L’eccellenza del settore abita qui

Pelletteria, scarpe, vestiti
Toscana terra promessa per le griffe della moda

GRANDI GRIFFE, artigiani di valore, un sistema formativo d’eccellenza. Questa è la filiera della moda tra Firenze e provincia. Un comparto diventato famoso nel mondo per la sua artigianalità e per la capacità di progettazione, tanto che le grandi griffe della pelletteria, dell’abbigliamento e della calzatura di lusso hanno preso casa proprio in Toscana. Secondo l’ufficio studi di Confindustria, la Toscana da sola produce circa il 19% del valore aggiunto prodotto in Italia dal comparto mentre il settore, all’interno della regione, incide per circa il 26% sul dato manifatturiero. Scendendo al livello fiorentino le imprese che operano nel settore sono circa 5500 (per lo più di piccolissime dimensioni (l’86% ha meno di 10 addetti) e raccolgono oltre 30.000 addetti cioè il 35% del totale addetti nel comparto manifatturiero provinciale.

OLTRE DUEMILA sono invece le imprese artigiane, con circa 20mila addetti, stando ai numeri della Cna fiorentina. Un sistema efficiente, che ha saputo affrontare le crisi ‘cambiando pelle’ per rinascere con più forza. «Lo spirito imprenditoriale del comparto – ha detto la presidente della sezione abbigliamento di Confindustria Firenze, Theodossia Tziveli – ci ha fatto resistere alle difficoltà. Anche ora, in un periodo di incertezza determinato da un mercato difficile tra le sanzioni alla Russia, il cambio di leadership negli Usa, e la flessione cinese, si stanno cogliendo segnali di fiducia nelle imprese, che stanno lavorando a una campionario puntando sempre sull’altissima qualità sfruttando proprio le prerogative della filiera».

ANALOGO il discorso per quanto riguarda il calzaturiero. I grandi del settore, come ad esempio Jimmy Choo hanno preso casa nella provincia di Firenze, tra Scandicci e l’empolese dove il calzaturiero è una realtà. «Un settore solido – ha detto il reponsabile confindustriale, Giacomo Fioravanti – che ha ancora margini di crescita, ma deve prestare attenzione necessariamente ai cambi repentini del mercato». Tutti a chiedere la revoca delle sanzioni nei confronti della Russia, e a cercare nuovi mercati. Il cambiamento però è già in atto. E lo si avverte soprattutto nel comparto della moda. Dove i grandi non solo restano saldi nella filiera, ma cercano nuovi spazi per crescere. Prada e Gucci fanno a gara per acquistare strutture che permettano loro di ampliare gli orizzonti. Dior, Chanel e Mont Blanc confermano il loro circuito di prototipia e produzione. Ma chi soffre? «Il cambio del sistema produttivo – ha detto il presidente di Cna Firenze, Andrea Calistri – è importante e non va sottovalutato, visto che ad andare in maggiore sofferenza sono le imprese piccole che conservano tuttavia quel saper fare e quell’artigianalità che hanno reso famosa Firenze nel mondo. I marchi puntano a centralizzare, a raccogliere la produzione all’interno. Il cambiamento è dettato soprattutto dalle mutazioni dei mercati internazionali. Stiamo lavorando per accordi strategici con le grandi griffe perché non si disperda il know how e le modalità produttive. Di certo occorre stare attenti e vigili perché con il mercato globale occorre intervenire per tempo».

DI CERTO un patrimonio da non disperdere. Perché il sistema moda di Firenze offre un contributo molto rilevante sia sul dato regionale, ma talvolta anche su quello nazionale. Sempre per l’ufficio studi Confindustria Toscana in termini di esportazioni le vendite all’estero del Sistema Moda nel 2015 si sono avvicinate ai 5 miliardi di euro (+4,3% la crescita rispetto al 2014) cioè quasi il 50% del dato regionale e il 10% di quello nazionale. Anche in questo caso il contributo principale della provincia fiorentina viene dalla pelletteria che esporta (tra calzature e pelli) circa 3,2 milioni di euro cioè il 60% del dato regionale.

Trentamila addetti in 5.500 imprese

Le imprese sono circa 5500 (per lo più di piccole dimensioni, l’86% ha meno di 10 addetti) e raccolgono oltre 30.000 addetti.

All’estero vendite per 5 miliardi di euro

Le vendite all’estero del sistema moda nel 2015 si sono avvicinate ai 5 miliardi di euro (+4,3% sul 2014)

Aziende artigiane con 15mila operai

Le imprese artigiane che operano nel comparto della pelletteria di lusso sono oltre 2000. Con circa 15.000 addetti.

Di | 2018-04-09T10:26:50+00:00 01/12/2016|Focus Moda|