L’ASCESA DI UN RAGAZZO COMPLICATO

Ellison, miliardario col vento in poppa
Dal Bronx ai successi di Oracle
Il genio che ci ha schedati tutti

di GIUSEPPE TURANI REDWOOD CITY (California)

LA STORIA di Larry Ellison, terzo uomo più ricco d’America, patrimonio stimato in una quarantina di miliardi di dollari, è puro Ottocento inglese, Dickens. Non manca niente, nemmeno i maltrattamenti da bambino, sia pure solo psicologici. Tutto lascia intuire un disadattato. Ma genio assoluto. Oggile sue aziende danno lavoro a quasi 140mila persone. Nasce a New York, nel Bronx, nel 1944 da una ragazza di 19 anni e da un pilota americano di origini italiane, che scompare quasi subito. Dopo qualche mese, la madre si rende conto di non essere in grado di allevare il bambino, che è anche ammalato di polmonite. Prega quindi una zia di adottarlo. Da qui il nome Ellison. Che è però un nome inventato. Il marito della zia era in realtà un immigrato rumeno dal nome impronunciabile. Nome che venne sostituito da Ellison, sintesi di Ellis Island, l’isolotto artificiale in cui gli immigrati dovevano sostare prima di entrare negli Stati Uniti.

TUTTA QUESTA STORIA sarà tenuta nascosta al ragazzo fino all’età di quasi 50 anni. Ma era già un uomo fra i più potenti d’America, se ne sarà fatta una ragione. La zia che lo adotta gli vuole bene, il padre un po’ meno. E, soprattutto considera il giovane Larry un buono a nulla, un perdigiorno, e probabilmente non sbaglia. Da New York con la nuova famiglia si trasferisce a Chicago e si iscrive all’università dell’Illinois. Ma la lascia dopo il secondo anno: troppo ordine, troppa regolarità, e forse studiare non gli piaceva proprio.

IL GIOVANE LARRY ha però una passione: la matematica. Va a lavorare per varie aziende informatiche e a un certo punto con due amici decide di mettersi in proprio. La nuova azienda, che si chiamerà Oracle, finisce un po’ per caso a lavorare con i database. Per capire che cosa è un database pensate a un’agenda telefonica informatizzata, in grado di fare ricerche fantastiche al proprio interno: elenco di tutti quelli che portano le scarpe numero 43 oppure lista di tutti quelli nati nel Bronx da padre immigrato rumeno o ancora elenco di tutti quelli che sono stati almeno una volta a Parigi. Tutto questo fatto in pochi secondi, anzi microsecondi. Noi non lo sappiamo, ma in realtà viviamo tutti dentro decine e decine di database: carte di credito, prenotazioni aerei, alberghi. Ovunque noi ci si muova, c’è un database che registra il nostro esistere. Un mercato enorme.

NON A CASO, il primo cliente di Larry, e che determinerà la sua fortuna, è la Central Intelligence Agency, la famosa Cia. L’agenzia gli commissiona infatti uno dei primi database al mondo, un programma capace di contenere milioni e milioni di schede su qualsiasi argomento o persona. E di recuperare i dati nel giro di frazioni di secondo. La Cia, che è poi il governo degli Stati Uniti, non paga certo pronta cassa, ma nel giro di qualche mese. La società di Ellison è agli inizi e non ci sono soldi. Unica possibilità: sospendere tutti gli stipendi, non pagarli, «compreso il mio», racconterà più tardi Larry. Lui e i sui amici lavorano bene, comunque. Lo sfaccendato del Bronx, lo studente svogliato, si dimostra un capo d’impresa fra i migliori. E oggi, a tanti anni di distanza, la Oracle resta in un certo senso la regina dei database (anche se nel corso degli anni ci sono state liti con tutti: da Hp a Microsoft). Quella dei database, come il resto dell’informatica, è in realtà un’arte molto raffinata. Chiunque abbia provato a costruirne uno (si può fare con la suite dei programmi di Office Microsoft) sa che ci si può perdere la testa facilmente. Il risultato della genialità di Larry sta in quello che si è detto all’inizio: è il terzo uomo più ricco degli Stati Uniti e il settimo nel mondo. Ha tanti jet privati che nemmeno lui sa quanti, un’infinità di abitazioni e proprietà immobiliari: 12 a Malibu e una in California, valutata 20 milioni di dollari.

È UN UOMO RUDE. Quando un’azienda concorrente licenzia un suo amico dalla posizione di Ceo, dichiara: «Sono dei cretini, come quelli della Apple quando cacciarono via Steve Jobs». E lo assume subito lui. Ma, ricco e di successo, è rimasto un disadattato: alle sue spalle ci sono infatti ben quattro matrimoni, tutti finiti con divorzi. Unica, forse, vera immensa passione: la barca a vela. Possiede la terza barca a vela più grande del mondo, sulla quale si rifugia appena può, lontano da tutti e da tutto. È fondatore e armatore dell’imbarcazione Bmw Oracle Racing, che partecipa alle gare dell’America’s Cup. È diventato miliardario insegnando alla Cia a schedare il mondo, ma lui ama correre libero sulle onde dell’oceano.

 

Di |2018-05-14T13:14:07+00:0027/03/2018|Imprese|