Opzione donna, si può fare
Finestra d’uscita da agosto

Assegno per le nate nel ’58
calcolato in base ai contributi

Raffaele Marmo

OPZIONE DONNA, ultima chiamata. Almeno per ora. Dopo una querelle lunga e controversa, qualche giorno fa l’Inps, con un messaggio ad hoc, ha certificato la possibilità di utilizzare il canale dell’uscita anticipata per le donne lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958, a condizione che abbiano conquistato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. A dare il via libera sostanziale all’ultima chiamata, per il momento, all’opzione donna è stata, in realtà, la legge di Stabilità per il 2016. La norma contenuta in quel provvedimento ha stabilito la facoltà di utilizzare questa via d’uscita anche per le lavoratrici «che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive, 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome a prescindere dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico». Solo che dall’operazione erano state escluse le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958 che raggiungevano i requisiti oltre la scadenza fissata. Da qui il nuovo intervento normativo inserito nella legge di Bilancio per il 2017, che ha esteso la possibilità dell’opzione donna anche alle lavoratrici «che entro il 31 dicembre 2015 non abbiano maturato il prescritto requisito anagrafico solo per effetto degli incrementi della speranza di vita». Con la conseguenza che «possono esercitare la facoltà in argomento le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari a 57 anni per le dipendenti e 58 anni per le autonome».

CONQUISTATO il diritto, però, per le lavoratrici alle quali ci riferiamo rimangono sempre in vigore sia la cosiddetta finestra mobile (che comporta uno slittamento della decorrenza effettiva della pensione di 12 o 18 mesi, a seconda che si tratti di dipendenti o autonome) sia gli adeguamenti alla speranza di vita (3 mesi dal 2013 e 4 mesi dal 2016 per le nate nell’ultimo trimestre del 1958 o del 1957). La traduzione concreta di tutto questo è che le lavoratrici che hanno conquistato la possibilità di ricorrere all’opzione donna, potranno effettivamente farlo dal 1° agosto 2017 e dal 1° febbraio 2018, a seconda che si tratti di dipendenti o autonome.

OCCORRE rammentare, comunque sia, che la scelta di questa via d’uscita comporta il calcolo dell’assegno con il criterio contributivo, il che determina una decurtazione più o meno significativa della pensione. Quanto alla proroga della formula, possiamo sottolineare come la sperimentazione per il momento si ferma all’ultima chiamata che abbiamo descritto, perché il governo non ha accettato la possibilità di una ulteriore prosecuzione oltre il 31 dicembre 2015. Ma in Parlamento continuano a moltiplicarsi le iniziative per andare oltre il confine indicato, utilizzando le risorse eventualmente risparmiate proprio per il capitolo dell’opzione.

Pensioni: risponde l’esperto

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Raffaele Marmo

Nato nel ’71, lavoro dall’88 Impiegato, vorrei sapere quali norme si applicheranno per poter andare in pensione

Mi chiamo Oriele S. Sono impiegato presso Rfi. Sono nato a gennaio del 1971 e ho cominciato a lavorare nel 1988. Volevo sapere quando potrò andare in pensione.

IL CASO DEL SIGNOR Oriele ci dà la possibilità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1971. Diciamo subito che le regole previste dalla riforma Fornero, sono uguali per uomini e donne, lavoratori pubblici e privati. Ebbene, ai nati nel 1971 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per ‘uscire’ riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2029 (2028 per le donne) e il 2040, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 69 anni e 2 mesi o di 69 anni e 4 mesi nel corso del 2040 o del 2041, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 ottobre 1971. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, calcolo contributivo, ma anche vecchiaia sprint: 65 anni e 10 mesi nel corso del 2036-2037, a seconda che siano nati prima o dopo il 28 febbraio 1971.

Novembre ’63, lavoro dal ’79 Quando potrò andare via?

Mi chiamo Fabio M., sono nato nel novembre del ’63. Ho cominciato a lavorare come dipendente privato in un’azienda nel 1979. Da allora verso regolarmente i contributi Quando potrò andare in pensione, in base alle nuove regole previdenziali?

LA DOMANDA ci offre l’opportunità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1963. Ebbene, ai nati nel 1963 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per uscire riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2020 (2019 per le donne) e il 2031 quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 5 mesi nel corso del 2031 o del 2032 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1963. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 65 anni nel corso del 2028.

Nato nel luglio del 1954, al lavoro dal 1976 Cosa prevede per me la riforma previdenziale?

Mi chiamo Gianni M. Sono nato nel luglio del 1954. Lavoratore autonomo con contributi versati ininterrottamente dal giugno del 1976, quindi ormai più di quaranta anni, vorrei conoscere quando potrò andare in pensione.

IL CASO INDICATO ci dà la possibilità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1954. Ebbene, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 17 anni, hanno maturato i requisiti per il pensionamento di anzianità secondo le regole precedenti entro il 31 dicembre 2011 e, dunque, sono già usciti. Se hanno cominciato a lavorare tra i 18 e i 23 anni (24 se donne), si applicano le nuove regole della riforma Fornero e la prima data utile per uscire riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2014 (2013 per le donne) e il 2021, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia. Diciamo che possono dirsi abbastanza prossimi al momento della meritata pensione, secondo le norme previste dalla riforma Fornero, a cui ormai tutti o quasi dobbiamo fare riferimento per i calcoli di contributi ed età: maturano l’età pensionabile di 67 anni e 3 mesi nel corso del 2021 o del 2022 a seconda che siano nati prima o dopo il 30 settembre 1954. Il signore, però, come tutti i nati nel 1954, può chiedere l’Ape volontaria, l’Anticipo pensionistico, da maggio prossimo, quando raggiunge i 63 anni di età. Potrà ottenerlo fino al raggiungimento dell’età pensionabile che, in questo caso, è cristallizzata a 66 anni e sette mesi.