Il cuore d’Italia dà l’addio alla crisi
«l Patto per il lavoro funziona
Rilanciamo il piccolo commercio»

BOLOGNA

PERSONE, imprese, futuro. Sono le parole d’ordine di Confcommercio Emilia Romagna nell’incontro con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in occasione dell’assemblea di venerdì scorso al Centro Congressi di Fico Eataly World, a Bologna. L’evento, organizzato in collaborazione con QN il Resto del Carlino, è servito a fare il punto sullo stato di attuazione del Patto per il Lavoro, siglato nel luglio 2015 dalle forze economiche e sociali della regione sulla base degli obiettivi condivisi su coesione sociale, innovazione e occupazione.

«TRE ANNI fa – ha detto Pietro Fantini, direttore regionale di Confcommercio, aprendo i lavori – incontrammo l’allora candidato governatore Bonaccini e gli illustrammo le proposte per la nuova legislatura che si accingeva a partire. Quelle proposte furono poi la base della partecipazione di Confcommercio al Patto per il Lavoro, che ha portato e sta portando frutti positivi, accompagnando la regione fuori dalla più lunga crisi economica che il sistema capitalistico ricordi». Fantini ha poi sottolineato come le persone siano «il primo fattore di successo per le nostre imprese, ad altissima concentrazione di capitale umano. Per questo occorre un ulteriore salto di qualità del sistema regionale della formazione, che ora deve concentrarsi sulla stabilizzazione dei livelli di occupazione trasferendo nuove competenze al sistema imprenditoriale. Dall’integrazione fra formazione, servizi alla persona e politiche attive per il lavoro sta nascendo il nuovo Sistema pubblico-privato dei servizi per il lavoro, alla cui costruzione stiamo collaborando e che ha visto l’accreditamento del nostro sistema della formazione (Iscom) su tutto il territorio regionale per l’intermediazione e la ricerca e selezione del personale sotto il marchio ‘Jobter’».

IL PRESIDENTE di Confcommercio Emilia Romagna, Enrico Postacchini, ha messo in evidenza come non tutti gli obiettivi del Patto per il Lavoro siano stati raggiunti e vi siano «alcuni elementi di criticità che, se correttamente affrontati, possono contribuire al pieno rilancio dell’economia reale. Tra questi i più preoccupanti sono la difficoltà dei consumi interni, la disaffezione dei giovani verso il fare impresa e il calo del numero delle imprese regionali, concentrato soprattutto nel settore del commercio. Ecco perché il piccolo commercio di prossimità, cuore pulsante delle nostre città, deve tornare al centro delle politiche regionali». UN APPELLO subito raccolto dal governatore Bonaccini, il quale ha garantito che la Regione è pronta alla revisione della legge 41 per rilanciare e valorizzare le imprese minori del commercio e ad aumentare le risorse sulla formazione. Facendo il punto sull’attuazione del Piano per il Lavoro, Bonaccini ha sottolineato i risultati positivi ottenuti in termini di occupazione, export, attrattività, turismo. Oltre le previsioni la crescita del Pil (che a fine anno sfiorerà l’1,7%), bene anche l’attuazione del piano infrastrutturale, che ha sbloccato la realizzazione di importanti opere come il people mover che collegherà aeroporto e stazione di Bologna, il passante di mezzo del capoluogo regionale, la Cispadana, la bretella Sassuolo-Campogalliano, il nuovo Porto di Ravenna.

CIRCA il percorso, a braccetto con la Lombardia, per ottenere una maggiore autonomia, Bonaccini ha concluso il suo intervento con un auspicio: «Credo ci siano davvero tutte le condizioni per portare avanti un lavoro serio e chiudere un accordo con il governo entro la fine della legislatura, arrivando a quello che sarebbe un risultato storico e straordinario».a.r.