LA STAGIONE DELLE RIFORME

Premi, asili e flessibilità
«Welfare aziendale
occasione da cogliere»

CESENA

SI CHIAMA ‘Romagna welfare’. Sarà una panoramica, un’istantanea scattata dai protagonisti. Cioè, dai manager di aziende che hanno a cuore il benessere dei propri dipendenti e che hanno tradotto le buone intenzioni in azioni concrete. ‘Romagna welfare’ è il convegno in programma sabato prossimo a Cesena Fiera, con 150 imprese del territorio che hanno già comunicato la loro adesione. Ad organizzarlo è la società Media Consulting di Luigi Angelini e Giuseppe Bubani, proprietaria delle piattaforme Tippest e Welfaregratis.it. «In Romagna – la premessa di Angelini – non ci sono ancora una cultura diffusa del welfare aziendale e un’approfondita conoscenza delle norme in vigore. Ecco perché abbiamo pensato al convegno…». Sabato ci saranno imprenditori, ma anche sindacati e rappresentanti di associazioni di categoria. «Tre aziende – aggiunge Angelini – porteranno la loro testimonianza: sono il Gruppo Società Gas Rimini, premiato come migliore in Italia proprio per la gestione del welfare aziendale, Orogel per la provincia di Forlì-Cesena e Fruttagel di Ravenna. A testimonianza di quanto il tema sia importante, i relatori saranno i tre amministratori delegati. Saranno presenti dirigenti e Hr di altre importanti società private e pubbliche o a partecipazione pubbliche». Tra queste Technogym, Amadori, Hera, Romagna Acque, Atr. «Ma il benessere dei propri dipendenti non è una questione solo per grandi aziende: in Romagna ci sono soprattutto piccole e medie imprese che possono raggiungere obiettivi importanti grazie ai benefici dell’ultima riforma». Anche perché la stima del valore del mercato è di 60 miliardi in tre anni. «C’è un doppio vantaggio, perché le risorse destinate al welfare aziendale sono decontribuite per le aziende e detassate per i dipendenti. Sabato – continua Angelini – presenteremo uno studio sulle 150 più grandi realtà produttive in Romagna. Una parte delle aziende non ha ancora informazioni sufficienti sull’argomento, a partire dalla modifica dell’articolo 51 del Tuir. La nostra deve essere una promozione del tema».

POSSONO essere agganciati al welfare anche premi a obiettivo, attraverso un preciso regolamento. Dagli orari flessibili al telelavoro, passando per agevolazioni a neomamme e neopapà e per gli asili che accolgono i figli dei dipendenti: il welfare aziendale può diventare concreto attraverso diverse interpretazioni. «In Media Consulting – conclude Angelini – facciamo i corsi di yoga in azienda. Una delle novità importanti della riforma è l’introduzione delle piattaforme per la gestione dei servizi come palestra o dentista vicino a casa o al posto di lavoro, quello che noi chiamiamo local welfare. La realtà è che si sono liberate tante risorse, siamo in un momento di crescita del settore che però non è ancora troppo sostenuta. Quando il welfare aziendale diventerà una questione ancor più sentita dalle aziende sotto i 100 dipendenti ci sarà la svolta e ci siamo vicini»

LA STORIA DELLA SETTIMANA

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com
risponde RAFFAELE MARMO

LAVORATORE DIPENDENTE, CON 38 ANNI DI CONTRIBUTI POTRÒ USUFRUIRE DELL’ANTICIPO DELLA PENSIONE?

Mi chiamo Alessandro Di G. Sono un lavoratore dipendente di un’impresa metalmeccanica. Sono nato nel febbraio del 1954 e ho maturato circa 38 anni di contributi presso l’Inps. Vorrei sapere come fare per ottenere l’Anticipo volontario della pensione e come posso sapere quanto dovrò pagare per restituirlo.

LA DOMANDA del signor Alessandro arriva puntuale proprio nella settimana nella quale è partita la possibilità di chiedere l’Ape volontario. Vale la pena dunque, rimettere in fila i tasselli del meccanismo per vedere come si può chiedere l’Anticipo e come si può calcolare quanto si dovrà pagare per rimborsarlo. Da qualche giorno, sul sito dell’Inps, in una specifica sezione in evidenza dalla home page, è possibile calcolare l’Ape, attraverso un apposito simulatore, e presentare la domanda per la certificazione del diritto alla pensione, primo passo per conquistare l’Anticipo pensionistico volontario. Il simulatore dell’Ape dell’Inps permette, attraverso l’inserimento di una serie di elementi (dalla data di nascita alla stima della possibile pensione futura) di verificare sia la data di pensionamento probabile sia il numero di mesi di anticipo. Fino a arrivare alla stima dell’Ape in termini di ammontare, di costi, di rata di rimborso. L’applicativo per chiedere la certificazione del diritto, a sua volta, permette di ottenere dall’Inps la certificazione dell’ammontare e della data di pensionamento e rappresenta il primo step per arrivare alla domanda di Ape vera e propria.

A QUEL PUNTO, ottenuto il via libera dall’Inps si sceglie l’istituto finanziatore del prestito e l’assicurazione che farà un contratto contro il rischio di premorienza (per evitare ricadute sugli eredi) e si presenta la domanda di Ape vera e propria contestualmente alla richiesta per la pensione di vecchiaia. La domanda viene trasmessa all’ente finanziatore che può respingerla motivatamente. Se accolta, il prestito verrà erogato in 12 rate mensili, senza tredicesima.

Di | 2018-02-20T16:04:45+00:00 20/02/2018|Previdenza|