LE STRATEGIE DEL PRESIDENTE

L’ortofrutta italiana in buona salute
«L’obiettivo è conquistare il mondo
con la rivoluzione della logistica»

Emanuele Chesi

CESENA

MACFRUT: macchine e frutta. Tutta la filiera dell’ortofrutta, dalle sementi al packaging, uno dei motori dell’agricoltura e dell’industria italiana, fa capo al salone internazionale in programma dal 9 all’11 maggio nei padiglioni fieristici di Cesena. Organizza Cesena Fiera, presieduta da Renzo Piraccini, manager di lungo corso del settore.

Presidente Piraccini, nell’era di internet il settore ortofrutticolo ha ancora bisogno di una fiera?

«Certo, è indispensabile, e fortunatamente tutta la filiera italiana si è compattata attorno all’evento di Rimini. Il comparto sta attraversando una fase di grande cambiamento. L’evoluzione c’è sempre stata, ma in questi ultimi anni il fenomeno ha subito una forte accelerazione. Chi non si adegua ai cambiamenti tecnologici, ai nuovi mercati, all’uso dell’e-commerce, rischia di essere tagliato fuori. Macfrut va a scongiurare questo pericolo portando a conoscenza di tutti le novità e facendo incontrare gli operatori».

Quali sono le novità del comparto?

«I nostri imprenditori sono estremamente votati all’innovazione. O meglio, coloro che hanno capito che è indispensabile innovarsi, sono quelli che stanno conquistando i mercati. E ce ne sono parecchi. E le novità sono tante: si pensi solo all’evoluzione del settore orticolo dove la coltivazione in verticale in apposite celle di accrescimento è ormai una realtà; oppure l’uso dei droni per mappare la coltura e risparmiare acqua e fertilizzanti, o le tecniche di conservazione che permettono di ridurre gli sprechi».

E quali sono invece le criticità?

«È l’altra faccia della medaglia: abbiamo dei segmenti che corrono, come quelli delle tecnologie di lavorazione, packaging, post raccolta, e che esportano almeno il 50%. Il mondo produttivo, invece, salvo taluni casi, è più ingessato e non coglie i cambiamenti nella giusta maniera. Occorre che la base produttiva sia sempre più organizzata e riesca a raggiungere nuovi mercati con un prodotto di alta qualità buono da mangiare».

Ma i nuovi mercati sono lontani…

«Sì, ma le tecnologie di conservazione e la logistica oggi permettono di raggiungere praticamente ogni angolo del globo con costi assolutamente competitivi. La Germania per decenni è stata la meta delle produzioni ortofrutticole italiane. Oggi è un mercato inflazionato. I primi dieci Paesi destinatari dei prodotti italiani sono tutti europei, con la Germania ad assorbire quasi la metà dal prodotto. Occorre guardare oltre. I container refrigerati permettono di esportare frutta a media e lunga conservazione in tutto il mondo, e per la frutta deperibile ad alto valore aggiunto c’è il trasporto aereo. Gli spazi ci sono: il primo che arriva li occupa».

Entriamo nel dettaglio della fiera: quali sono i numeri più rappresentativi?

«Prima di tutto la fiera cresce. Vi saranno oltre 55mila metri quadrati di spazi occupati (+10% sul 2017, +100% in quattro anni), 8 padiglioni, oltre 1100 espositori di cui il 25%esteri (+40% in quattro anni), 1500 buyer da tutto il mondo. Unica fiera di filiera in ambito internazionale, undici sono i settori espositivi in rappresentanza di tutti gli anelli del sistema»

E le novità più interessanti?

«Tante novità saranno portate ed esposte direttamente dagli espositori. Come Cesena Fiera abbiamo messo in campo alcune iniziative davvero particolari. La prima è denominata Acquacampus e sarà un vero e proprio campo sperimentale in cui le maggiori aziende al mondo allestiranno i sistemi di irrigazione per frutteti e orticole. La vera novità è di certo il Tropical Fruit Congress, un forum mondiale su mango e avocado che ha riscosso un successo strepitoso».

Di | 2018-05-14T13:14:02+00:00 09/05/2018|Focus Macfrut|