La rivoluzione dell’Interporto
Polo strategico di emergenza pronto a soccorrere le imprese

Sara Ferreri JESI (Ancona)

L’ INTERPORTO delle Marche, alle prese con non poche difficoltà già dalla sua progettazione (anni ’90), è destinato a cambiare volto. Giorni decisivi per l’infrastruttura nata per sviluppare l’intermodalità del Centro Italia. L’estate scorsa, dopo 17 anni ai vertici, l’ex assessore provinciale e comunale Roberto Pesaresi, ha lasciato la presidenza della società che per il 63% è della Regione Marche. Ma dopo poche settimane, cambiato il cda, è emerso un buco di dieci milioni con gli stipendi dei dipendenti a rischio. Ora sono rimasti in cinque e avranno per sei mesi un orario ridotto fino a che il nuovo progetto non decollerà. A sanare le difficoltà di bilancio è stata l’Asur che ha acquistato per 15 milioni la palazzina all’uscita dello svincolo della superstrada, tra Jesi e Monsano.

IL PROGETTO è pronto: portare qui, pur mantenendo l’intermodalità, 118, Protezione civile e il deposito farmaci e materiali sanitari. Praticamente un polo logistico dell’emergenza che andrebbe ad aggiungersi alla struttura di scambio per trasporti intermodali, inaugurata quasi nove anni fa e collegata con il Porto di Ancona, l’aeroporto Sanzio di Ancona-Falconara  e posto in prossimità della Strada statale 16 Adriatica e dell’autostrada A14, della ferrovia Roma-Ancona e della Statale 76 della Val d’Esino. L’ex assessore provinciale Roberto Pesaresi ha ricostruito le tappe: «Quando nel 1999 l’allora presidente della giunta regionale, Vito D’Ambrosio, mi invitò a guidare l’Interporto, mi invitò anche a buttare le chiavi se non fossi riuscito a risollevarne le sorti. Oggi consegno una struttura perno intermodale dell’Italia centrale. Entro l’anno ospiterà il nuovo 112 e 118 e il prossimo diverrà polo della logistica sanitaria». I tempi si sono allungati anche per il sisma e la nevicata che hanno colpito le Marche impegnando le istituzioni regionali.

LA QUESTIONE in questi giorni è sul tavolo della giunta Ceriscioli. Gli obiettivi sono stati raggiunti – aveva aggiunto Pesaresi – il raccordo alla linea ferroviaria e all’autostrada, il riconoscimento nel 2013 di infrastruttura di interesse comunitario, la piena operatività. Sono 30, ad oggi, le aziende che hanno trovato sede nel centro direzionale, oltre 250 gli addetti, 800 i mezzi che entrano ed escono ogni giorno, 150 le coppie di treni gestiti ogni anno, in crescita il lavoro intorno all’entrata ed uscita dei cereali, 54 gli ettari di proprietà su cui sono stati fatti investimenti per 53 milioni di euro. Entro l’anno – aveva annunciato il presidente a cui è succeduta poi Federica Massei – dovrebbero prendere il via il polo unico regionale della protezione civile e il polo logistico sanitario regionale per razionalizzare un sistema che attualmente conta 40 magazzini. E tutte le aree, ha assicurato la Regione, saranno occupate». Tra i progetti prossimi, anche il polo distributivo dei prodotti siderurgici, un corridoio tra Italia e porti del Vietnam, il Polo Halal Trade Center. Ad oggi sono circa 300 le aziende che trasportano le loro merci attraverso l’Interporto.