Salute assicurata con la polizza
A Monnalisa l’oscar del welfare
Le scelte di Menarini e Pignone

Monica Pieraccini

FIRENZE

NUOVO PIGNONE, Menarini, Eli Lilly Italia: le multinazionali da tempo puntano sul welfare aziendale, offrendo ai dipendenti servizi che migliorano la qualità della vita e rendono possibile conciliare lavoro e famiglia. Polizze sanitarie, convenzioni con palestre e piscine, borse di studio, rimborsi di tasse universitarie e rette scolastiche. Dal 2012 i dipendenti della Menarini possono contare sull’asilo aziendale che accoglie i bambini tra 0 e 3 anni e cedere riposi e ferie ai colleghi che hanno necessità, ad esempio, di assistere un minore o un anziano non autosufficiente. Ge Oil&Gas-Nuovo Pignone da anni usa strumenti di welfare, destinati anche a coppie dello stesso sesso. Modello eccellente per il welfare, Gucci, che ai suoi 1700 dipendenti offre 300 euro l’anno in servizi e rimborsi per spese sanitarie, spese scolastiche, cinema, viaggi, corsi di lingue, previdenza integrativa, convenzioni con il trasporto pubblico e flessibilità, con ore di straordinario accumulate da utilizzare per permessi aggiuntivi.

L’AZIENDA vinicola Ruffino di Pontassieve, di proprietà del colosso americano Constellation Brands, gestisce internamente il piano welfare. Da quest’anno i lavoratori possono convertire tutto o parte del premio di risultato per pagare esami sanitari, gite e mense scolastiche,libri, tasse universitarie o per usufruire in modo pressoché gratuito di piscina e palestra vicine al luogo di lavoro. Per la gioia dei bambini e dei familiari dei dipendenti, non manca durante il campionato la possibilità di accompagnare in campo i giocatori della Fiorentina. All’avanguardia per il welfare anche l’azienda chimica Ineos di Rosignano Solvay, che prevede borse di studio, rimborsi spese per gli asili nido, bonus per i dipendenti che dopo l’assunzione conseguono il diploma o la laurea o migliorano il loro livello di conoscenza della lingua inglese.

NON SOLO, ma ad alcune figure amministrative è consentito una volta la settimana lo smart working, cioè il lavoro flessibile, fuori ufficio, in modo da facilitare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. È di marzo l’accordo sul welfare aziendale tra Aisa di Arezzo, società a partecipazione pubblica che gestisce il termovalorizzatore di San Zeno, e i sindacati, grazie al quale i dipendenti possono scegliere tra la monetizzazione o il rimborso di spese legate a sanità, in particolare all’assistenza di anziani non autosufficienti, previdenza, scuola, oltre a buoni carburante, buoni viaggi o per abbonamenti a riviste o palestre. Alla Manetti Battiloro, che da quindici generazioni produce a Firenze la foglia d’oro, palestra e biblioteca sono dentro l’azienda, mentre alla Unigum, distributrice di prodotti per l’antinfortunistica, che viaggia su un fatturato di 21 milioni di euro, per il benessere e la serenità dei dipendenti si organizzano lezioni di zumba e di fit walking.

PREMIATA quest’anno da Welfare Index Pmi di Generali, l’indice che valuta il livello di welfare nelle piccole e medie imprese italiane, Monnalisa, azienda di Arezzo specializzata nell’abbigliamento per bambini di alta gamma, che offre ai dipendenti una polizza sanitaria aziendale completamente a carico dell’azienda, previdenza complementare, corsi di formazione e l’introduzione dei flexible benefit, con un importo variabile che può essere speso all’interno di una vasta gamma di servizi, che vanno dall’asilo nido, alle spese sanitarie non coperte dalla polizza, ad esempio le lenti da vista, fino alle vacanze.


Azienda premiata Sebach miglior posto di lavoro

FIRENZE

UNO DEI POSTI migliori nei quali lavorare. È questo il significato del riconoscimento che si è aggiudicato l’azienda Sebach, che ha sede a Certaldo (Firenze) ed è leader in Italia nel noleggio dei bagni mobili. Secondo l’indagine organizzata dal Great Place to work Institute Italia, infatti, quella fiorentina risulta essere una delle otto imprese ‘small’ considerate migliori per la qualità della vita lavorativa, aspetto che le ha consentito di essere annoverata tra i Best Workplaces 2017.

LA REALTÀ fiorentina, presente dal 1986, è l’unica del settore in classifica ed è anche la sola nella categoria ‘servizi industriali’. L’istituto che ha organizzato l’indagine è arrivato a questa decisione dopo aver analizzato 122 aziende nel corso del 2016, ascoltando la voce di oltre 60.000 collaboratori. Numeri che, inevitabilmente, aumentano ancora di più il valore di questo riconoscimento. Tra queste 122 aziende ne sono state selezionate 45 che vengono considerate appunto ‘Best Workplaces 2017’. All’interno di realtà industriali come Sebach i dipendenti dichiarano di lavorare in un ambiente caratterizzato dalla fiducia nel management e sono orgogliosi dell’attività che svolgono, formando una squadra affiatata e trasformando il luogo di lavoro in una realtà piacevole nella quale operare.

LE AZIENDE sono state divise in large, medium e small a seconda del numero dei dipendenti presenti. Sebach è riuscita ad entrare in questa speciale classifica grazie ad un trust index del 78% e soprattutto grazie alla capacità dell’azienda di ‘coinvolgere i collaboratori nell’organizzazione dei momenti di socializzazione’. «Il nostro gruppo ha da sempre sviluppato una filosofia di gestione delle risorse umane improntata all’armonia e alla serenità, tipica delle aziende internazionali» ha spiegato Antonella Diana, amministratore delegato di Sebach. «E la nostra vocazione non può che farci seguire questa strada. Ci sono studi ed indagini, sempre più dettagliate, che mostrano come vivere in un ambiente lavorativo in maniera serena ed equilibrata permette di ottenere migliori prestazioni e risultati da parte dei dipendenti. Ed è questo l’obiettivo che ci prefiggiamo, ovvero impostare una vita lavorativa di primo livello».

E PER FORMARE al meglio l’ambiente sono diverse le iniziative messe in atto. «Periodicamente organizziamo dei barbecue e dei piccoli eventi, in occasione di ricorrenze particolari». Il 31 marzo scorso, ad esempio, è stato proprio con una grande festa che Sebach ha celebrato i 30 anni di attività.

Paolo Biagioni