«Le pensioni vanno pagate senza toccare i patrimoni»
Il Governo stimola le Casse a investire nell’economia

Alberto Pieri

IL PAGAMENTO delle pensioni va coperto dai contributi versati dagli iscritti, senza intaccare i patrimoni, i quali devono costituire una garanzia per le generazioni future. «Vanno previsti l’accorpamento e l’associazione in consorzio delle strutture, al fine di ridurre i costi di gestione e di liberare risorse; ma, soprattutto, va sostenuto l’investimento delle casse in Italia e nell’economia reale del nostro Paese». E’ un processo di riforma del sistema previdenziale delle Casse privatizzate quello delineato nei punti-chiave dal sottosegretario alWelfare,Massimo Cassano, che ha la delega sul settore.

Partiamo dallo stato di salute delle Casse: quale è la valutazione?

«I dati del 2015 mostrano che il patrimonio complessivo delle Casse è cresciuto del 6,77%, sfiorando quota 70 miliardi. Sale anche la raccolta contributiva, arrivata a 9,350 miliardi, e cresce il numero degli iscritti. L’importo delle pensioni erogate è di 5,792 miliardi e aumenta velocemente (+5,2%, contro il +2,8 dei contributi versati), tanto che il rapporto attivi/pensionati scende dal 4,26 al 4,14. Molte di queste Casse sono però costituite di recente e quindi contano ancora pochi pensionati. Per il futuro, la tendenza cambierà e sarà da monitorare. Da qui anche l’invito all’accorpamento per analogie di funzioni».

La stabilità del sistema è monitorata adeguatamente?

«L’attuale sistema normativo a presidio della stabilità finanziaria degli enti di previdenza privati contiene già tutte le possibili garanzie in termini di analisi di sostenibilità. La normativa vigente assicura, dunque, una solida base giuridica per il monitoraggio dell’equilibrio tecnico-finanziario di gestione, di breve e lungo periodo».

Che ruolo possono svolgere le Casse come strumento di traino dell’economia reale?

«Il loro ruolo può essere determinante qualora si arrivi a stabilire che gli investimenti delle Casse stesse debbano essere fatti in larga maggioranza in Italia. E’ necessario, insomma, determinare le condizioni perché aumentino le partecipazioni delle Casse nelle imprese del nostro Paese, limitando gli investimenti finanziari all’estero: ci vorrebbe una soglia limite del 5 per cento. Ritengo, ancora, che sia i fondi sia le SGR (le società di gestione del risparmio) devono avere sede legale e direzione generale in Italia».

In termini diwelfare integrativo per i professionisti, in che direzione possono muoversi gli enti previdenziali privati?

«La previdenza dei professionisti anche nel 2017 mantiene alta l’attenzione sul welfare e sui giovani. La Cassa dei commercialisti, per esempio, ha approvato un nuovo regolamento, che prevede più sostegno alle neo mamme e più attenzione alla famiglia in generale. L’Inarcassa, invece, ha previsto l’indennità di paternità se la madre non lavora o non esercita la libera professione. All’inizio di febbraio, infine, è stato siglato un protocollo d’intesa tra il governo e l’Adepp, l’Associazione delle Casse, sull’accesso al credito agevolato per i professionisti iscritti, con particolare attenzione allo sviluppo dell’attività delle nuove generazioni».

Qual è l’impostazione da cui deve partire un processo di riforme del sistema previdenziale? «Bisogna coniugare l’esigenza di autonomia delle Casse con la necessità di garantire la funzione pubblica a esse riconosciuta dalla Carta costituzionale, in un quadro di sostenibilità finanziaria».

Pensioni: risponde l’esperto

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com 

Raffaele Marmo

Sono nato nel ’58. Dal gennaio ho maturato 40 anni di contributi Vorrei sapere i tempi per godere della mia pensione

Mi chiamo Maurizio. Sono nato a agosto del 1958. A fine gennaio scorso ho maturato 40 anni e sei mesi di attività. Vorrei sapere quando potrò andare in pensione.

IL CASO del signor Maurizio ci torna utile per vedere quale sia il destino previdenziale dei nati nel 1958. Ai nati nel 1958, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni, si applica interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2014 e il 2025, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Le nate nel 1958, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 24 anni, si applica interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2013 e il 2025, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 67 anni e 9 mesi nel corso del 2025 o del 2026 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 marzo 1958. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo.

Classe ’68, lavoro dall’84. Quando potrò andare via?

Mi chiamo Antonio. Sono nato a dicembre del 1968. Ho cominciato a lavorare a gennaio del 1984. Ho ormai raggiunto e superato i 33 anni contributivi. So, che ancora è presto secondo le nuove norme. Ma intanto vorrei sapere quando potrò andare in pensione?

IL CASO del signor Antonio ci torna utile per vedere quale sia il destino previdenziale dei nati nel 1968. Ai nati nel 1968 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24, se donne), la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2026 e il 2037, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti.

SE HANNO cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 10 mesi o di 69 anni nel corso del 2036 o del 2037, a seconda che siano nati prima o dopo il 28 febbraio 1968. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, maturano l’età richiesta di 65 anni e 8 mesi nel corso del 2033-2034, a seconda che siano nati prima o dopo il 30 aprile 1968.

Ho iniziato a lavorare a 16 anni e ne ho 41 di contributi Vorrei sapere se posso anticipare la mia uscita dal lavoro

Mi chiamo Gianni M., ho cominciato a lavorare a 16 anni. Ho maturato 41 anni di attività a dicembre scorso. Vorrei sapere se potrò utilizzare la nuova via d’uscita anticipata prevista per i lavoratori che hanno cominciato a lavorare durante la minore età.

TORNIAMO sulle nuove regole relative ai precoci. I lavoratori che hanno cominciato a lavorare durante la minore età (fino a 19 anni) potranno andare in pensione con 41 anni di contributi (senza dover attendere i più alti requisiti previsti dalla Fornero). Potranno farlo, però, solo se hanno lavorato per almeno dodici mesi (anche non continuativi) da ragazzi e se rientrano in alcune categorie o condizioni. Vediamo quali: siano disoccupati, senza più diritto alla relativa indennità da almeno tre mesi; assistano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; abbiano una riduzione della capacità lavorativa, superiore o uguale al 74 per cento; lavoratori dipendenti che svolgano da almeno sei anni in via continuativa un lavoro difficoltoso o rischioso all’interno delle seguenti professioni: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. E poi gli usuranti. Il signor Gianni non rientra nelle condizioni accennate.