LE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE

Gas, scelta strategica per il futuro
«Ma bisogna tutelare le utility
e rivedere i meccanismi di gara»

Alessandro Farruggia
ROMA

IL PIANO Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), approvato nel solco della Strategia Energetica Nazionale (SEN) del 2017, fa una scelta irreversibile a favore della decarbonizzazione. Quindi della sostenibilità delle scelte energetiche. Il piano prevede un passo fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici come la graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia, fino a una totale interruzione nel 2025; la diffusione e l’integrazione delle energie rinnovabili e la riduzione al minimo degli impatti ambientali, con priorità assegnata ad esempio agli impianti fotovoltaici sugli edifici per preservare il suolo, pompe di calore per evitare emissioni di particolato, biocarburanti avanzati per l’uso di residui e rifiuti. L’efficienza energetica sarà fondamentale per contribuire agli obiettivi di protezione ambientale e ridurre la dipendenza da combustibili fossili stranieri. Nella transizione energetica, come già nella Sen, il Pniec prevede un ruolo chiave assegnato al gas, che si vuole rendere il più possibile sostenibile.

MA GLI OPERATORI delle utility gas sono preoccupati sulle modalità. «Al gas – osserva Francesco Macrì, presidente di Estra e vicepresidente di Utilitalia – si riserva pur sempre un ruolo strategico, ma ci si deve consentire di rivedere l’assetto generale per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione ». Il piano prevede la diminuzione dei consumi di gas, e tendenzialmente una prevalenza di gas da rinnovabili, sintetico e biometano. E qui per le utility assume un ruolo decisivo la gestione dei meccanismi di gara, per i quali andrebbero rimessi in discussione i criteri di valutazione degli investimenti in modo da dare maggior rilievo agli interventi di reale innovazione tecnologica. «Si insiste sulle gare gas basate sul decreto 164 del 2000 – osserva Macrì – che non tengono minimamente in considerazione i futuri scenari energetici e neppure il dettaglio del piano integrato energia e clima. E per come sono concepite vanno a vantaggio dei grandi operatori che possono investire miliardi di euro. Invece il modello che ritengo migliore per l’Italia è quello di utility strettamente legate al territorio».

SE VOGLIAMO mantenere le infrastrutture eccellenti che abbiamo, prosegue il presidente di Estra, «dovremmo avere la forza di rivedere l’intero assetto e orientare nuove politiche di investimento che valorizzino la struttura come network capace di diventare centro intermodale tra più fonti energetiche e tra impianti e reti. Se si rimane su quel binario datato si rischia di mettere in crisi un intero settore strategico come quello del gas perché avresti una infrastruttura scollegata dalle ulteriori opportunità che ci si pongono di fronte».

AD UTILITALIA si pensa all’accoppiamento di più fonti energetiche, a reti integrate. Una visione che richiede forti investimenti tecnologici e richiederebbe anche un saggio orientamento degli incentivi. «Consentiamo alle aziende – osserva Macrì – di allearsi e di fare sperimentazione. Di coprogettare. Se siamo in una stagione di forte stress concorrenziale, in assenza di forti incentivi da parte dello Stato, la sperimentazione è dei singoli. Invece bisogna unire le forze guardando ad un assetto futuro del sistema che a questo punto compete in un ambito europeo. Se nei prossimi 3-4 anni, per legge, saremo in gara tra di noi non potremo collaborare. E questo sarebbe un peccato. C’è bisogno di fermarsi un attimo e rivedere i meccanismi di gara».

Generali e ABF inaugurano la scuola di Muccia

MUCCIA (Macerata)

È STATA inaugurata (nella foto) la nuova scuola elementare di Muccia, nel ‘cratere’ maceratese. Il Fondo Protezione Solidale di Generali Italia ha scelto di sostenere il progetto della Fondazione Andrea Bocelli (ABF) per aiutare i bambini di Muccia ricostruendo la scuola di istruzione primaria e la scuola dell’infanzia “E. De Amicis”, distrutte dal terremoto che nel 2016 scosse il Centro Italia. Generali Italia, impegnata nella sensibilizzazione sui danni da catastrofi naturali, ha scelto di destinare alla scuola di Muccia i primi 300mila euro raccolti dal Fondo Protezione Solidale grazie alle donazioni della compagnia e degli agenti per ogni polizza casa abbinata a eventi catastrofali. Alla cerimonia di inaugurazione Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia, ha dichiarato: «Essere qui, per noi di Generali Country Italia, significa mettersi a disposizione del territorio come azienda. Restituire le nostre competenze e farle diventare rilevanti per le comunità. Andare oltre gli interventi episodici, per costruire solidarietà sociale: siamo stati a fianco della Fondazione dal primo momento. E quando dico siamo non intendo solo Generali, mi riferisco anche qui ad una rete, promossa da Generali: un circolo virtuoso che abbiamo costruito intorno ad una nostra competenza. Quindi ad una nostra responsabilità sociale».

Di |2019-07-02T08:20:34+00:0002/07/2019|Dossier Sostenibilità|