I tre pilastri della strategia: sviluppo della Rete, sostenibilità e interconnessione con l’estero
Così il gruppo vuole vincere la scommessa green economy

Oltre il 60% delle nuove linee sarà ’invisibile’: sarà realizzato in cavo terrestre o sottomarino

ROMA

Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale, interconnessioni con l’estero e sostenibilità. Nel momento in cui l’Italia si prepara ad affrontare la transizione energetica, andando verso un sistema sempre più interconnesso, decarbonizzato e rinnovabile, sono questi i pilastri del Piano strategico 2019-2023, approvato lo scorso marzo da Terna. Accettando la scommessa lanciata dalla green economy. Un cambio di paradigma che pone sul tavolo diverse sfide, la società investirà 6,2 miliardi di euro nei prossimi 5 anni sulla rete elettrica nazionale, con un incremento di quasi il 20% rispetto ai 5,3 miliardi di euro del precedente Piano. Un importo che rappresenta per la società il valore più alto di sempre come impegno economico per lo sviluppo del Paese.
Dal punto di vista della rete elettrica il nodo centrale sarà quello di adeguare l’infrastruttura in modo da evitare la dispersione dell’energia disponibile e sopperire alle carenze, ove ci siano. Per accompagnare il processo di transizione mantenendo la continuità, la qualità del servizio elettrico e adeguati standard di sicurezza, sarà, dunque, necessario investire in reti che consentano di connettere le nuove risorse via via disponibili.
Oltre il 60% delle nuove linee elettriche che entreranno in esercizio nell’arco di Piano sarà ‘invisibile’ perché realizzate in cavo terrestre o sottomarino, con ridotto impatto ambientale. Nella rete elettrica nazionale, per rafforzare le connessioni tra le zone di mercato, razionalizzare le reti nelle principali aree metropolitane del Paese e incrementare le interconnessioni, saranno investiti più di 3 miliardi di euro. Tra i principali progetti per accrescere la capacità di scambio fra le diverse zone del mercato elettrico italiano figurano gli elettrodotti Colunga- Calenzano (tra Toscana ed Emilia-Romagna) e Gissi-Foggia (tra Abruzzo e Puglia). La razionalizzazione delle reti elettriche riguarderà, invece, le principali aree metropolitane come Milano, Roma e Napoli nelle quali le vecchie infrastrutture verranno sostituite con nuovi cavi tecnologici e sostenibili (la rimozione di linee obsolete interesserà oltre 350 km nel periodo di Piano). Centrale, inoltre, tra gli interventi necessari ad affrontare il phase out dal carbone al 2025, l’avvio dei lavori del nuovo progetto SA.CO.I.3 che prevede il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e Penisola Italiana.
Sul fronte internazionale Terna punta, invece, a rafforzare proprio ruolo a livello europeo cogliendo nuove opportunità di crescita all’estero. In questo contesto, dopo l’interconnessione Italia- Montenegro recentemente inaugurata, il prossimo anno è prevista l’entrata in esercizio del collegamento con la Francia.

Giulia Prosperetti

Cambi epocali, dall’era dei watt a quella dei byte. La sfida digitale fa scintille

In cinque anni investimenti per settecento milioni

ROMA

Passare dalla logica del watt a quella byte. Questa una delle principali sfide che Terna si trova ad affrontare. Se l’attuale fase di transizione energetica sta cambiando drasticamente il sistema elettrico e la gestione dei flussi di energia la rete elettrica deve, infatti, adeguarsi diventando sempre più intelligente e flessibile. Per riuscirci nei prossimi anni la società dedicherà una grossa fetta di investimenti alla digitalizzazione delle stazioni elettriche nonché al monitoraggio da remoto in tempo reale dei cavi terrestri e marini. Un’altra parte sarà, invece, destinata allo sviluppo di droni, robot e sensori distribuiti sui tralicci che consentiranno di monitorare numerosi parametri su una rete di molte decine di chilometri. Con l’obiettivo di gestire l’incremento della complessità del sistema, Terna, nei prossimi 5 anni, investirà complessivamente 700 milioni di euro in digitalizzazione e innovazione.
È in questo contesto che la società ha dato il via all’apertura, nelle sue sedi territoriali, degli Innovation Hub, laboratori dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee in campo energetico. Luoghi che vedono l’interazione con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup locali e imprese, al fine di favorire la creazione di nuove professionalità e lo sviluppo di soluzioni industriali che potranno essere implementate su larga scala. Un progetto partito da Torino con l’apertura del primo Hub focalizzato sull’IoT e sui processi di monitoraggio evoluto degli impianti di trasmissione dell’energia, e proseguito con l’Hub di Napoli dedicato al Digital to People ovvero alla trasformazione digitale dei processi aziendali e all’innovazione nell’area delle Risorse Umane e dell’Organizzazione.

g. p.