L’ESPERIENZA DELLE AZIENDE ITALIANE

La scelta biologica è il futuro dell’agricoltura
«Basta insetticidi, mai più terreni distrutti
Così la svolta naturale rilancia i vigneti»

Maria Grazia Mammuccini (*)
FIRENZE

LA CRESCITA del biologico è un dato ormai incontrovertibile. Nel quinquennio 2012-2016 le superfici coltivate in bio, tra biologico e conversione, hanno visto un aumento del 54%; gli operatori sono aumentati del 45% e le vendite complessivamente sono cresciute del 40%. Nei due quinquenni precedenti non era così; non c’erano aumenti di questa portata e l’andamento seguiva una continua oscillazione con aziende che entravano e uscivano dal sistema. I dati parlano da soli. Quello a cui stiamo assistendo è una vera e propria trasformazione del modo di produrre e consumare cibo determinato dalle scelte consapevoli dei cittadini verso prodotti che offrano maggiori garanzie per la salute, per il rispetto dell’ambiente e che al tempo stesso rispondono a principi di equità sociale. E anche gli agricoltori stanno cambiando. Molto spesso chi sceglie il metodo biologico sceglie anche uno stile di vita e una visione dell’agricoltura basata sull’equilibrio con la natura e poi difficilmente torna indietro anche perché i risultati nel tempo si vedono. Si vedono in termini di recupero dell’equilibrio ecologico dei propri terreni, si vedono anche in termini di qualità dei prodotti, di recupero del rapporto con i cittadini a livello locale e in definitiva si vedono in termini economici per le aziende.

E’ QUESTA l’esperienza che abbiamo fatto anche noi con la nostra azienda in questi anni. Da produttori di vino e olio, con un’azienda condotta fino al 2000 in maniera convenzionale, siamo passati al metodo biologico. Una scelta convinta ma anche con tante incertezze, perché ancora nel mondo del vino c’era la netta convinzione che i vini bio fossero si più salutari, ma non rispondessero in termini di qualità a ciò che chiedeva il mercato. L’esperienza ci ha detto tutt’altre cose e dopo la fase complessa della conversione, i risultati sono arrivati. Sul piano agronomico il recupero dell’equilibrio naturale nei nostri vigneti ha fatto sì che non ci sia più nessun bisogno di trattamenti insetticidi, la migliore gestione del suolo con l’apporto costante di sostanza organica e l’inerbimento dei vigneti ci ha consentito di risolvere il grosso problema dell’erosione che avevamo da tanto tempo con un notevole risparmio anche sul piano economico. Ma la scelta del biologico ha dato forza e valore anche al percorso di recupero di vecchi vitigni toscani a rischio di erosione genetica che avevamo iniziato da alcuni anni proprio perché l’agricoltura biologica fa della biodiversità e del legame con il territorio il suo punto di forza. Tutto questo ha significato un valore aggiunto sul mercato e una identità più forte della nostra azienda e dei nostri vini.

E QUI ci sta un altro punto importante. Nell’agricoltura biologica la figura dell’agricoltore ritorna ad essere centrale, rispetto all’agricoltura industriale che ha di fatto marginalizzato il ruolo dell’agricoltore mettendo al centro pacchetti tecnici predisposti dall’agrochimica. Occorre avere molto chiaro che il biologico non è affatto un ritorno al passato, ma è invece l’agricoltura del futuro, dove occorre una capacità professionale più elevata rispetto all’agricoltura convenzionale che utilizza metodi standardizzati.

NEL BIOLOGICO l’agricoltore deve conoscere bene la propria terra, il clima, le relazioni pianta-ambiente e usare le proprie conoscenze per introdurre innovazioni coerenti con la vocazione del territorio. Le donne e i giovani che tornano all’agricoltura scelgono in gran parte il bio anche per questo, per il livello di conoscenze che il biologico richiede, per il necessario recupero del legame con la propria terra e per la rinnovata capacità d’intessere relazioni sociali nella comunità locale come testimonia la nascita continua di distretti biologici a livello territoriale. La realtà che oggi abbiamo di fronte è questa. Il modello agricolo biologico sta diventando il motore di cambiamento per l’agricoltura e il cibo nel nostro paese in grado di rispondere al cambiamento degli stili di vita e delle scelte di consumo.

L’AGRICOLTURA biologica, basata sull’approccio agroecologico, sta diventando il riferimento strategico per l’agricoltura del futuro in grado di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale ed un approccio efficace nel contrasto al cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e della salute pubblica e che rappresenta al meglio una concreta opportunità di sviluppo per l’occupazione dei giovani. Occorrono però scelte coraggiose, all’altezza della situazione per supportare il cambiamento in atto. Occorre scegliere l’approccio agroecologico, sostenere le filiere nazionali e locali con metodo bio, valorizzare il territorio attraverso i biodistretti, supportare tecnicamente le aziende nella transizione verso il biologico, investire in modo strategico in ricerca, innovazione e formazione. E’ una grande opportunità per l’agricoltura e il territorio rurale nel nostro paese che non ci possiamo permettere di perdere.

Di |2018-09-04T09:02:48+00:0004/09/2018|Imprese|