LE STRATEGIE DELL’AZIENDA LOMBARDA

La rivoluzione hi-tech di Colmar
Ecco i capi realizzati in grafene
«L’innovazione, il nostro motore»

Giuseppe Catapano

MONZA

UNA STORIA da valorizzare e l’innovazione, sempre insieme. Sono i due pilastri che reggono la crescita di Colmar, azienda italiana leader nel settore dell’abbigliamento sportivo. Due esempi: il finissaggio Teflon eco-elite, trattamento ecologico che garantisce l’impermeabilità dei capi, e la rivoluzione dei tessuti in grafene, materiale nanotech a base di grafite che garantisce un ‘filtro’ tra corpo e ambiente esterno assicurando la temperatura ideale. Colmar ha presentato l’evoluzione Reborn in grafene di tre giacche storiche degli anni Cinquanta, Ottanta e Novanta, a partire dal modello Guaina Zeno realizzato per Zeno Colò. «Abbiamo sempre conciliato la tradizione quasi secolare dell’azienda, legata alla nostra famiglia – dice Stefano Colombo, Sales & marketing director di Colmar –, con la forte spinta a nuove tecnologie. Negli ultimi anni abbiamo deciso di puntare con forza sull’innovazione: è il valore aggiunto che possiamo dare ai prodotti per renderli unici, è il nostro modo per distinguerci dai competitor. Non vogliamo che l’offerta si appiattisca, noi offriamo qualcosa in più».

Anche perché siete Colmar, brand riconosciuto e riconoscibile. Questo vi consente di osare?

«Quando il brand è affermato si creano aspettative. La priorità è la qualità, i nostri capi hanno una forte identità e per questo sono differenti».

L’innovazione fa la differenza anche nel settore tessile?

«Vogliamo essere un player indispensabile del mercato, lavorando proprio sull’unicità del prodotto».

Sono unici, nel senso che è solo Colmar a realizzarli, i capi in grafene (Grafene G+). Come è nata l’idea?

«La produzione di grafene è stata sviluppata da Directa Plus che è riuscita a creare questo derivato dalla grafite in modo ecosostenibile. Siamo entrati in contatto con la loro realtà ed insieme abbiamo lavorato per riuscire ad applicare la tecnologia al tessile. Dopo qualche anno di ricerca, grazie al nostro know-how e al loro impegno, abbiamo trovato la soluzione».

È l’innovazione spinta ai massimi livelli…

«Siamo i primi e gli unici al mondo a utilizzare il grafene nel tessile». Chi indossa capi in grafene? «È un prodotto non plus ultra, per questo il prezzo è più alto rispetto allo standard. I risultati sono soddisfacenti: il grafene è un sorprendente conduttore, consente di propagare il calore corporeo su tutta la superficie del corpo stesso. Questo accade in situazioni di freddo, mentre con temperature alte il calore viene disperso permettendo di avere un po’ di refrigerio. Produciamo giacche, tute da gara, polo, underwear: i tessuti in grafene sono elettrostatici e batteriostatici, perfetti per attività sportiva e outdoor».

Che tipo di feedback avete ricevuto finora?

«Ottimo. Insieme alla Federazione francese di sci, in galleria del vento, abbiamo sperimentato il nuovo materiale sulle tute da gara. Nel marzo del 2015, alle finali di Coppa del mondo a St. Moritz, abbiamo inaugurato la tuta».

Com’è andata?

«Tre atleti su tre del podio, nel gigante, erano francesi. Questo è stato un risultato sportivo e di immagine eccezionale».

Quale sviluppo prevede?

«Il grafene potrebbe diventare il materiale del futuro ed essere sempre più utilizzato anche in altri ambiti. Il fatto di aver cavalcato il trend ci può dare un vantaggio competitivo, visto che molti si stanno muovendo».

L’innovazione vale anche per i capi della linea Originals, quella più modaiola di Colmar?

«Assolutamente sì, sono due anime dello stesso brand. Ognuno prende il meglio dell’altro…».

Aspettative per il 2018? «Porteremo avanti progetti e partnership di forte impatto. Vogliamo posizionare il brand sempre più in alto». Arriverete in nuovi mercati?

«Prevediamo uno sviluppo in Asia e nel Nord America, ma l’obiettivo principale è rafforzare nel medio termine il mercato italiano e centro europeo».

Di |2017-12-19T11:15:05+00:0019/12/2017|Imprese|