LE IMPRESE PIÙ IMPORTANTI

Le eccellenze che ‘ampliano’ il distretto
Menarini, Lilly Italia, Kedrion e El.En
portano la Toscana a curare il mondo

DIETRO I NUMERI che fanno della Toscana la terza regione in Italia per l’industria del farmaco ci sono storie di eccellenze, di imprese, di multinazionali col cuore e la testa sul territorio. In cima alla lista di questi campioni non più nascosti c’è il gruppo farmaceutico Menarini: sede a Firenze, presente in 136 Paesi al mondo, 17mila dipendenti. Con un fatturato di 3,6 miliardi di euro è oggi al 13° posto in Europa su 5.345 aziende del settore e 35° nel mondo. Con 7 centri di Ricerca e sviluppo, i suoi prodotti sono presenti nelle più importanti aree terapeutiche tra cui cardiologia, gastroenterologia, pneumologia, malattie infettive, diabetologia, infiammazione e analgesia. La produzione farmaceutica, invece, è realizzata nei 16 stabilimenti, in Italia e all’estero, fra cui uno a Pisa e due a Firenze, dove sono prodotte e distribuite nei cinque continenti oltre 580 milioni di confezioni l’anno. In Toscana, il gruppo è presente a Firenze, oltre che con la sede centrale, con Menarini Ricerche e le aziende Malesci, Firma e Menarini Diagnostica; a Pisa con Guidotti e Lusochimica e a Rapolano con VaxYnethic. È storia di pochi giorni fa, l’annuncio di un nuovo investimento a Sesto Fiorentino, nell’area ex Longinotti di 100mila metri quadri, dei quali circa 50mila edificabili ad uso industriale.

ALTRA MULTINAZIONALE la Eli Lilly, con l’affiliata Lilly Italia che ha sede a Sesto Fiorentino dal 1959. Attualmente Lilly Italia, che impiega circa 1.200 dipendenti, copre una superficie di 55mila metri quadrati ed è in una fase di ulteriore espansione, con un fatturato di circa 300 milioni. Con un investimento di 465 milioni di euro è stato realizzato nella sede di Sesto uno dei più innovativi stabilimenti per la produzione di farmaci biotecnologici in Italia, destinati per il 98% all’export verso mercati europei ed extra-europei. Le aree terapeutiche in cui Lilly studia nuovi farmaci sono fra quelle che, a livello globale, presentano domande di salute pressanti: diabete, oncologia, malattie autoimmuni, malattie neurodegenerative e dolore. Terza eccellenza è la Kedrion Biopharma, che sviluppa, produce e distribuisce farmaci plasmaderivati per il trattamento di malattie rare e debilitanti. Partendo dalla Toscana, Kedrion è diventata protagonista sulla scena internazionale e leader di mercato per specialità medicinali come le Immunoglobuline iperimmuni anti- D (oltre 1,2 milioni di dosi distribuite), utilizzate per la prevenzione della Malattia emolitica del feto e del neonato. Con un fatturato di 602,5 milioni di euro, oggi l’azienda è il quinto player mondiale del settore e il primo in Italia, dove è presente con due stabilimenti, a Bolognana (Lucca), a Sant’Antimo (Napoli) e a Siena, con un impianto per piccole produzioni dedicato alla ricerca e allo sviluppo di farmaci orfani. Kedrion si avvale della collaborazione di 2.500 dipendenti a livello globale, di cui più di mille in Italia. Non è finita. Più di mille dipendenti nel mondo, oltre 40mila laser venduti, un investimento in ricerca e sviluppo tra il 5 e l’8% del fatturato: parliamo di El.En., la spa nata nel 1981 a Firenze grazie all’iniziativa di un professore universitario e di un suo allievo.

OGGI È CAPOFILA di un gruppo industriale hi-tech costituito da più di 30 aziende e produce sorgenti laser, apparecchiature e accessori specifici innovativi per applicazioni medicali, industriali e per la conservazione del patrimonio artistico. Dal 2000 è quotata in Borsa. La divisione medicale del gruppo El.En. è leader nella progettazione e nella produzione di laser e sistemi di luce per applicazioni in campo medicale. Dai trattamenti estetici per il viso e per il corpo, alla chirurgia ginecologica, dermatologici , otorinolaringoiatrica, oncologica con tecniche microinvasive.

Strategie L’assessore: «Investiamo nella medicina di precisione»

FIRENZE IL SETTORE strategico su cui investire nei prossimi anni è la medicina di precisione. A sostenerlo è Stefania Saccardi (nella foto), assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, che sottolinea l’importanza del sistema della ricerca.

Con quali strumenti il Servizio sanitario regionale promuove e rafforza il sistema della ricerca?

«Senza dimenticare che l’obiettivo rimane rafforzare la ricerca per migliorare la qualità della vita e lo stato di salute dei nostri cittadini, il Servizio sanitario regionale mira a trasferire i risultati della ricerca in termini di innovazione, di supporto all’avvio del processo produttivo, di potenziamento e attrazione sul territorio di competenze pubbliche e private».

Come si può operare per mettere sempre più a rete i vari soggetti?

«È necessario non solo investire risorse per la ricerca biomedica, ma contribuire a dare un forte impulso all’integrazione tra gli attori del sistema della ricerca – università, enti di ricerca, enti pubblici, imprese – migliorando le capacità di indirizzo strategico e di definizione delle priorità. Sia le risorse finanziarie, sia il supporto alle infrastrutture per la ricerca dovrebbero essere considerate investimenti imprescindibili per il futuro del Paese».

Quali sono le ricadute per la Toscana?

«Il potenziamento e l’attrazione sul territorio di competenze di ricerca e sviluppo pubbliche e private, favorendo l’integrazione fra le quattro Aziende ospedaliero– universitarie con gli atenei. Attraverso il Distretto tecnologico Scienze della vita nel quale lavorano insieme imprese, enti di ricerca e Servizio sanitario, l’obiettivo è contribuire a incrementare la competitività in uno dei settori strategici dell’economia toscana».

In quale aree la Regione si impegna a sviluppare nuovi filoni di intervento?

«La precision medicine è oggi considerata la nuova frontiera delle scienze mediche. È un paradigma innovativo per la prevenzione, la diagnosi e la cura di patologie tenendo conto delle variazioni individuali del patrimonio genetico, dell’ambiente e dello stile di vita. È un settore strategico nel quale concentrare le risorse pubbliche in collaborazione con il privato, orientate alla scoperta di nuovi marcatori per la diagnosi e la prevenzione di malattie neoplastiche, degenerative e genetiche e allo sviluppo di nuove terapie».

Di |2018-10-02T09:24:18+00:0010/09/2018|Dossier scienze della vita|