«La nostra energia? I valori prima dei prezzi»

La sfida green di Enegan, parla l’ad Andrea Guarducci

«L’obiettivo è garantire al cliente una bolletta coerente e costante, oltre alla sicurezza di una fornitura proveniente da fonti rinnovabili»

FIRENZE

«In un contesto dove i trader dell’energia fanno a gara per rincorrere l’offerta più economica, noi abbiamo deciso di differenziarci, parlando di valori prima di parlare di prezzo». Esordisce così Andrea Guarducci (nella foto tonda), presidente di Enegan, azienda toscana di luce, gas e telecomunicazioni per privati e aziende, protagonista di un progetto tanto ambizioso quanto difficile: competere in un mercato dell’energia dominato da colossi del calibro di Enel o Eni, ritagliandosi il proprio spazio. E a giudicare dai numeri – da 0 a 300 milioni di euro di fatturato in soli 9 anni, 250 dipendenti e quasi 900 agenti in Italia – la sfida è stata pienamente vinta.
Qual è la ricetta del vostro successo?
«Parliamo prima di tutto di valori e non di costi. Siamo molto sensibili ai temi ambientali e per noi essere green rappresenta un plus importante. Il nostro obiettivo non è offrire al cliente la soluzione più economica, ma garantirgli che con noi non spenderà più di quanto stia già spendendo, potendo però usufruire di energia pulita, ovvero proveniente da fonti totalmente rinnovabili, senza l’impiego di combustibili fossili ».
A giudicare dai numeri la scelta vi sta ripagando.
«Si, ma non è questa la nostra più grande soddisfazione. Siamo contenti quando riusciamo a fare qualcosa per l’ambiente. Per questo oggi Enegan è l’unica azienda che “restituisce” all’ambiente la Co2 prodotta e lo facciamo piantando nuovi alberi, per ogni metro cubo di Co2 che immettiamo nell’atmosfera (sono 517.224 le tonnellate di CO2 risparmiate nell’ultimo anno equivalenti al peso di circa 1 miliardo di bottigliette d’acqua). Al cliente offriamo anche la possibilità, tramite la nostra applicazione, di verificare quanta Co2 ha prodotto e decidere quale tipologia di albero piantare. Arrivati a oggi abbiamo piantato 1.200 nuovi alberi».
L’attenzione ai temi ambientali vi ha spinto a creare una Onlus, chiamata “Save the Planet”. Quali progetti portate avanti?
«Sono tutti progetti legati all’ecosostenibilità. La Onlus ha tre diversi livelli associativi: quello base, quello intermedio, per la certificazione ambientale dei cantieri edili, ed uno rivolto ad aziende e imprenditori, per appunto l’impresa “green”. Essere amici dell’ambiente ha anche un ritorno in termini di fatturato. Si calcola infatti che le aziende con tale certificazione hanno un incremento del giro di affari pari al 4%».

Il progetto EneganArt

Arte e sostenibilità un ponte fra uomo e aziende

EneganArt è il progetto che celebra l’espressione massima dell’uomo mettendo la cultura al centro del rapporto tra arte e impresa. Enegan, crede fermamente che l’arte debba essere protagonista di un piano di sviluppo sostenibile.


Esperti per guidare la svolta low carbon

Nuovi professionisti dal progetto coordinato da Unibo

BOLOGNA

Dalla rivoluzione della green economy nasce un nuovo mestiere: il Sustainable Energy Expert, l’esperto che aiuta le aziende a trasformare le proprie politiche energetiche senza compromettere la sostenibilità economica e finanziaria dell’impresa. Una figura che sarà sempre più richiesta per la quale però, ad oggi, non esiste un percorso formativo dedicato. GrEnFIn – Greening Energy Market and Finance è il nuovo progetto europeo Erasmus+ guidato dall’Università di Bologna (nella foto il Rettore Francesco Ubertini) che andrà a colmare questo vuoto, dando vita ad un corso di laurea internazionale con titolo congiunto pensato per sostenere la svolta green del mondo produttivo. Il progetto coinvolge quattordici partner di dieci paesi (Italia, Germania, Regno Unito, Austria, Polonia, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Brasile), equamente divisi tra università ed imprese: uno sforzo collaborativo che garantirà una risposta concreta alle necessità del settore industriale e al tempo stesso permetterà di dare vita ad un titolo di studio riconosciuto a livello europeo. «Il nostro obiettivo è creare un percorso formativo che possa preparare figure professionali capaci di lavorare all’interno delle aziende per facilitare il passaggio all’economia low carbon – dice Silvia Romagnoli, docente dell’Università di Bologna che coordina il progetto – Il Sustainable Energy Expert potrà sia certificare le aziende dal punto di vista energetico, controllando la quota di fonti rinnovabili utilizzate, sia gestire l’impatto economico di queste scelte, anche attraverso strumenti finanziari: il suo ruolo sarà quindi centrale per assicurare che il rispetto dell’ambiente da parte del mondo produttivo sia accompagnato da un’economia vitale».
Il progetto GrEnFIn – Greening Energy Market and Finance è finanziato dalla Commissione Europea con un milione di euro nell’ambito del programma Erasmus+ KA2 Knowledge Alliances, dedicato a iniziative di cooperazione europea università-impresa per l’innovazione dell’istruzione superiore. Nel corso di tre anni di lavori, i quattordici partner progetteranno, testeranno e avvieranno un corso di laurea internazionale con titolo congiunto dedicato a formare i Sustainable Energy Expert di domani.