LE FIBRILLAZIONI DEI MERCATI

Immobiliare e derivati
«Investimenti alternativi
adatti alla volatilità»

Andrea Telara

MILANO

AZIONI, obbligazioni o immobili? Nel portafoglio ideale per il 2019, c’è spazio un po’ per tutte queste classi d’investimento (asset class). La pensa così Antonio Bottillo, country head per l’Italia di Natixis Investment Managers, che consiglia di puntare molto sulla diversificazione per affrontare le insidie dei mercati nei prossimi mesi. «Il nostro portafoglio ideale per quest’anno – dice Bottillo – si compone così: una quota del 35% è destinata alle azioni, il 35% alle obbligazioni, un altro 10% ai prodotti multi asset, un ulteriore 10% agli investimenti alternativi e, infine, una quota del 10% è impiegata nel mercato monetario».

PER LA componente investita in azioni, Bottillo consiglia di non concentrarsi troppo su una specifica area geografica e di muoversi su scala mondiale, allo scopo di aumentare appunto la diversificazione. Per quanto riguarda le obbligazioni, invece, il suggerimento di Natixis IM è di concentrarsi sui bond europei e su titoli che in gergo finanziario hanno una short duration, cioè sono poco esposti al rischio di un ribasso delle quotazioni nel caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Infine, per la componente flessibile del portafoglio, Bottillo consiglia di puntare su fondi alternativi e multi asset che non si concentrano soltanto sugli strumenti finanziari più tradizionali come le azioni e le obbligazioni.

PER DARE un po’ di respiro al proprio investimento, insomma, occorre mettere in atto strategie d’investimento un po’ più elaborate che in passato. A questa conclusione si giunge soprattutto facendo tesoro dell’esperienza del passato. Nel 2018, infatti, molti portafogli costruiti dai consulenti finanziari hanno deluso indubbiamente le aspettative degli investitori anche quando hanno seguito una logica multi asset, cioè sono stati costruiti puntando su molti strumenti finanziari diversi. La dimostrazione arriva dai risultati del Global Portfolio Barometer, un’analisi condotta periodicamente in sette paesi diversi da Natixis Investment Managers. Dall’ultima edizione della ricerca, emerge che i portafogli dei consulenti hanno registrato rendimenti in gran parte negativi. Alla base di tali risultati non esaltanti c’è soprattutto il calo dei mercati azionari. Anche in Italia è andata così, benché la perdita registrata dal portafoglio medio costruito dai consulenti sia stata comunque limitata, nell’ordine del 3,2%. Merito del fatto che i nostri connazionali investono poco nel settore azionario, sicuramente meno rispetto ai concittadini europei. Tuttavia, benché la colpa delle cattive performance sia soprattutto delle azioni, è indubbio che anche i fondi multi asset, il cui compito principale è quello di equilibrare il portafoglio e metterlo al riparo dagli alti e bassi delle borse, hanno indubbiamente fallito la loro missione.

«I NOSTRI risultati dimostrano che gli investitori devono fare maggiore attenzione quando scelgono un fondo multi-asset», dice ancora Bottillo, «assicurandosi che il prodotto selezionato sia in linea con il loro obiettivo d’investimento». Il numero uno italiano di Natixis IM sottolinea che gli investimenti alternativi, come quelli nel settore immobiliare o attraverso prodotti derivati come i managed futures, si sono invece dimostrati più resistenti alla volatilità «ma, nel migliore dei casi, hanno contributo marginalmente alla performance»


Banca Finnat punta sul real estate
e investe in residenze per anziani
«Cresceremo nel private banking»

Giuliano Molossi

MILANO

PRIVATE banking e fondi immobiliari. È su queste due attività che punta Banca Finnat per continuare a crescere. Ha alle spalle 120 anni di finanza. Dapprima agenti di cambio, poi Sim, poi banca (dieci anni fa). Da allora parte la diversificazione del gruppo, dalla gestione di fondi immobiliari alla gestione patrimoniale per clientela privata d’alta gamma e istituzionale. Il private banking e la gestione di fondi immobiliari sono le due attività principali della banca della famiglia Nattino che offre un vasto portafoglio di prodotti e servizi.

«OGGI gestiamo masse per poco più di 16 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi nel private banking e 7,2 dalla nostra Sgr attraverso fondi immobiliari – ha detto l’ad di Banca Finnat, Arturo Nattino – L’obiettivo è quello di arrivare a 18 miliardi di masse gestite entro il 2020. La crescita sarà soprattutto nel private banking: abbiamo intenzione di rafforzare l’organico soprattutto nel Nord Italia ma anche a Roma, per arrivare a 67 unità entro il 2020». Nattino ha poi illustrato l’attività di gestione dei fondi immobiliari, in crescita del 7% in termini di fatturato netto rispetto all’anno scorso, ha accennato a due nuovi fondi destinati a investitori istituzionali esteri, di cui uno specializzato in centri commerciali, per 230 milioni, e ha poi sottolineato i 930 milioni raggiunti con i fondi di investitori esteri speculativi: «Si sono affacciati negli ultimi anni sul mercato italiano, ha detto, e stanno facendo bellissime operazioni, ma per rendersene conto, qui a Milano, basta alzare gli occhi al cielo». La banca sta poi spingendo molto l’acceleratore su alcuni settori del real estate, in particolare un fondo che sta crescendo bene è quello che investe in residenze per anziani. Banca Finnat compra gli immobili e poi li dà in affitto ai gestori. Fra i principali obbiettivi del Gruppo c’è il mantenimento del posizionamento competitivo nel settore dei servizi rivolti alle Pmi, sia quelle già quotate sia quelle che intendono farlo.

L’ANNO scorso la banca ha perfezionato 6 Ipo sul mercato AIM Italia (Fervi, Archimede, Grifal, Askoll EVA, SOS Travel e Powersoft), consolidato la leadership come operatore sul mercato AIM Italia, e perfezionato, in qualità di sponsor, l’operazione di translisting che ha portato alla quotazione di Giglio Group sul mercato MTA.

Di |2019-02-12T09:56:53+00:0012/02/2019|Dossier Economia & Finanza|