Anticipi e benefici
per 15 lavori gravosi
I segreti dell’Ape social

Claudia Marin

ROMA

ORA CHE l’emendamento per l’estensione dell’Ape sociale e dell’Anticipo-precoci alle nuove categorie di lavori gravosi è stato messo in cascina alla Camera, vale la pena mettere insieme tutti i tasselli del puzzle. Quali sono le 15 attività considerate più pesanti delle altre? E quali benefici ottiene chi vi rientra? Alla luce delle ultime innovazioni legislative, svolgono mansioni gravose: gli operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia; i conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere; addetti all’assistenza personale di persone in condizione di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; siderurgici di prima e seconda fusione e altri lavoratori del vetro addetti a lavori a alte temperature non ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti; operai dell’agricoltura, della zootecnia e pesca; marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e acque interne; pescatori della pesca costiera, dipendenti o soci di cooperative.

LE 15 CATEGORIE di lavoratori indicate potranno conquistare, nel 2018, l’Ape social, l’assegno anticipato pre-pensione con un tetto di 1.500 euro lordi al mese, a condizione di avere 63 anni di età, 36 anni di contributi e aver svolto le mansioni pesanti per almeno sei anni negli ultimi sette o per almeno sette anni negli ultimi dieci prima dell’uscita dal lavoro. Potranno, in alternativa, ottenere l’anticipo della pensione con 41 anni di contributi se hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età sempre a condizione che le attività gravose risultino svolte per almeno sei anni negli ultimi sette o per almeno sette anni negli ultimi dieci anni prima della fine del lavoro. Sempre i lavoratori delle 15 categorie potranno andare in pensione di vecchiaia o anticipata senza l’aumento di 5 mesi dei requisiti previdenziali dal 2019. Per capirci meglio, Ape social, Anticipo precoci e dispensa dall’aumento dell’età sono benefici non cumulabili. Per ottenere la dispensa dall’adeguamento occorrerà, infatti, soddisfare requisiti meno robusti rispetto a quelli previsti per l’Ape social: un minimo di sette anni di attività gravosa negli ultimi dieci prima del pensionamento e un minimo di 30 anni di contributi. E il lavoratore non dovrà beneficiare dell’ape sociale al momento del pensionamento. Il che vuol dire che solo coloro che non ottengono l’Ape social potranno fare ricorso allo sconto sull’adeguamento di età e contributi. Coloro che otterranno l’Ape social, invece, avranno l’indennità fino all’età di vecchiaia di 67 anni e non potranno, dunque, anticipare la trasformazione dell’Ape social in pensione all’età di 66 anni e 7 mesi.


LA STORIA DELLA SETTIMANA

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com

risponde RAFFAELE MARMO

APE SOCIAL E ANTICIPO PER I PRECOCI, VIA AI PAGAMENTI LA PRIMA TRANCHE SARÀ CHIUSA ENTRO FINE GENNAIO

Mi chiamo Rosario S. Ho presentato la domanda per l’Ape gratuita, perché sono disoccupato da oltre un anno senza altri guadagni. La mia domanda è stata anche accolta, ma fino a oggi non ho ricevuto neanche un euro. Vorrei sapere quando potrò cominciare a ricevere l’assegno e se potrò avere anche gli arretrati.

LA DOMANDA del signor Rosario arriva più che puntuale. I vertici amministrativi dell’Inps hanno comunicato qualche giorno fa che i primi assegni relativi all’Ape social saranno pagati domani, 19 dicembre, anche se la valuta di accredito sarà fissata al 22 dicembre. Nello stesso atto si spiega che verranno pagati anche gli arretrati maturati da quando è diventato operativo il meccanismo di sostegno economico per chi si trovi in una delle condizioni di disagio indicate dalla legge. Il che vuol dire che le somme arretrate potranno arrivare fino a maggio scorso, sempre che gli interessati abbiano maturato i requisiti per l’Anticipo gratuito fin da quella data. Ma va subito indicato che le cose non stanno così per tutti coloro che abbiano fatto richiesta di Ape social o dell’Anticipo per i precoci. Innanzitutto di questi ultimi (che possono andare via con 41 anni di contributi, sempre se rientrano in determinate categorie di lavoratori disagiati) non si parla per niente. Per queste persone, a meno di novità ulteriori dal fronte Inps, si può ritenere che i pagamenti avverranno non prima del 3 gennaio 2018, data nella quale saranno messe in pagamento le pensioni. Differente è, per altro verso, ancora la sorte di coloro che, pur avendo fatto domanda (accolta) nel 2017, non avranno avuto l’assegno pagato entro oggi o, come accennato, entro il 3 gennaio prossimo. Per questi ultimi (tanto beneficiari dell’Ape social quanto destinatari dell’Anticipo per i precoci) il pagamento delle indennità avverrà il 20 gennaio, sempre che gli assegni siano liquidati dall’Inps tra il 19 dicembre e il 9 gennaio: e anche in questo caso saranno incorporati gli arretrati maturati entro il 9 gennaio. Tutto compreso, se le operazioni fileranno lisce, entro fine gennaio arriveranno a destinazione la prima, intera, tranche di Anticipi definiti.