L’ALIMENTARE TRENDY

L’hamburger vintage di successo
America Graffiti, ricetta vincente
Obiettivo: cento locali in Italia

FORLÌ

PER ENTRARE nell’atmosfera di una puntata di Happy Days potete setacciare i canali satellitari, cercare una compilation con brani di Elvis, Bill Haley e i Platters, oppure – la soluzione più semplice con in più la possibilità di togliersi l’appetito – entrare in uno dei 63 locali in Italia targati America Graffiti Franchising. Un format, quello che miscela rock’n’roll, macchine d’epoca, brillantina e cucina americana dell’epoca, nato nel 2008 a Forlì, con il primo ristorante. Nel giro di nemmeno dieci anni America Graffiti Franchising è decollato, raggiungendo numeri impensabili (e, stando alle previsioni, il meglio deve ancora venire). Nel 2016 il fatturato aggregato è stato di 70 milioni di euro; al termine di quest’anno si stima di arrivare fino a 80 milioni. Sono oltre 5 milioni i clienti serviti nel 2016. Un altro milioncino si aggiungerà nel corso del 2017.

LIMITANDOCI al prodotto classico di America Graffiti lo scorso anno sono stati messi in tavola 3 milioni di hamburger, mentre quest’anno sulle griglie ne verranno messi complessivamente 4 milioni. Come blob America Graffiti Franchising – al momento è presente al centro nord Italia: Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto; dei 63 locali dieci sono a gestione diretta – continuerà ad espandersi, sia in Italia che all’estero. L’obiettivo è quello di arrivare a 100 locali in Italia entro il 2018, toccando quota 2mila dipendenti (oggi sono circa 1.200). La strategia è finalizzata a un ingresso nel Lazio – con due aperture a Roma – e successivamente nel Mezzogiorno. Il 12 giugno è stato aperto l’ultimo nuovo locale a Grosseto, in Toscana; la festa di inaugurazione si terrà il 29 giugno.

SI TRATTA di un diner da 600 metri quadrati con 190 posti aperto all’interno del centro commerciale Maremà. «Il Franchising – spiegano i diretti interessati – sta valutando l’apertura di un primo locale fuori dai confini nazionali in Austria (l’apertura potrebbe avvenire entro l’inizio 2018), mentre altri contatti sono stati avviati nella Germania del sud. Paesi come Slovenia e Croazia rappresentano mercati potenzialmente molto interessanti per l’espansione all’estero». Presidente di America Graffiti Franchising è Riccardo La Corte (il fondatore del marchio), il fratello Fabio, insieme a Stefano Landi, è l’amministratore delegato del gruppo. Il terzetto, insieme agli imprenditori GianMaria e Giordano Emendatori compone il cda della società. Nel mese di dicembre dello scorso anno America Graffiti Franchising ha inaugurato il suo quartier generale in via Costanzo II a Forlì, con un investimento di 1,5 milioni di euro. Al suo interno un’aula polifunzionale con show cooking e un piccolo diner restaurant con cucina. Nella sede romagnola si svolgono i Franchisee open day, organizzati «per trasmettere la conoscenza del brand e promuovere l’apertura di nuovi locali. Si tratta di giornate dedicate all’incontro con potenziali nuovi licenziatari; imprenditori, professionisti e lavoratori che hanno manifestato un concreto interesse per l’apertura e la gestione di ristoranti America Graffiti». Ai partecipanti «viene proposta una vera e propria full immersion nel mood anni ‘50 che caratterizza il marchio, per consentirgli di vivere quell’esperienza proposta ai clienti».

Luca Bertaccini


Wineemotion Il dispenser che ha sedotto la City

Ilaria Biancalani

BARBERINO VAL D’ELSA

C’È UN’ITALIA che cresce, quella delle piccole e medie aziende prese in esame dal Financial Times, che nella classifica FT1000 evidenzia l’incremento di fatturato nel triennio 2012-2015, di 50mila aziende europee. Fra queste alcune italiane. La prima è la Icont, il marchio con cui Mechanotools di Pontinia, produce packaging per alimenti in alluminio e materie plastiche. Segue il consorzio delle Tecnologie di Napoli, 26 imprese associate dalla Campania alla Toscana, dal Veneto all’Emilia Romagna, che opera nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti tecnologici per l’edilizia. Al terzo posto c’è la Wineemotion, sede legale a Barberino Val d’Elsa e sede operativa a Figline Valdarno. Costituita nel 2012, è fra le più giovani delle aziende nazionali che ha scalato la classifica FT 1000. La Wineemotion è una spa «atipica», ha solo 7 persone, e si occupa della commercializzazione e progettazione (produzione in outsourcing) di dispenser per il vino al bicchiere, che permette ai vini di conservare caratteristiche organolettiche e temperatura.

L’AD, RICCARDO GOSI, che ha ideato il progetto grazie al suo background nel settore, racconta come l’azienda abbia catturato l’attenzione della finanza. «Nel triennio 2012-2015 – spiega – il nostro fatturato, che si rivolge per il 95% al mercato estero e solo per il 5% all’Italia, è cresciuto di oltre il 1.100 per cento. La scelta, rivelatasi vincente, di preferire il mercato straniero è stata dettata da una mia precedente esperienza che mi aveva portato ad accumulare buoni contatti all’estero; in più nel 2012, l’anno in cui abbiamo avviato l’attività, l’Italia era investita da una pesante crisi». Adesso che, a detta di Gosi, c’è una reale ripresa, l’azienda ha un chiaro obiettivo. «Vorremmo portare il fatturato nazionale almeno al 30%. Gli Usa sono il primo mercato, ma siamo distribuiti in 25 Paesi. Fra i nostri clienti abbiamo ristoranti, hotel, enoteche e winebar». Il dispenser della Wineemotion permette di evitare sprechi: il vino che resta nella bottiglia aperta, si conserva a lungo attraverso un metodo che sfrutta l’azoto e l’argon alimentare. Cifre alla mano, l’acquirente recupera l’investimento in un anno. La progettazione è in continua evoluzione. «Abbiamo sviluppato un software – dice ancora l’ad – per l’accesso self service al dispenser. Questo permette all’imprenditore che utilizza il nostro sistema di poter sviluppare operazioni di marketing». C’è poi un altro aspetto, legato all’enogastronomia. «Le riviste di gourmet – fa notare Gosi – pongono l’accento sull’abbinamento cibo-vino. Tuttavia, al ristorante, giungiamo al compromesso di ordinare una bottiglia di vino che non accontenta nessuno. Problema ovviato dal servizio al bicchiere». Nel 2015 la Wineemotion ha partecipato a Expo. «Vetrina – conclude Gosi – che ci ha regalato visibilità».

 

 

Di | 2018-05-14T13:14:36+00:00 20/06/2017|Focus Storie d'Impresa|