La Toscana illumina le griffe
con tinte e fantasie pop art

La pelle per la moda in Italia passa dalla Toscana: qui si riforniscono tutte le «firme» e qui il colosso del lusso, Kering, possiede la più grande conceria al mondo di pelli pregiate.

lineapelle_2«TAPPA strategica, alla quale stavolta chiedevamo una risposta in più: il segnale che anche la Cina si stava rimettendo in moto. Questo segnale strategico è arrivato ». Così Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, realtà che opera nel distretto industriale di Santa Croce sull’Arno dove le aziende conciarie, complessivamente, sono circa 300 (600 con l’indotto) e valgono un fatturato di un miliardo e mezzo di cui 900 milioni di export. «Lineapelle, in particolare con il ritorno a Milano – spiega Matteoli – si conferma la fiera più importante del settore. I dati di chiusura parlano di un aumento dell’affluenza dei visitatori rispetto all’edizione di settembre 2015: +9% a 21.184 presenze ». In particolare crescono a doppia cifra cinesi, spagnoli e coreani. «È stata una fiera nella quale abbiamo respirato un’aria diversa, arrivando da un primo semestre del 2016 che non è stato certo favorevole visto che abbiamo registrato una flessione rispetto al biennio precedente – spiega Matteoli – Cauto ottimismo, direi». «Come sempre le concerie del distretto (193 quelle presenti a Lineapelle) – aggiunge il presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola – si sono distinte per gli sforzi nella ricerca, nelle innovazioni, che consentono di interpretare al top il trend moda su pelli di altissima qualità. Così abbiamo presentato vitello con fantasie pop art, insieme ad una forte riscoperta dei colori, compresi quelli classici come nero e marrone, preludio di una nuova spinta al manifatturiero della calzatura in Italia. La moda, come sempre, ha confermato grande attenzione al mondo del “pregiato” dove a coccodrillo, alligatore e pitone si aggiunge la domanda di biscia d’acqua (+100% grazie al fatto che sono escluse dai rigidi protocolli sull’import/ export degli animali esotici).

«LINEAPELLE, oggi, è ben posizionata – spiega Matteoli – Si celebra a Milano, ma è anche perfettamente calendarizzata tra il salone della calzature e la settimana della moda». Segno più anche per gli espositori che hanno raggiunto un vero e proprio record: ben 1.241 tra concerie, accessori, componenti, sintetici, tessuti e modellisti. La prossima edizione è in programma dal 21 al 23 febbraio 2017 e, a differenza degli anni precedenti, non verrà preceduta dalla fiera delle pre-collezioni Anteprima. Le preview della pelle verranno infatti messe in mostra a Blossom Premiere Vision in programma il 13 e 14 dicembre a Parigi..

Trecento aziende Un miliardo di fatturato quasi tutto nell’export

Le concerie del distretto di Santa Croce sull’Arno sono 300 e valgono 1 miliardo e mezzo di fatturato. La quota export occupa 900 milioni: pelle e cuoio sono stati uno dei settori del manifatturiero toscano che più hanno resistito alla crisi

Espositori e visitatori, crescita boom

Aumento di visitatori rispetto al settembre 2015: +9% per oltre 21mila presenze. In crescita pure gli espositori: 1.241 tra concerie, accessori, tessuti e modellisti (+6% rispetto a settembre 2015)

Rassegne a Milano, Parigi, Londra e NY

Prossima edizione dal 21 al 23 febbraio 2017. La preview sarà a Blossom Premiere Vision (13-14 dicembre, Parigi). Restano poi Lineapelle London (24 gennaio) e Lineapelle New York (1-2 febbraio)

«MERCATO CINESE IN RIPRESA»

Matteoli: «Ci siamo distinti per tendenze e ricerca E la Cina è in ripresa»

Acqua e aria depurate Distretto a prova di ambiente col progetto Biosur

NEL DISTRETTO conciario di Santa Croce sull’Arno, composto dalle zone industriali Castelfranco, Ponte a Egola, Santa Croce, Ponte a Cappiano, proseguono le tappe verso quello che viene chiamato «Tubone»: la riorganizzazione delle depurazione industriale e civile di una vasta fetta della Toscana che avrà il «cuore» negli impianti di depurazione del Comprensorio. Uno di questi impianti è nel cuor di Cuoiodepur Spa dov’è stata realizzata una prima parte della linea di collegamento tra la zona industriale e l’impianto. Cuoiodepur è una società misto pubblico – privata che da anni, ormai, con gli occhi puntati sul futuro, collabora con il mondo universitario. L’ultimo risultato di questa sinergia è la messa a punto di una tecnologia innovativa per il trattamento e il contenimento degli odori degli scarichi industriali della lavorazione del cuoio con l’obiettivo di dimostrare a livello locale e promuovere a livello europeo la mitigazione dell’impatto ambientale e la rimozione biologica dell’idrogeno solforato. E’ stato questo il risultato del progetto sperimentale Biosur portato avanti in questi anni nell’impianto di depurazione. Il progetto, dal nome Biosur, ha visto coinvolti, oltre al Consorzio Cuoiodepur, anche l’Unione Europea nell’ambito del programma Life+, il dipartimento di biologia dell’Università di Pisa, il dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Firenze e Italprogetti Engineering Spa. La nuova ttecnologia studiata nell’ambito di Biosur è stata sperimentata nell’impianto dove vengono trattati gli effluenti delle circa 100 concerie di Ponte a Egola, che operano prevalentemente la concia al vegetale.

LA STORIA di Cuoiodepur inizia nel 1980 come opera finanziata dalle imprese locali con l’obiettivo di realizzare e gestire il programma di adeguamento degli scarichi liquidi di lavorazione alle normative ambientali vigenti. La società nel 1985 si è trasformata in consorzio misto pubblico-privato, a maggioranza privata, con la partecipazione delle amministrazioni comunali di San Miniato e Montopoli, per gestire in concessione il servizio pubblico di raccolta e depurazione delle acque usate. Il depuratore centralizzato, terminale del sistema di raccolta delle acque, ha richiesto investimenti non attualizzati per oltre 50 miliardi del vecchio conio in lire. L’impianto è stato progettato e costantemente aggiornato con il supporto del mondo universitario. Sempre fino ad oggi. Biosur ne è la prova.