LE NOSTRE TASCHE

Emozioni, rovina degli investitori
«Solo un consulente-psicologo
ha la terapia giusta per i risparmi»

Andrea Bonzi
MILANO

«UN CONSULENTE deve prima di tutto essere psicologo, occuparsi del patrimonio del cliente in modo complessivo, educandolo a dominare l’aspetto emotivo delle sue scelte ». Paolo Legrenzi, professore emerito di Psicologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, spiega nella sua ultima fatica La consulenza finanziaria (Il Mulino) come emozioni e psicologia influenzino le decisioni degli italiani su come investire i propri risparmi.

Professore, che cos’è la finanza comportamentale?

«La finanza classica studia i mercati finanziari e costruisce modelli che ne spiegano l’andamento. Se i mercati fossero governati da computer, sarebbe sufficiente. Ma le decisioni sono prese da uomini: la finanza comportamentale tiene conto dei vincoli esistenti nella mente delle persone. Non è un caso che, negli anni, il premio Nobel sia stato assegnato anche a studiosi – psicologi ed economisti – che si sono occupati degli errori sistematici dell’uomo nella gestione dei risparmi».

Quali aspetti sotto la lente d’ingrandimento?

«Principalmente due. Il primo descrive gli errori compiuti dall’uomo e ne indaga le cause emotive; il secondo punta a fare sì che essi non si ripetano. Siccome è molto difficile che l’individuo si autocorregga, entra in gioco il ruolo fondamentale dei consulenti finanziari».

Quali sono le emozioni che influenzano le scelte di investimento?

«La più importante è il dolore della perdita, che è più forte del piacere della vincita. I mercati oscillano, come la nostra vita, ma la nostra mente ha una percezione asimmetrica: se investo 100mila euro, il dolore di scendere a 90mila è maggiore della soddisfazione di salire a 110mila».

Perché?

«Perchè nel mondo dei cacciatoriraccoglitori era preliminare escludere i pericoli, evitare le perdite. Il problema è che, siccome il modo per fare fruttare i propri risparmi spesso è puntare su mercati lontani, che non comprendiamo, è bene che queste scelte le faccia qualcun altro per noi: torna in gioco il ruolo della consulenza».

Gi italiani amministrano bene le proprie finanze?

«Purtroppo no. L’80% dei risparmiatori italiani usa il fai-da-te. Su oltre 9mila miliardi, i 2/3 sono in immobili, che hanno perso valore (anche se nessuno se ne accorge finché non li vende), il 95% è in euro (valuta che è scesa), mentre solo il 3% delle famiglie investe in azioni (che sono salite). Se, in questi anni, i risparmi fossero stati investiti non dico con la precisione di un fondo sovrano ma almeno decentemente, gli italiani possiederebbero 13mila miliardi».

Un po’ di colpe le avranno pure i consulenti…

«La consulenza copre solo 2mila miliardi, il resto è fai-da-te, dovuto al cumularsi delle decisioni prese dalle famiglie. Una naturale propensione all’errore, abbinata a eccessiva prudenza e ignoranza finanziaria, ha portato a questo. Prenda il passaggio generazionale: i 2/3 dei risparmi italiani sono in mano a over 65, siamo il Paese col risparmio più ‘vecchio’. E c’è un problema in più…».

Cioè?

«La mia generazione, anche se investiva male i soldi, continuava a farne tanti, i nostri figli invece no. I 9mila miliardi di oggi sono stati accumulati dal Dopoguerra in avanti: è dura che, di qui al 2070, se ne accumulino altrettanti».

IL DIZIONARIO DELLA FINANZA

After hours

Significa ‘fuori orario’ e, nel gergo finanziario, indica un tipo di mercato dove le contrattazioni iniziano quando i mercati ufficiali chiudono. Le operazioni che avvengono in questo mercato secondario non possono essere trasferite sul mercato ufficiale e, ovviamente, viceversa.

Federal Reserve

Abbreviata spesso Fed dagli addetti ai lavori, la Federal Reserve è la banca centrale degli Stati Uniti. Il compito di questo organismo è controllare la politica monetaria (con aumenti e tagli del costo del denaro) e garantire la stabilità del settore finanziario e bancario americano

Microcredito

Importi ridotti, interessi bassi e scadenze lunghe: queste le caratteristiche dei prestiti di microcredito, strumento finanziario che aiuta piccole attività, famiglie e persone in difficoltà. La sua invenzione a metà degli anni ’70 si deve al bangladese Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006.

Sim

È l’abbreviazione di Società di intermediazione mobiliare. Si tratta di società per azioni che operano sui mercati finanziari per conto proprio (dealing) o per conto terzi (brokerage), vendendo o comprando strumenti finanziari come le azioni. Le principali Sim aderiscono all’associazione Assosim

Di |2018-10-02T09:24:18+00:0010/09/2018|Dossier Economia & Finanza|