L’ALTRO MODO DI BERE

Bevande vegetali
In Italia è un boom tra donne e giovani
Ma non sono l’anti-latte

MILANO

IN ITALIA sono 12 milioni i consumatori di bevande vegetali e sono cresciuti del 5% rispetto alla fine del 2016. Un mercato in costante aumento per vendite a valore (cresciuto nel 2017 del 4,4% sull’anno precedente, secondo i dati Nielsen). Lo scorso anno quasi una famiglia italiana su tre, ovvero 7 milioni (440mila in più rispetto al 2016), ha acquistato almeno una volta un prodotto a base vegetale, per un parco acquirenti in crescita del 6,6%. Si tratta di una categoria di bevande apprezzata da un pubblico di età compresa tra i 25 e i 54 anni, più femminile che maschile (58% donne) e con una fascia di reddito medio alto. Recentemente uno studio di Rabobank ha evidenziato un aumento esponenziale negli ultimi dieci anni di bevande alternative al latte, con una crescita media dell’8% all’anno.

A LIVELLO MONDIALE il giro d’affari delle bevande vegetali ha raggiunto quota 18 miliardi di dollari, pari a quasi il 3% del valore totale del lattiero-caseario. Al vertice dei vegetali più richiesti vi è la soia (il 39% di queste bevande): il suo consumo cresce però del 3%, mentre il consumo di altri ingredienti (dalle mandorle al riso) aumenta addirittura del 13%. In America, ad esempio, la bevanda vegetale preferita è quella alla mandorla, che copre il 68 % delle vendite globali del settore.

MA COME SI SPIEGA questo boom? Oltre a questioni di stile di vita e gusti personali, l’altra faccia della medaglia è la crescente convinzione che il latte sia da evitare e siano preferibili bevande sostitutive. In realtà un conto è il latte, un conto sono le bevande vegetali. In occasiona della Giornata mondiale del latte, voluta dalla Fao, questo concetto è stato ripetuto con forza. «Le notizie sulla presunta insalubrità del latte producono danni economici a tutta la filiera», ha tuonato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura della Lombardia, regione leader nella produzione dell’oro bianco.

Anche Coca-Cola ci punta
Arriva l’argentina Adez

MILANO

ANCHE la Coca-Cola si è lanciata nelle bevande vegetali. Cocco, riso, mandorle, avena e soia sono gli ingredienti base di Adez, proposta dall’azienda leader mondiale. Adez, dallo spagnolo «Alimento de semillas», ha una concentrazione di diversi ingredienti, dal 2% delle mandorle al 12% del riso. La società americana ha scelto l’Italia per il lancio europeo delle nuove bevande, con cui Coca-Cola punta a diventare una ‘total beverage company’, azienda leader in diverse categorie di bevande. «Sempre più persone sono alla ricerca di ingredienti naturali, bevande nutrienti e con meno zucchero – ha commentato Walter Susini, Senior vice president marketing Emea del colosso americano –. Abbiamo risposto a questa richiesta ampliando il nostro portfolio prodotti». Il brand è stato acquistato da Coca-Cola nel 2017 e ha origini argentine, dove è una bevanda di successo fin dal suo lancio, nel 1988. La bottiglia di Adez è totalmente riciclabile e composta al 30% di materia vegetale. Adez soia è prodotta con materia prima italiana a Caslino al Piano (Como) da Refresco, mentre le altre varianti sono prodotte nella Repubblica Ceca.

Di | 2018-06-05T14:36:55+00:00 05/06/2018|Focus Agroalimentare|