato. Amedei no. Amedei è un marchio bellissimo che fa un prodotto eccezionale, per questo l’abbiamo acquisito. E altri seguiranno, me lo auguro».

La burocrazia soffoca ancora le iniziative delle imprese?

«Sì. è una delle componenti maggiori dell’impossibilità delle imprese di decollare».

Se lei avesse di fronte a lei ora il presidente del Consiglio qual è la prima cosa che le verrebbe in mente di chiedergli?

«Gli chiederei: chi è il presidente del Consiglio?».

La politica però ha sfiorato anche lei. Nel 2014 lei raccolse da Luca di Montezemolo il testimone di Italia Futura. Cosa è rimasto di quell’esperienza?

«E’ rimasta la delusione di aver toccato con mano la possibilità di portare avanti un bel progetto fatto da persone che ci credevano veramente. E’ stata una grande occasione perduta».

Giuliano Molossi

Di |2019-07-08T12:54:24+00:0008/07/2019|Primo piano|