L’ECONOMIA RESPONSABILE

Italia sommersa dagli imballaggi
Ma con la raccolta differenziata
il Conai ne ricicla più di due terzi

Andrea Oliva
RIMINI

SOMMERSI da una montagna di imballaggi. Fortuna vuole che sta crescendo anche la capacità di riciclarli. Stando ai dati di Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, il riciclo di questa tipologia di rifiuto è arrivata al 67,5% di quanto viene immesso al consumo. Della mole di prodotti che arrivano nei punti vendita, ben 8,8 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio sono state recuperate avviandole al riciclo, con una crescita del 3,7% rispetto al 2016. Questa è la premessa con la quale Conai si appresta a recitare una parte da protagonista ad Ecomondo, in programma alla fiera di Rimini dal 6 al 9 novembre.

NELLA GIORNATA di mercoledì 7 novembre, nello stand che si trova nel padiglione B1, si affronterà una sfida per il futuro parlando del rapporto di ecosostenibilità Conai 2018, puntando l’attenzione su ‘Gli imballaggi nell’economia circolare’. Assieme al presidente del consorzio, Giorgio Quagliolo, toccherà a Fabio Iraldo professore di managment alla Scuola Sant’Anna di Pisa, Laura Badalucco master in economia circolare alla Iuav di Venezia, ed Edo Ronchi, presidente della fondazione per lo Sviluppo sostenibile, far luce sulle previsioni future. «L’Italia è un Paese povero di materie prime, ma attraverso il riciclo dei materiali di imballaggio possiamo attingere ai cosiddetti giacimenti metropolitani, riducendo la nostra dipendenza dai mercati esteri – ha detto Quagliuolo intervenendo alla presentazione del rapporto GreenItaly 2018 – Per trasformare l’economia circolare in una vera opportunità di sviluppo abbiamo bisogno di una strategia industriale di lungo periodo e di un pensiero sistemico che, in una ottica di continuo aumento della raccolta differenziata, permetta l’avvio di attività imprenditoriali legate alla lavorazione dei materiali raccolti ».

LA QUANTITÀ di imballaggi avviati al riciclo cresce più del totale immesso sul mercato, e questo è il dato positivo. Nel 2017, se si considerano anche gli imballaggi avviati al recupero energetico, si arriva addirittura a 10,2 milioni di tonnellate. Come è stato possibile arrivare a simili quantitativi? Secondo Conai «con la stipula di convenzioni con i comuni italiani attraverso lo strumento dell’accordo quadro Anci-Conai, che coinvolge circa 7mila amministrazioni locali». Ma c’è anche un altro fattore: «Promuovendo la crescita di una filiera innovativa sui temi della prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi attraverso misure di ecodesign e design for recycling».

ANALIZZANDO i risultati si nota come lo sviluppo della raccolta differenziata nei comuni ha portato ad un aumento del flusso urbano del 3,7%. Il meridione ha fatto un balzo in avanti con ben il 12%. Nello stand di Conai si terranno diverse iniziative tese ad approfondire la materia nei sei consorzi di filiera interessati: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

INOLTRE il riciclo dell’imballaggio è un tema che va affrontato a monte, ed è quello che ha fatto Conai con «azioni volte a incentivare la realizzazione di un packaging sempre più ecosostenibile puntando sulla riciclabilità. Tra queste, l’introduzione di un contributo ambientale (Cac) differenziato per gli imballaggi in plastica a partire dal 1° gennaio di quest’anno, che promuove la scelta di imballaggi più riciclabili».

I RISULTATI che il consorzio porterà a Ecomondo sono tuttavia un punto di partenza e non di arrivo. Il piano pluriennale redatto da Conai mira ad avviare al riciclo nel 2020, 9,5 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio con un incremento annuo del 2,5%.

Assofond Nuovo regolamento per le fonderie

RIMINI FAR conoscere il comparto delle fonderie italiane e mettere in luce il ruolo di queste imprese nell’ambito della transizione a un sistema maturo di economia circolare: è questo il senso della presenza di Assofond – Associazione Italiana Fonderie alla 22a edizione di Ecomondo. L’appuntamento è per venerdì 9 novembre nella Sala Tiglio del padiglione A6, quando a partire dalle ore 9.30 si svolgerà il convegno ‘Made Green in Italy – nasce la certificazione italiana dell’impronta ambientale’. Il convegno farà il punto sul nuovo regolamento ‘Made Green in Italy’, basato sul metodo della Product Environmental Footprint (Pef) della Commissione Europea e indirizzato a tutte le imprese che si fanno portatrici del saper fare italiano con una particolare attenzione alla sostenibilità.

LE FONDERIE italiane, attraverso Assofond, partecipano al progetto europeo Life Effige, che mira proprio a introdurre in diversi settori produttivi il metodo Pef per la valutazione e la riduzione dell’impronta ambientale di prodotti e servizi lungo il loro intero ciclo di vita. «Le fonderie rappresentano un avanzato sistema di economia circolare – dichiara il direttore generale di Assofond, Silvano Squaratti (nella foto) – che permette ogni anno di evitare il conferimento in discarica di tonnellate di rottami e scarti metallici che sono invece rifusi per dare vita a nuovi prodotti».

Di |2018-11-05T13:41:01+00:0005/11/2018|Dossier Sostenibilità|