La ripresa si vede dagli stand
Salgono fatturato e visitatori esteri
Le alleanze alla prova del mercato

MILANO

SI DICE che il settore fieristico sia una cartina di tornasole dello stato di salute dell’economia del Paese. In effetti, tra i segnali di risveglio c’è anche la ripresa del comparto delle manifestazioni fieristiche. Con una caratteristica importante: meno eventi ma complessivamente più grandi e più redditizie. I numeri rielaborati da CermesBocconi nei giorni scorsi parlano chiaro: nel 2017 si sono tenute 182 fiere in Italia (erano state 186 l’anno precedente) per una superficie complessiva di oltre 3,6 milioni di metri quadrati (era poco più di 3,4 nel 2016). In aumento anche gli espositori (92.950 contro gli 88.610 precedenti), in particolare quelli stranieri (28.172 contro meno di 26mila l’anno passato), mentre, a fronte di un lieve calo generale, sono stati registrati più visitatori provenienti da fuori confine (1,3 milioni circa, con un aumento del 7%). Un trend confermato anche dalla Aefi – Associazione esposizioni fiere italiane – che, nell’ultima indagine diffusa (relativa al secondo trimestre 2017) registra indicatori positivi su un po’ tutti i dati più significativi. Cantare vittoria, va detto, è davvero presto: le cifre restano comunque al di sotto di quelle degli anni pre-crisi, e dunque la strada della ripresa totale è ancora lunga. Appare tracciata, invece, la via da seguire per uscire dal tunnel: bisogna spingere sulla internazionalizzazione e sull’aumento delle dimensioni.

LA STAGIONE delle alleanze presumibilmente continuerà. Il 2016 è stato l’anno della fusione tra Vicenza, Rimini e Arezzo. Il primo bilancio che tiene conto della novità è stato appena licenziato: Italian Exhibition Group (Ieg) ha chiuso il preconsuntivo 2017 con un fatturato pari a 129 milioni (+3,4%), un Ebitda di oltre 23 milioni (+5,5%) e un risultato netto consolidato atteso sopra gli 8 milioni. Un altro asse che si è consolidato alla fine dello scorso anno, è stato quello tra Verona e Parma per il comparto del wine&food. La newco Verona Parma Exhibitions (Vpe) oggi rappresenta il primo organizzatore diretto dell’agroalimentare e il secondo polo nazionale sia per fatturato – con 127 milioni (88 Verona e 39 Parma) – sia per superficie lorda coperta, con 283mila metri quadrati. Un colosso con cui si dovrà misurare anche Fiera Milano, che presenterà nelle prossime settimane il suo piano industriale. Ma non è finita qui. Nell’anno del Cibo Italiano, sotto la lente ci sono le fiere alimentari. Macfrut (a Rimini, dal 9 all’11 maggio 2018) e Cibus (a Parma, dal 7 al 10 maggio 2018) hanno siglato da poco una intesa per favorire le visite congiunte degli operatori e l’incoming di buyer esteri alle due fiere. La diciannovesima edizione di Cibus presenta oltre 3.000 espositori e un numero crescente di visitatori e operatori sia italiani sia internazionali. In un anno in cui il made in Italy alimentare ha avuto un peso particolarmente positivo sulla bilancia economica del nostro Paese, con 137 miliardi di fatturato complessivo (190 se si considera anche il primario) e un aumento dell’export di oltre il 7% (a 32 miliardi), Cibus si pone come appuntamento fisso per tutti coloro che ruotano attorno al settore.

L’EDIZIONE di quest’anno vede, tra l’altro, un nuovo padiglione dedicato ai più innovativi e originali prodotti alimentari messi sul mercato, selezionati da una giuria di esperti, oltre a una serie di convegni e appuntamenti sulle nuove tecnologie: si parlerà, tra l’altro, di software di riconoscimento facciale del consumatore che entra nel punto vendita, per produzioni personalizzate, di scaffali sperimentali e di nuove strategie di retail marketing. Altra realtà ormai consolidata è BolognaFiere, che ha chiuso il 2017 (preconsuntivo) con un budget di 150 milioni di euro, utili superiori ai 5 milioni e un Ebitda di 25-30 milioni, e ora guarda al futuro con un progetto di ampliamento degli spazi espositivi. Sullo sfondo, quella prospettata alleanza con Rimini mai abbandonata ma neppure mai finalizzata. Ci sono poi le società emergenti. Tra queste, Riva del Garda Fierecongressi, il polo fieristico-congressuale del Trentino che, negli ultimi anni, ha seguito una crescita costante. Il fatturato 2017 è stato superiore ai 14 milioni di euro (+5% rispetto al 2016), con oltre 200mila presenze annue.

Andrea Bonzi