L’INNOVAZIONE NEL COMMERCIO

Robot addetti alla vendita
e supermercati senza casse
Benvenuti sul carrello 4.0
Si muoverà con una app

Francesco Gerardi
MILANO

E’MEZZANOTTE passata. La serata è stata lunga, ma prima di salire ci fermiamo al supermercato giù all’angolo: abbiamo il frigo vuoto. La commessa ci accoglie entusiasta, con il solito sorriso smagliante. La ignoriamo. La perfezione dell’ologramma ormai non ci sorprende più: siamo assuefatti agli assistenti virtuali. Prendiamo distrattamente un po’ di cose dagli scaffali e le facciamo cadere nel robot che ci segue come un’ombra dall’ingresso, veloce e discreto. Abbiamo dimenticato il portafoglio in auto, ma del resto qui non servono contanti, né carte: basta lo smartphone. Davanti al bancone dei surgelati una voce gentile ci ricorda gli sconti, chiamandoci per nome. È un totem parlante. Usciamo nella notte. Non abbiamo attraversato nessuna cassa o cancello. Nessun controllo. Il totale della spesa si illumina sullo schermo del telefono… Fantascienza? No, non è una pagina di Philip Dick o una sequenza di Blade Runner o Minority Report. È, invece, una scena di vita quotidiana in una città qualunque, nei prossimi anni Venti. Ma sarà davvero così? Stando a CB Insights, la cosa è molto più che verosimile. La società americana che studia startup e innovazione, infatti, ha individuato oltre 150 aziende tecnologiche che stanno lavorando, già oggi, a punti vendita del tutto automatizzati, privi di commessi e casse. E non parliamo solo di Amazon Go. Queste startup, insieme ad alcuni grandi gruppi, stanno per rivoluzionare uno dei gesti più antichi che abbia compiuto l’umanità: la visita al mercato. Un gesto rimasto pressoché uguale a se stesso attraverso i millenni fino all’avvento, a metà del secolo scorso, delle catene della grande distribuzione.

MA ANCHE I NOSTRI ipermercati moderni rischiano ben presto di trasformarsi in archeologia industriale, perché fare la spesa diventerà, più a breve di quello che si pensa, un’esperienza infinitamente più futuribile con realtà come l’intelligenza artificiale e tecnologie digitali sempre più raffinate e potenti. È quello che sta facendo Standard Cognition, nata negli Usa nel 2017, che in meno di un anno ha incassato investimenti per 10,6 milioni di dollari e chiuso un contratto con Paltac, una delle maggiori catene della grande distribuzione giapponese. La società studia il risparmio strutturale: non usa sensori sugli scaffali ma solo telecamere. E ne utilizza pochissime: circa 25 per coprire 1.800 metri quadrati. Amazon Go, ad esempio, per una superficie simile ne usa centinaia. Sfruttando la tecnologia di Standard Cognition, Paltac punta a inaugurare il suo primo supermercato automatizzato a Sendai nel 2019, per poi aprirne 3mila entro i giochi di Tokyo 2020.

A SAN FRANCISCO, in California, intanto esiste già la catena Zippin, che ha aperto il primo punto vendita senza casse e personale lo scorso agosto. È un piccolo negozio che non usa riconoscimento facciale ma incrocia i sensori sugli scaffali, per capire quando prendiamo un prodotto, con le immagini riprese dall’alto, senza però riprendere i volti. L’utente scarica l’app e viene associato a un QR code personale. Basta passare lo smartphone su uno scanner per iniziare a fare la spesa. Altro caso è Bingobox, startup con già 300 punti vendita automatici in trenta città della Cina. Tra le sue collaborazioni vanta anche quella con un colosso come Auchan. È in sostanza un minimarket aperto 24 su 24 a cui si accede con un codice QR. Il personale non è fisicamente presente, ma sorveglia da remoto via chat o video. Oltre alle piccole startup, anche i grandi gruppi si muovono. Il più noto programma di automazione della spesa è Amazon Go, che incrocia sensori da scaffale e telecamere in un supermercato senza casse che addebita la spesa sul conto del cliente, ma non è privo di personale. Il progetto ha avuto intoppi, ma adesso ha ingranato con tre punti vendita a Seattle e uno a Chicago. A breve arriverà a New York e, forse, nel Regno Unito. Il piano prevede di aprirne 3mila entro il 2021. Alibaba è ancora più avanti con la catena Hema: ha già 65 negozi in cui lo smartphone diventa una guida e un carrello digitale. Ogni articolo ha un codice da scansionare: il cliente riceve le informazioni e, alle fine, paga alle casse automatiche, sempre con il telefono. Poi ci sono i giapponesi di 7-Eleven, che hanno lanciato un negozio a forma di treno in cui ogni vagone è un distributore automatico digitale di prodotti.

E IN ITALIA? Siamo più indietro, ma abbiamo ugualmente eccellenze nella robotica accademica all’opera su progetti avanzati. Un esempio di tecnologia applicata alla spesa è Esselunga, i cui clienti da qualche settimana possono fare la lista della spesa con l’assistente virtuale di Google.

Di |2018-10-22T12:23:02+00:0022/10/2018|Primo piano|