Più ragazzi in fila alle casse
«È l’effetto ’Black friday’»

Il rapporto della società Secursat

Bene il venerdì nero degli acquisti, con i consumatori più che raddoppiati
I flussi di giovani e giovanissimi in particolare sono aumentati di circa l’8%

di Gabriele Tassi
ROMA

Li abbiamo visti per anni, trascinarsi a forza lungo le vie dello shopping. Uomini e ragazzini alla mercé di compagne assetate di compere: qualcosa è cambiato. Sarà forse l’effetto ’Black friday’? Pare di sì, perché secondo i dati raccolti da Secursat, l’archetipo del ’maschio’ allergico agli acquisti sta pian piano svanendo. Proprio nel ’venerdì nero’ dell’ultimo weekend di novembre infatti sono raddoppiati i flussi di consumatori, con una particolare incidenza su uomini e ragazzi, che – fra casse, camerini e scansie – hanno visto un aumento di circa l’8% rispetto allo scorso anno. A dare una mano all’indagine di Secursat (azienda specializzata nell’integrazione delle tecnologie di sicurezza e intelligenza artificiale applicata alle security cam) sono stati proprio gli ’occhi elettronici’, distribuiti in oltre 1.200 luoghi di vendita in tutta Italia.
Ebbene, la fantascienza è altro, perché l’analisi elaborata dall’azienda con sedi ad Asti, Milano e Roma non invade la privacy dei clienti. Ne rileva piuttosto il comportamento al momento dell’acquisto, un contributo importante quando si cerca di orientare nel modo corretto gli sforzi del personale addetto alle vendite per aumentare la soddisfazione dei clienti. «Un grande lavoro di raccolta dati – spiega Maura Mormile, business developement manager di Secursat –. La loro elaborazione può dare grandi risposte agli esercenti in giornate chiave come il Black friday».
I risultati quali sono?
«In totale si parla di circa 12mila ingressi nei camerini, contro una media di seimila in un normale venerdì, con tempi di attesa alle casse raddoppiati, come raddoppiano anche gli uomini nella zona camerini. Restano stabili invece le donne. I numeri sono in linea con lo scorso anno, e nettamente superiori a tre anni fa».
E invece l’obiettivo della vostra analisi?
«Fondamentalmente, volevamo capire se il successo dello scorso anno fosse solamente un caso isolato oppure lo speciale giorno di promozione fosse entrato davvero nelle abitudini dei consumatori, e il Black friday 2019 è stata una conferma». Come funziona il sistema? «Le telecamere non fanno altro che contare le teste delle persone e suddividerle per genere (i loro volti non vengono memorizzati, e così la loro identità resta al sicuro)».
Quali vantaggi può avere un rivenditore, o una grande catena grazie ai risultati di questo studio?
«È possibile arrivare meglio preparati alle giornate di promozione, per esempio incrementando il numero del personale, ridisegnando alcuni settori dell’area vendita, o semplicemente aprendo più casse».
Già, perché il vostro sistema calcola anche i tempi medi di presenza nelle aree strategiche.
«Lavoriamo con retailer che operano principalmente nel campo dell’abbigliamento, e, fra l’area casse e quella dei camerini i tempi di permanenza sono aumentati fino a 3 volte, vale a dire anche 600 persone in un’ ora. Un’altra prova che ci suggerisce come i flussi di persone siano fortemente influenzati dal Black friday».
Il vostro è un lavoro lungo 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno. Quando la gente compra di più?
«Durante le feste, i flussi medi per esempio aumentano nell’ordine di 1000/1.500 presenze. Ma è in periodi promozionali come il Black friday che si raggiungono i picchi maggiori, che, nel caso di venerdì 29 sono addirittura raddoppiati rispetto a un normale venerdì »
Insomma, nonostante il web, i negozi fanno ancora la loro parte.
«È una questione di cultura, agli italiani piace ancora toccare prima di acquistare, ma non è detto che l’oggetto venga preso in negozio, perché molti dei nostri retailer hanno anche lo store online ».

Nel weekend all’americana si compra con la carta

L’indagine di Sia

MILANO

Alle spalle c’è il ’venerdì nero’ che arriva dall’America. Passata una settimana dal weekend dei ’folli acquisti’ è tempo di bilanci. Dalla prima all’ultima ’strisciata’ sono stati 18,4 milioni i pagamenti con carte di debito, credito e prepagate, emesse in Italia e gestite da Sia, nel giorno del ’Black Friday’ 2019 (appunto lo scorso venerdì 29 novembre). Un dato in aumento del 34,3% circa rispetto ai 13,7 milioni di venerdì 22 novembre, e addirittura del 37,3% se confrontati con il ’Black Friday’ datato 2018, quando le transazioni furono 13,4 milioni. Sia, leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici dedicati alle istituzioni finanziarie, banche centrali, Imprese e pubbliche amministrazioni, nelle aree dei pagamenti, della monetica, dei servizi di rete e dei mercati dei capitali ha messo a punto l’indagine che riguarda proprio questo speciale periodo dell’anno.
In particolare, i pagamenti per gli acquisti online sono stati 4,9 milioni – pari al 26,7% del totale – mentre i pagamenti nei negozi tradizionali hanno raggiunto i 13,5 milioni. In base all’analisi dei dati effettuata da Sia, il ’Black Friday’ 2019 ha registrato rispetto al venerdì precedente la più alta percentuale di crescita per i pagamenti su siti di e-commerce (+48,4%) oltre all’aumento dei pagamenti fisici (+29,8%). Insomma, non solo si è acquistato di più utilizzando il Pos, ma sono state ottime anche le ricadute sullo shopping in generale.
Complessivamente, durante il weekend del ’Black Friday’ 2019 (29 novembre – 1 dicembre), Sia ha gestito 49,5 milioni di pagamenti con carte, in aumento del 26,9% rispetto al fine settimana precedente (quella tra il 22 e il 24 novembre), quando le operazioni erano state pari a 39 milioni, e del 37,8% rispetto al weekend del ’Black Friday’ 2018 (23-25 novembre). Da registrare, infine, la crescita del 42,3% relativamente agli acquisti online e del 38% per i pagamenti fisici rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sia gestisce oltre metà delle operazioni di pagamento con carte di debito, credito e prepagate in Italia.