L’ECONOMIA RESPONSABILE

Ztl destinate a scomparire
Con la mobilità smart
più ambiente e commercio

Tommaso Strambi
PISA

LO SPAZIO a disposizione nelle città, grandi o piccole che siano, è sempre poco, e il numero delle persone che le vivono è sempre più alto così come quello delle auto. E questo genera ‘disordine’. La carenza di parcheggi nei centri storici ha portato nel corso dei decenni le amministrazioni comunali a istituire le zone a traffico limitato (Ztl) per evitare il congestionamento. Ma in un futuro non molto lontano le Ztl potrebbero essere superate. Come? Grazie alla tecnologia e ai sistemi innovativi di controllo e di pagamento attraverso gli smartphone e gli altri device. E non è soltanto una questione ambientale (una migliore gestione della mobilità riduce i livelli di inquinamento e di consumo di petrolio) ma anche di rinnovata vitalità dei centri storici con ricadute positive per le attività commerciali.

«A SAN FRANCISCO è stato sviluppato un modello tecnologico di gestione della mobilità urbana – osserva Paolo Lanari, fondatore e ceo di Kiunsys, azienda nata come spin-off dell’Università di Pisa – con la centralizzazione di tutti i parcheggi e i sistemi di pagamento che ha portato ad un incremento del 35-40% del business dei soggetti commerciali coperti dal servizio ». Un modello esportabile anche in Italia? Per Lanari sicuramente, anche se, avverte, «serve una buona dose di coraggio da parte delle amministrazioni comunali di ripensare le proprie politiche e strategie di mobilità». E, soprattutto, di investire in innovazione tecnologica.

E NEL NOSTRO Paese non siamo certo all’anno zero. Proprio Kiunsys ha implementato negli ultimi anni progetti su misura per alcune città come Napoli, Firenze, Verona, Pavia, Monza, Pisa e La Spezia. Quest’ultima città – 136mila abitanti e secondo più grande terminal container in Italia –, ad esempio, aveva l’esigenza di far fronte a diverse problematiche di traffico urbano: il crescente flusso croceristico causava grandi ingorghi dovuti allo sbarco di numerosi pullman turistici e il centro città risultava costantemente congestionato. E qui è entrata in gioco Kiunsys che ha offerto la soluzione, spiega ancora Lanari, «di un sistema di monitoraggio in tempo reale dei posti auto liberi» che consente di reindirizzare «il traffico veicolare verso i posti liberi evitando i problemi di congestione delle arterie cittadine».

E I COSTI? I Comuni devono, infatti, fare i conti con risorse sempre più limitate. «La soluzione è quella del project financing», risponde Stefano De Capitani presidente e direttore generale di Municipia, controllata di Engineering (tra le principali realtà a livello globale che accompagna e guida le aziende pubbliche e private attraverso al trasformazione digitale), che ha da poco acquisito il cento per cento di Kiunsys. «Noi – spiega De Capitani – portiamo un progetto di gestione e mettiamo il capitale per far partire il progetto. Non solo. Ci mettiamo anche un tassello in più: il rischio. E proprio la recente acquisizione della giovane Kiunsys consente a Municipia di offrire alle città la gestione complessiva della mobilità urbana in regime di partenariato pubblico- privato e risponde a un approccio di open innovation in cui il nostro Gruppo crede».

UNA SFIDA che adesso spetta ai Comuni cogliere. E qui entra in gioco il coraggio politico di sfruttare le innovazioni tecnologiche per progettare uno sviluppo urbano ecosostenibile anche se questo richiede di cambiare le abitudini dei cittadini. Che è assai più difficile di progettare un algoritmo o un sensore per gestire parcheggi, traffico e pagamenti automatici.

Di |2019-02-04T11:00:15+00:0004/02/2019|Dossier Sostenibilità|