L’AZIENDA

Gli esperti del fungo champignon
Canonica punta sulla qualità
per battere i concorrenti dell’Est

Andrea Oliva
Santarcangelo (Rimini)

NON TUTTI i funghi sono uguali. Ed è puntando sulla qualità del prodotto che Canonica funghi, attività nata a Canonica a due passi da Santarcangelo di Romagna, si appresta a un investimento importante che nel 2019 ne aumenterà in modo considerevole le potenzialità produttive. L’azienda è nata nei primi anni ‘80 grazie all’esperienza nel settore di vendita di funghi di Adolfo Benvenuti. Dal 1983 ad oggi, di cose ne sono cambiate in azienda. Nei primi anni le metodologie di coltivazione erano lontane da quelle moderne, ma il mercato non mancava grazie al settore turistico della riviera romagnola che richiedeva prodotto fresco e in gran quantità per soddisfare la mole di clienti. Poi, nel 1997, la svolta seguendo quello che era il metodo olandese.

OGGI L’AZIENDA è capace di produrre in un anno 1.500 tonnellate di funghi grazie a una capacità di 4mila tonnellate di composto all’anno, una sorta di terriccio in cui si sviluppano i funghi. A guidare l’azienda sono i tre figli di Adolfo, Michela, Francesca e Paolo, assieme a Mattia Troffei, figlio di Florindo con il quale Adolfo cominciò la sua avventura. A raccontare l’azienda è il figlio Paolo.

Paolo Benvenuti, quali sono i bacini per voi più importanti?

«La nostra produzione si basa sul fungo champignon o prataiolo. Per il 70% il nostro mercato di riferimento è la Puglia. Poi tramite i grossisti è possibile trovarci anche in supermercati, ma non nella grande distribuzione».

L’estero è un mercato possibile?

«Per il momento manteniamo contatti con Malta. Fino a qualche anno fa inviavamo quantità notevoli di prodotto, poi, visti i costi delle spedizioni, a Malta hanno deciso di realizzare una fungaia, ma non per questo i contatti si sono interrotti. Nei periodi in cui non hanno produzione ci chiamano ancora. Ciò non significa che il nostro mercato si è ridotto, al contrario, la richiesta sta aumentando ».

Non sentite la concorrenza delle produzioni che arrivano dall’Est?

«Oggi lo subiamo meno grazie al lavoro che ha fatto la Aif, associazione funghi italiana, puntando sulla qualità del prodotto e la conoscenza della produzione italiana. Fino a qualche anno fa era più difficile controbattere il prodotto che arrivava da Polonia e Ungheria a prezzi davvero bassi. Per fortuna il lavoro fatto dall’Aif e la nostra volontà di investire in qualità ci permettono di avere un buon mercato».

Tanto buono da continuare a investire?

«Esattamente. Abbiamo cominciato a lavorare al progetto di ampliamento dell’azienda che oggi conta 12 stanze. Si tratta di ambienti di coltivazione con temperature controllate in cui sulle scaffalature si trova il composto in cui cresce il fungo. Di norma il primo fungo lo si vede al tredicesimo giorno, per una produzione complessiva che arriva al trentacinquesimo giorno. Poi si cambia composto. Abbiamo deciso di realizzare altre 4 o 6 stanze, e nuovi spazi per i lavoratori, inclusa una mensa. Oggi i lavoratori sono una quarantina e aumenteranno».

Di |2018-10-08T13:31:41+00:0008/10/2018|Focus Agroalimentare|