La famiglia motore dello sviluppo
«L’Italia è un grande Paese:
un impegno contribuire alla crescita»

MILANO

PER MASSIMO Moratti è «un onore, oltre che un impegno, quello di essere tra le aziende che contribuiscono allo sviluppo del sistema Paese, oltre che a quello dei territori sui quali opera». A partire dalla Sardegna dove il gruppo Saras (10,397 miliardi di ricavi nel 2018 con un balzo del 35% e un risultato netto di 140,4 milioni) è per produzione di valore la più importante impresa nell’isola. Del resto, per dirlo sempre con le parole del presidente di Saras (e dal 1995 al 2014 dell’Inter con la storica conquista del triplete) «in un contesto nazionale di investimenti in calo, sia pubblici sia privati, Saras si è distinta in maniera virtuosa contribuendo in misura rilevante alla crescita dell’economia territoriale e nazionale». Il gruppo, che vende e distribuisce innanzitutto prodotti petroliferi (diesel, benzina, gasolio per riscaldamento, Gpl, virgin nafta e carburante per l’aviazione) a cui si sono aggiunti la produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili (eolico) e di energia elettrica (575Mw di potenza installata nell’impianto di Sarroch tra i più grandi al mondo nel suo genere) ha investito circa 2 miliardi in 12 anni, oltre a quelli previsti dal piano industriale, concentrati soprattutto sulla sicurezza, la sostenibilità e la digitalizzazione dei processi. Con la focalizzazione sul progetto di raffineria 4.0, nell’ambito del programma DigitalSaras che, con big data e algoritmi, permette una profonda razionalizzazione e ottimizzazione del lavoro.

SUI 2MILA dipendenti del gruppo – che vede nel cda la terza generazione dei Moratti: Angelo, Angelomario, Gabriele e Giovanni – circa il 75% è situato in Sardegna, a conferma del fatto che Saras può senza dubbio definirsi come un attore strategico per la tenuta sociale di una regione fondamentale per lo sviluppo italiano. Un Paese che Moratti considera ancora «un grande Paese» che a livello internazionale «ha un’alta reputazione per le sue eccellenze, anche di carattere industriale. «Lo vedo ogni giorno nelle mie attività di presidente di Saras che ha prevalentemente relazioni commerciali con Paesi extra-europei». Per Moratti «i recenti scossoni che hanno riguardato i governi hanno allertato i mercati esteri ma per fortuna la crisi è stata piuttosto breve e circoscritta». Fiducia nell’Italia quindi, ma anche nel suo grande amore sportivo, i colori nerazzurri. Perché Massimo Moratti, anche se non più proprietario e presidente, rimane, come il padre Angelo, il primo tifoso dell’Inter. Ma quest’anno la nuova squadra di Conte riuscirà a vincere? «Mi sembra più forte e sulla strada giusta per ritornare a essere protagonista in futuro anche in Europa».

Achille Perego