LA TUTELA DEGLI UTILIZZATORI

Dalle carte contactless alle nuove app
Un vademecum per usare meglio
gli strumenti di pagamento digitale

Andrea Telara
MILANO

COS’È e come funziona una carta contactless? Quanto tempo ha a disposizione il titolare di una credit card per bloccare una transazione non autorizzata? Sono alcune delle domande che trovano risposta in una pubblicazione del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), realizzata in partnership con altre due associazioni (C4DiP e Phatos), oltre che con l’ Istituto Carlo Cattaneo e l’Università di Bologna. Si intitola Digital Payments Guida Consumatori 2019 ed è un vademecum per usare con maggiore consapevolezza e sicurezza gli strumenti di pagamento elettronico e digitale, dalle carte di credito alle applicazioni mobili degli smartphone, i telefonini di nuova generazione.

«LA DIFFUSIONE dei sistemi di pagamento digitale, a livello europeo è sempre più in crescita e l’Italia non può permettersi di restare indietro», ha detto Francesco Luongo presidente del Mdc, «ma il livello di conoscenza e fiducia dei cittadini nella moneta elettronica sono ancora troppo bassi». Di conseguenza, secondo Luongo, le associazioni civiche e dei consumatori hanno il compito di» spiegare bene agli utenti i nuovi mezzi di pagamento, informandoli sui loro diritti e sui loro doveri ». Le informazioni della guida sono molto utili anche per il commercio elettronico via internet, che si è sviluppato proprio grazie al boom dei pagamenti digitali. Forse molti non sanno, per esempio, che chi fa acquisti online ha 14 giorni di tempo per comunicare la propria volontà di recesso, con conseguente diritto al rimborso delle somme pagate.

NON MANCANO poi alcune raccomandazioni di buon senso per evitare grattacapi o danni economici legati all’utilizzo della credit card. La guida del Mdc, per esempio, suggerisce di conservare con cura il pin, di firmare sempre la carta sul retro e di attivare il servizio di alert sms, che consente al titolare di ricevere un messaggio di segnalazione sul telefonino, non appena viene registrato sulla stessa card un addebito in denaro. Un’altra avvertenza di buon senso consiste nel conservare nella rubrica del proprio cellulare i numeri di sicurezza della società che ha emesso la carta, in modo da contattarla e bloccare tempestivamente ogni addebito in caso di furto o smarrimento. E’ bene inoltre ricordare che, quando si verifica un pagamento non autorizzato, il proprietario ha ben 13 mesi di tempo per segnalarlo alla banca o al circuito che ha emesso la carta come Visa o Mastercard.

LA GUIDA elaborata dal Mdc si suddivide nello specifico in tre parti: la prima è dedicata al mondo delle carte di pagamento e ha appunto lo scopo di aiutare i titolari di una credit card a trovare lo strumento più adatto alle proprie esigenze, con un occhio di riguardo alla tecnologia contactless, che oggi permette di eseguire le transazioni in maniera ultrarapida, semplicemente appoggiando la carta al terminale pos del negozio senza la classica «strisciata». La seconda sezione della guida fornisce invece una serie di consigli da adottare nel caso di smarrimento o furto dei mezzi di pagamento digitale.

LA TERZA e ultima sezione passa in rassegna i diritti e i doveri del consumatore, dando risposte a eventuali dubbi che possono sorgere nell’utilizzo quotidiano di questi strumenti. La Digital Payments Guida Consumatori 2019 è liberamente consultabile su internet, nel sito del Movimento Difesa del Cittadino all’indirizzo http://www.difesadelcittadino.it.

Azimut Ora il business estero vale 1,5 miliardi

MILANO

IN FATTO di investimenti azionari certamente avrebbe fatto un grande affare chi avesse deciso di acquistare, 15 anni fa, Azimut. Il gestore indipendente, che ha oggi oltre 55 miliardi di masse gestite, si è quotato in Borsa 7 luglio del 2004 e da allora ha premiato i suoi azionisti con un total return del 751% classificandosi al primo posto nel periodo per rendimento tra i titoli finanziari italiani e al quarto tra i componenti dell’indice Ftse Mib. E quest’anno, da gennaio, è stato il miglior titolo del paniere con un più 78%. Questa creazione di valore, sottolinea il presidente di Azimut Pietro Giuliani (nella foto), è stata ottenuta grazie al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati nei tre Business Plan completati dalla quotazione. Il gruppo, infatti, dal 2004 è cresciuto in Italia di circa 1.100 consulenti finanziari e private banker, portando così il numero complessivo da circa 700 professionisti a quasi 1.800 (2.200 includendo la rete all’estero). Nei 15 anni Azimut ha inoltre raccolto circa. 44 miliardi di nuove masse e ha generato quasi 2 miliardi di utile netto, di cui circa 1,3 miliardi di euro pagati agli azionisti come dividendo, e quest’anno centrerà l’obiettivo di 300 milioni.

TRA LE AREE di maggiore crescita si segnalano le attività estere in Paesi ad alto sviluppo, dove Azimut detiene il 28% delle masse gestite e dove nel corso degli ultimi anni è cresciuto sia tramite acquisizioni che con una crescita organica: in Cina (Hong Kong e Shanghai), Monaco, Svizzera, Singapore, Brasile, Egitto, Messico, Taiwan, Cile, Usa, Australia, Turchia ed Emirati Arabi. E la scelta di investire in Paesi ad alto potenziale di crescita sarà uno dei driver di sviluppo anche nel prossimo piano industriale quinquennale che punta a portare nel 2024 al 35% le masse gestite all’estero. «Nel 2018 le attività all’estero hanno dato un tangibile contributo positivo alla redditività del gruppo – spiega Giuliani – con un’accelerazione della marginalità che continueremo a vedere nei prossimi periodi. Secondo le nostre stime basate su multipli di mercato locali così come transazioni di M&A nei rispettivi Paesi, il solo business estero vale circa 1,5 miliardi».

Achille Perego

Di |2019-07-08T10:36:59+00:0008/07/2019|Dossier Economia & Finanza|